Roma (Redazione) – Il gran caldo di questi giorni rappresenta una vera e propria «emergenza sanitaria» secondo l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’ondata di calore che sta investendo gran parte dell’Europa e ovviamente anche l’Italia è da record, con temperature eccezionali che, secondo gli esperti, potrebbe portare a punte superiori al 2003, per quel che riguarda intensità e durata.
Un’estate da record, quindi, causata dall’anticiclone africano ‘Caronte’ che ha investito l’Europa da Sud a Nord. Caldo record almeno fino alla fine di giugno ma si tema che possa durare fino al 5 luglio. L’Oms, oltre a dichiarare l’emergenza sanitaria, ha sottolineato che negli ultimi quattro anni il caldo estremo ha causato circa 200mila vittime in Europa.
In Italia gli effetti si stanno notando già da giorni e oggi sono 16 le città da ‘bollino rosso’: Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona, Viterbo. A Milano si sono raggiunti i 38 gradi, mentre a Firenze per lunedì sono previsti fino a 41 gradi. Secondo i meteorologi, il picco potrebbe essere raggiunto nel fine settimana. A rendere ancora più difficile sopportare il caldo sono le cosiddette “notti tropicali”: in diverse aree della Pianura Padana le temperature minime non sono scese sotto i 26-27 gradi.
Anche in Europa la situazione sta creando disagi forse ancora maggiori che in Italia visto che alcuni Stati non sono abituati a questo caldo record. In Belgio e Lussemburgo è stata diramata l’allerta per le notti tropicali, un fenomeno estremamente raro a queste latitudini. In Germania è atteso per venerdì un possibile record storico: se i termometri raggiungeranno i 40 gradi verrà superato il precedente primato nazionale di 39,6 gradi registrato nel 2019. Situazione critica anche nel Regno Unito, dove si sono già sfiorati i 42-43 gradi, con particolari difficoltà nell’area di Londra. Al punto che è stata decisa la chiusura delle scuole in tante zone della Gran Bretagna (soprattutto Inghilterra e Galles) al fine di ridurre gli spostamenti, soprattutto nelle ore più calde: almeno 850 gli istituti che rimarranno chiusi o anticiperanno la fine delle lezioni e in alcuni istituti è stato concesso agli studenti di indossare la tuta da ginnastica e non la più calda uniforme scolastica completa. Interruzioni anche nel traffico ferroviario per i disagi connessi al gran caldo.
In Francia le temperature risultano superiori di 15-17 gradi rispetto alle medie stagionali. Le conseguenze dell’ondata di calore sono già evidenti: dal 18 giugno si contano circa 40 morti per annegamento, persone che hanno tentato di trovare sollievo dal caldo nelle acque di fiumi, laghi e mare, mentre oltre 1.800 scuole sono state costrette a chiudere.
Ovviamente le condizioni più critiche si registrano nell’Europa meridionale. In Spagna, all’aeroporto di Almeria, dal 17 giugno scorso le temperature non sono mai scese sotto i 30 gradi, mentre in Andalusia sono attesi picchi fino a 44 gradi accompagnati da un rischio incendi considerato estremo.

