Campania, quasi 300mila residenti stranieri: aumentano i permessi per protezione internazionale

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– Sono 294.065 le persone di origine straniera residenti in regione, pari al 5,3% della popolazione. Napoli, Salerno e Caserta concentrano circa il 90% delle presenze

– Il Dossier statistico immigrazione 2026 registra un aumento del 44% dei permessi di soggiorno per protezione internazionale. Crescono anche gli studenti stranieri nelle scuole campane

Napoli (Redazione) – Sono 294.065 i residenti di origine straniera in Campania, pari al 5,3% della popolazione regionale. Un’incidenza inferiore alla media nazionale del 9,4%, ma in linea con quella del Mezzogiorno. È quanto emerge dal Dossier statistico immigrazione 2026, elaborato da Vibes – Video Beckwith Studio e presentato a Napoli nella sede della Uil Trasporti Campania, sulla base dei dati aggiornati al 31 dicembre scorso.

La distribuzione sul territorio conferma il peso delle province più popolose: Napoli conta 146mila residenti stranieri, seguita da Salerno con 60.634 e Caserta con 59.310. Insieme, le tre province raccolgono circa il 90% della popolazione straniera presente in Campania, mentre Avellino e Benevento registrano numeri più contenuti.

Secondo Rosa Gatti, referente del centro studi e ricerche Idos e redattrice del capitolo regionale del dossier, Napoli continua ad attrarre persone provenienti dall’estero grazie alla maggiore disponibilità di servizi, opportunità lavorative e a un modello urbano che favorisce la concentrazione delle presenze.

Per quanto riguarda le nazionalità, la comunità più numerosa è quella ucraina, con 44.485 residenti, pari al 16,2% degli stranieri in regione. Al secondo posto si colloca la Romania, con 32.369 persone, mentre il Marocco precede il Bangladesh, che sale al quarto posto. Nel complesso, le comunità asiatiche rappresentano il 27,9% della popolazione straniera campana, con presenze significative anche di cittadini provenienti da Sri Lanka e India.

Tra i dati più rilevanti del rapporto emerge l’aumento del 44% dei permessi di soggiorno per protezione internazionale. Un andamento che distingue la Campania dal quadro nazionale, dove la crescita riguarda soprattutto i permessi rilasciati per motivi familiari. Il dossier segnala inoltre un saldo migratorio interno negativo, pari a 3.385 persone, indicativo della perdita di residenti stranieri a favore di altre aree del Paese.

Le acquisizioni della cittadinanza italiana restano sostanzialmente stabili: nel 2025 sono state 4.665, contro le 4.623 dell’anno precedente. La popolazione straniera si conferma inoltre più giovane di quella italiana. Gli over 64 rappresentano appena il 6,1% del totale, rispetto al 22,8% tra gli italiani, mentre la fascia più numerosa è quella tra i 30 e i 44 anni, che costituisce il 30,8%.

Il rapporto evidenzia anche una componente femminile inferiore alla metà della popolazione straniera: le donne sono 138.484, pari al 47,1%. Un dato che, secondo l’analisi presentata, si inserisce in un quadro di maggiori condizioni di svantaggio per le donne immigrate in Campania.

Sul fronte occupazionale, la regione resta sotto la media nazionale: gli stranieri rappresentano il 5,8% degli occupati, contro il 10,7% registrato in Italia. In crescita, invece, la presenza nelle scuole: gli studenti stranieri sono aumentati di circa 500 unità rispetto all’anno precedente e la loro incidenza sulla popolazione scolastica è passata dal 3,9% del 2024 al 4,1%.

Tra le iniziative legate all’inclusione formativa, il dossier richiama anche l’adesione nel 2025 dell’Università Federico II di Napoli al programma Iupals, dedicato agli studenti palestinesi. L’ateneo ha messo a disposizione dieci borse di studio biennali per l’accesso a corsi di laurea magistrale in lingua inglese, con la possibilità di arrivare a 25 grazie a un finanziamento della Regione Campania.

I dati restituiscono il quadro di una presenza straniera concentrata soprattutto nelle province di Napoli, Salerno e Caserta, con una popolazione giovane e una crescita significativa dei permessi per protezione internazionale, ma anche con criticità sul piano occupazionale e nella distribuzione territoriale.