Baronissi, il Visionnaire Festival chiude con un omaggio ad Annibale Ruccello

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– Venerdì 25 settembre alle 20.30, sulla Terrazza degli Aranci del Museo-FRaC di Baronissi, l’ultimo appuntamento della sesta edizione di Visionnaire Festival: ingresso libero.

– A quarant’anni dalla scomparsa di Annibale Ruccello, Giulio Baffi, Ivano Bruner e Andrea Avagliano rileggeranno opere, parole e memoria del grande drammaturgo stabiese.

Baronissi (Redazione) – Si chiude nel segno di Annibale Ruccello la sesta edizione di Visionnaire Festival, la rassegna multidisciplinare diretta dall’attore Andrea Avagliano e organizzata dall’Associazione Tutti Suonati in sinergia con il Museo-FRaC di Baronissi.

Dopo sei appuntamenti che, a partire dal 22 agosto, hanno trasformato la suggestiva Terrazza degli Aranci in uno spazio dedicato alle narrazioni contemporanee, il festival dà appuntamento al pubblico per venerdì 25 settembre alle 20.30, con ingresso libero.

L’ultimo evento, dal titolo “Teatro Rileggere Annibale Ruccello”, sarà dedicato a uno dei protagonisti più significativi della drammaturgia italiana, nel quarantesimo anniversario della sua prematura scomparsa. Un percorso tra le pagine delle sue opere più conosciute, accompagnato dai ricordi e dalle testimonianze legate alle sue storiche messinscene.

Sul palco si alternerannoGiulio Baffi, critico teatrale,Ivano Bruner, voce recitante, e Andrea Avagliano, che accompagnerà l’appuntamento al pianoforte. Parole, musica e memoria si intrecceranno per ripercorrere la produzione di un autore capace di raccontare con particolare intensità la realtà campana e le sue contraddizioni.

Nato a Castellammare di Stabia nel 1956 e morto a Roma nel 1986, Ruccello si formò alla scuola di Roberto De Simone e divenne uno dei principali esponenti della nuova drammaturgia post-eduardiana. Nelle sue opere convivono tradizione popolare, dimensione quotidiana e una rappresentazione spesso inquieta della realtà, con personaggi femminili fortemente caratterizzati.

Tra i suoi lavori più noti figurano “Le cinque rose di Jennifer”, “Weekend”, “Notturno di donna con ospiti”, “Ferdinando” e “Anna Cappelli”. La sua parabola artistica si interruppe prematuramente nel 1986 a causa di un incidente stradale, ma la sua produzione sarebbe stata riscoperta e rilanciata negli anni Novanta, fino a renderlo uno degli autori italiani più rappresentati della sua generazione.

L’omaggio di Visionnaire arriva così nel segno della rilettura e della memoria, ma anche dell’attualità di una scrittura che continua a trovare spazio sui palcoscenici italiani. Un modo per chiudere la rassegna tornando alle radici del teatro e al rapporto tra parola, musica e comunità.

La sesta edizione di Visionnaire26 ha proposto, nel corso delle settimane, un programma multidisciplinare fatto di cinema documentario, teatro, incontri con autori e laboratori. Un percorso dedicato alle vite e alle opere di protagonisti della cultura italiana e internazionale, con l’obiettivo di creare un dialogo tra linguaggi differenti e pubblico.

«Sulla scia dell’ottimo riscontro ottenuto dal Baronissi Blues Festival, la nostra associazione prosegue con entusiasmo la sua opera di valorizzazione della cultura musicale e cinematografica», commenta Fabio Clarizia, presidente di Tutti Suonati. «Siamo orgogliosi di questa sesta edizione di Visionnaire26, una rassegna che negli anni si è affermata come un pilastro fondamentale del panorama culturale regionale».

Visionnaire26 è curato dall’Associazione Tutti Suonati, in sinergia con il Museo-FRaC Baronissi, diretto da Pasquale Ruocco. Il progetto gode del patrocinio del Comune di Baronissi, del patrocinio morale dell’Associazione Roberto Rossellini e del contributo della Film Commission Regione Campania.

L’appuntamento con “Teatro Rileggere Annibale Ruccello” è dunque fissato per venerdì 25 settembre alle 20.30 sulla Terrazza degli Aranci del Museo-FRaC. Un ultimo viaggio tra teatro, memoria e musica per chiudere la sesta edizione di Visionnaire nel segno di uno degli autori più importanti della drammaturgia campana del Novecento.