– L’Assemblea generale dell’Associazione Italiana Arbitri, svoltasi sabato 10 ottobre a Roma, ha scelto la nuova guida nazionale al termine di un ballottaggio combattuto. Il candidato della sezione Roma 1 ha ottenuto 461 preferenze contro le 441 di Carlo Pacifici. Eliminato al primo turno Narciso Pisacreta, esponente della sezione di Salerno
– Importante riconoscimento per la Campania con la nomina di Michele Affinito, appartenente alla sezione di Frattamaggiore, alla vicepresidenza vicaria. Già presidente sezionale, alla guida del Comitato regionale campano e componente nazionale, il dirigente porta ai vertici dell’Aia un’esperienza maturata tra formazione, attività arbitrale e responsabilità associative
Roma (Redazione) – Una nuova stagione si apre per il mondo arbitrale italiano, chiamato a ritrovare stabilità, unità e prospettive di rinnovamento dopo mesi di tensioni istituzionali. L’Associazione Italiana Arbitri ha eletto il proprio presidente nazionale, affidando la guida dell’organismo a Francesco Massini, già vicepresidente vicario e reggente dell’associazione.
L’elezione è avvenuta sabato 10 ottobre 2026, al termine dell’Assemblea generale svoltasi con modalità a distanza e voto elettronico, in una competizione particolarmente equilibrata che ha richiesto il ricorso al ballottaggio.
Accanto al nuovo presidente assume un ruolo di primo piano anche la Campania, grazie alla nomina di Michele Affinito, esponente della sezione arbitrale di Frattamaggiore, alla carica di vicepresidente vicario nazionale.
Un risultato significativo per il movimento arbitrale regionale, che vede uno dei propri dirigenti raggiungere una delle più importanti responsabilità associative a livello italiano.
Tre i candidati inizialmente in corsa per la presidenza: Francesco Massini, della sezione Roma 1, Carlo Pacifici, anch’egli appartenente alla sezione capitolina, e Narciso Pisacreta, della sezione di Salerno.
Il primo scrutinio ha evidenziato un equilibrio quasi assoluto tra i due candidati romani. Il futuro presidente ha ottenuto 323 preferenze, appena due in più rispetto alle 321 raccolte dal suo principale avversario, mentre il rappresentante salernitano si è fermato a 278 voti.
Nessuno dei tre ha raggiunto la maggioranza necessaria per l’elezione immediata, rendendo indispensabile una seconda votazione tra i primi due classificati.
Al ballottaggio, su 912 votanti, il candidato risultato vincitore ha conquistato 461 preferenze, pari al 50,55%, contro le 441 dell’avversario, corrispondenti al 48,36%.
Appena venti voti di differenza hanno dunque determinato l’esito di una consultazione che restituisce l’immagine di un’associazione attraversata da sensibilità e orientamenti differenti, ma chiamata ora a riconoscersi in una guida comune.
L’Assemblea prevedeva complessivamente 950 aventi diritto al voto, tra dirigenti benemeriti, presidenti di sezione e delegati.
Il nuovo presidente, nato a Roma il 27 gennaio 1969, vanta una lunga esperienza nel settore arbitrale. Ex arbitro internazionale di calcio a cinque, ha diretto oltre duecento incontri nella massima serie e numerose gare internazionali.
Successivamente ha intrapreso la carriera dirigenziale, ricoprendo incarichi tecnici e associativi di crescente responsabilità, fino alla presidenza del Comitato regionale arbitri del Lazio.
Nel 2024 era stato nominato vicepresidente vicario nazionale, assumendo successivamente la reggenza dell’Aia in seguito alla decadenza dell’allora presidente Antonio Zappi, conseguente a una sanzione disciplinare.
La sua elezione rappresenta pertanto una scelta di continuità amministrativa, accompagnata dall’impegno a introdurre riforme nel funzionamento dell’associazione.
Tra le priorità programmatiche figurano l’autonomia economica dell’Aia, la professionalizzazione degli arbitri di vertice, la revisione dei regolamenti e il rafforzamento del ruolo delle sezioni territoriali.
Particolare attenzione viene riservata anche alla necessità di costruire una governance più partecipata e trasparente, valorizzando il merito e la formazione delle nuove generazioni arbitrali.
Nelle prime dichiarazioni successive alla vittoria, il neopresidente ha definito la competizione elettorale leale, sottolineando la necessità di superare le divisioni interne.
«Mi sento un operaio dell’Aia e il successo di pochi voti rende tutto ancora più bello perché esalta i valori dello sport», ha dichiarato, evidenziando il proprio desiderio di mettersi al servizio dell’intera associazione.
Ha inoltre ribadito che il percorso futuro dovrà essere orientato alla valorizzazione delle competenze, all’autonomia e al rafforzamento della credibilità del sistema arbitrale.
Di particolare interesse per il territorio campano è la designazione di Michele Affinito alla vicepresidenza vicaria, incarico che lo colloca ai vertici della struttura nazionale.
Appartenente alla sezione «Gennaro Marchese» di Frattamaggiore, il dirigente ha costruito negli anni un percorso professionale e associativo caratterizzato da una costante attenzione alla formazione e alla crescita dei giovani arbitri.
Entrato nell’associazione nel 1992, ha maturato un’importante esperienza sui campi di calcio, arrivando a operare nell’organico arbitrale della Serie C.
Conclusa l’attività sul terreno di gioco, ha intrapreso il percorso dirigenziale, diventando nel 2012 presidente della sezione di Frattamaggiore.
Un incarico mantenuto per tre mandati consecutivi, durante i quali ha promosso iniziative formative, attività di aggregazione e progetti finalizzati al rinnovamento e alla valorizzazione degli associati.
Nel 2021 ha assunto la vicepresidenza del Comitato regionale arbitri della Campania, per poi diventarne presidente nel 2022.
Successivamente è entrato a far parte degli organismi nazionali dell’associazione, consolidando un’esperienza che lo ha condotto fino all’attuale incarico.
La sua nomina rappresenta un riconoscimento per il lavoro svolto nel movimento arbitrale campano e, in particolare, per una sezione storicamente impegnata nella preparazione tecnica e nella crescita associativa dei propri iscritti.
La vicepresidenza vicaria assume inoltre un significato istituzionale preciso: si tratta di una funzione di particolare responsabilità, chiamata ad affiancare il presidente nella gestione e nell’indirizzo dell’organizzazione nazionale.
A completare la squadra di vertice è Francesco Carrieri, eletto vicepresidente.
Nel nuovo Comitato nazionale entrano anche Mario Carrozzini, rappresentante eletto della macroregione Nord, Tiziano Reni per il Centro e Marcello Terzo per il Sud.
Completano l’organismo Marinella Caissutti, Valentina Finzi e Valentina Garoffolo, rispettivamente per le macroregioni Nord, Centro e Sud.
L’Assemblea generale è stata presieduta da Valerio Di Stasio, affiancato dal vicepresidente Davor Blaskovic.
L’esito elettorale ha suscitato anche l’attenzione dei vertici federali. Il commissario della Figc, Giovanni Malagò, ha rivolto al nuovo presidente gli auguri di buon lavoro, auspicando l’avvio di una fase caratterizzata da stabilità e dialogo costruttivo tra le diverse componenti del calcio italiano.
Il mandato della nuova dirigenza avrà una durata di circa due anni, con scadenza prevista nel 2028, un periodo nel quale dovranno essere affrontate questioni decisive per il futuro della categoria.
Dalla tutela degli arbitri alla loro formazione, dalla valorizzazione delle sezioni territoriali alla sostenibilità economica dell’associazione, le sfide richiederanno capacità di ascolto e una visione condivisa.
Per la Campania, l’elezione del dirigente di Frattamaggiore costituisce anche un’opportunità di rappresentanza nazionale, valorizzando un patrimonio di esperienze e competenze costruito nel corso degli anni.
La nuova presidenza nasce da un confronto serrato, conclusosi con uno scarto minimo di preferenze. Proprio per questo, la capacità di trasformare la competizione elettorale in collaborazione sarà uno dei primi banchi di prova della dirigenza.
L’autorevolezza di un’istituzione sportiva non dipende soltanto dalle regole che è chiamata a far rispettare, ma anche dall’esempio di equilibrio, responsabilità e coesione che riesce a offrire a quanti ne fanno parte.

