– La Procura di Santa Maria Capua Vetere indaga su crediti fiscali ritenuti illeciti, generati attraverso lavori su quasi 15 fabbricati del Villaggio Coppola
– Undici indagati, tra cui quattro componenti della famiglia Moccia e l’imprenditore Raffaele Pizzi. Nel mirino anche Palazzo Marina, l’ex hotel simbolo dell’abusivismo sul litorale
Castel Volturno (Redazione) – Crediti fiscali per oltre 37 milioni di euro sarebbero stati ottenuti illecitamente attraverso lavori finanziati con il Superbonus 110% su edifici totalmente abusivi. È quanto emerge dall’inchiesta coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, che riguarda quasi 15 fabbricati situati nel Villaggio Coppola, area del litorale domizio interessata da una vasta edificazione abusiva tra gli anni Sessanta e Settanta.
Il gip ha disposto il sequestro di denaro e beni per un valore complessivo superiore a 37 milioni di euro. Le somme sarebbero riconducibili ai crediti fiscali contestati a due società: circa 30 milioni alla Edil Tekno Consulting Group Spa e sette milioni alla Costruttori Normanni Scarl. Sono undici le persone indagate, tra cui quattro componenti della famiglia Moccia, imprenditori attivi nel settore del cemento, e Raffaele Pizzi, imprenditore ed ex assessore comunale ad Aversa.
Tra gli immobili interessati dagli interventi figura Palazzo Marina, edificio di otto piani e 104 appartamenti affacciato sul lungomare, noto come uno degli ecomostri del litorale casertano. La struttura era già stata sequestrata nell’aprile 2025 nell’ambito di un procedimento relativo a una presunta lottizzazione abusiva, che coinvolgeva esponenti della famiglia Moccia.
Da quell’indagine sono scaturiti ulteriori approfondimenti investigativi, condotti dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri, che avrebbero portato a individuare un sistema più ampio, esteso anche ad altri palazzi del Villaggio Coppola.
Secondo l’ipotesi investigativa, per ottenere i benefici fiscali sarebbero state presentate all’amministrazione finanziaria licenze edilizie risalenti al 1964. Gli originali dei documenti, tuttavia, non sarebbero stati reperiti negli archivi del Comune di Castel Volturno.
Gli accertamenti avrebbero inoltre riguardato le immagini aeree storiche dell’area. Da queste sarebbe emerso che gli edifici non risultavano ancora completati nel 1967, data rilevante ai fini della normativa sul Superbonus introdotta nel 2020, che escludeva dai benefici gli immobili interamente abusivi realizzati successivamente a quell’anno.
L’inchiesta punta dunque a ricostruire le modalità con cui sarebbero stati prodotti i crediti fiscali e a verificare le responsabilità dei soggetti coinvolti. Le contestazioni restano al vaglio dell’autorità giudiziaria e la posizione degli indagati dovrà essere valutata nel corso del procedimento.

