Capodrise, scuola chiusa per inagibilità: studenti nei doppi turni, famiglie furiose

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Caserta (Lorenzo Torre) – Una scuola che chiude, a pochi mesi dalla fine dell’anno, non è mai solo una notizia. È un problema, è disagio, è ancora una volta, il segno di qualcosa che non ha funzionato.

Succede a Capodrise, dove il plesso di via Dante Alighieri dell’istituto comprensivo “Giacomo Gaglione” è stato dichiarato inagibile. Un provvedimento drastico, ma inevitabile, firmato dalla commissaria Florinda Bevilacqua, dopo le verifiche tecniche che hanno evidenziato gravi criticità strutturali.

La scuola, secondo quanto emerso, non garantirebbe condizioni di sicurezza adeguate. Problemi statici, rischi concreti per l’incolumità di studenti e personale e quando in gioco c’è la sicurezza, non esistono alternative: stop immediato alle lezioni.

A pagare il prezzo più alto sono i 248 alunni, insieme con le loro famiglie e ai docenti, oggi sul piede di guerra per una chiusura che arriva nel momento più delicato dell’anno scolastico. Fermarsi adesso significa perdere equilibrio, continuità, normalità.

Si è provato a trovare una soluzione tampone, anche estrema: l’ipotesi delle tende isotermiche, avanzata per permettere agli studenti di concludere l’anno. Una strada però bocciata dalla Regione: strutture non idonee, non sicure, non utilizzabili per attività didattiche.

E allora resta una sola strada, quella più complicata: i doppi turni.

Una soluzione che permette di andare avanti, sì, ma che pesa: sugli studenti, costretti a stravolgere ritmi e abitudini. Sulle famiglie, chiamate a riorganizzare giornate già complesse, che da lunedì diventeranno una nuova routine forzata.

La gestione dell’emergenza passa ora nelle mani del dirigente scolastico Pietro Bizzarro, ma il problema resta ed è più grande della singola ordinanza.

Perché una scuola che diventa improvvisamente inagibile racconta di controlli che arrivano tardi, di manutenzioni mai fatte, di strutture lasciate andare fino al punto di rottura e a rimetterci, ancora una volta, sono i ragazzi.

Nel frattempo, la questione si sposta inevitabilmente anche sul piano politico, con le prossime elezioni comunali all’orizzonte. Perché da settembre servirà una soluzione vera, non l’ennesima emergenza rattoppata.

Capodrise si ritrova così a fare i conti con l’ennesima difficoltà e la sensazione, sempre più forte, è che a mancare non siano solo le strutture, ma una visione.