Attacchi ai cantieri Tav, la Procura di Torino chiede il carcere per due ventenni tedeschi fermati dopo gli scontri

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Torino (Redazione) – Si sviluppa sul piano giudiziario l’inchiesta sugli attacchi ai cantieri dell’Alta Velocità in Val di Susa, avvenuti nei giorni scorsi. La Procura di Torino ha infatti chiesto al giudice per le indagini preliminari l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere nei confronti dei due cittadini tedeschi ventenni fermati dalla Digos in flagranza differita dopo i disordini verificatisi nell’area del cantiere Tav di Chiomonte.

L’istanza, avanzata dagli uffici della Procura guidata da Giovanni Bombardieri, si fonda sulle ipotesi di reato di devastazione e lesioni personali ai danni di pubblico ufficiale, contestate, allo stato delle indagini, in concorso con altri soggetti ancora in corso di identificazione.

Secondo quanto riportato nella richiesta cautelare, il ricorso alla misura della custodia in carcere sarebbe giustificato dalla presenza di «sussistenti esigenze cautelari che ne rendono necessaria l’applicazione», valutazione che sarà ora sottoposta all’esame del giudice competente.

I due giovani risultano inoltre indagati per l’ipotesi di resistenza a pubblico ufficiale aggravata. Per questa specifica contestazione, tuttavia, la normativa vigente non consente il ricorso all’arresto in flagranza differita, circostanza che ha orientato l’azione della Procura sulle altre ipotesi di reato formulate.

L’inchiesta prosegue con l’obiettivo di individuare eventuali ulteriori persone coinvolte negli episodi di violenza verificatisi durante gli attacchi ai cantieri dell’Alta Velocità e di ricostruire nel dettaglio ruoli e responsabilità dei partecipanti.

Le contestazioni mosse dagli inquirenti costituiscono, allo stato, ipotesi accusatorie che dovranno essere vagliate nelle successive fasi del procedimento, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza fino all’eventuale pronuncia di una sentenza definitiva.