Napoli, 21enne ucciso all’alba per una partita di calcetto: si stringe il cerchio attorno a un minorenne. Il parroco: «Chiedo a chi ha commesso questo gesto di pentirsi e di costituirsi»

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Napoli (Redazione) – L’uccisione del 21enne Lorenzo Spasiano è al centro delle indagini delle forze dell’ordine. I carabinieri e la Procura di Napoli stanno concentrando l’attenzione su un minorenne che avrebbe avuto una lite con la vittima durante una partita di calcetto lo scorso marzo, ma gli inquirenti non escludono altre piste.

Mentre la comunità del quartiere Miano è sconvolta dalla tragedia, dalla parrocchia frequentata dalla famiglia del giovane arriva un forte appello. Don Salvatore Cinque, parroco della chiesa di Sant’Alfonso e San Gerardo, intervenendo ai microfoni della trasmissione Campania24 di Canale 9, ha invitato il responsabile dell’omicidio a fare un passo avanti. «Chiedo a chi ha commesso questo gesto di pentirsi e di costituirsi», ha detto il sacerdote, che ieri si è recato personalmente a casa della famiglia Spasiano per manifestare la propria vicinanza ai parenti del ragazzo. Parole di conforto anche per i familiari del giovane: «Alla famiglia chiedo di non chiudersi nel dolore ma di trasformarlo in speranza, una speranza che però non sia rassegnazione ma speranza attiva».

Il parroco ha poi sottolineato come episodi di violenza tra giovani continuino a rappresentare una ferita aperta per il territorio: «Non è la prima volta che a Napoli si uccide per futili motivi. Non so se sia stato questo il movente, ma se così fosse sarebbe ancora più grave».

Lorenzo Spasiano, incensurato e appassionato di boxe, stava uscendo dalla sua casa in via Caprera alle 4 di ieri (23 giugno) per andare a lavorare come operaio edile quando è stato raggiunto da un colpo d’arma da fuoco al cuore. La madre ha udito lo sparo, si è affacciata e ha visto il figlio a terra in una pozza di sangue.