Capua Film Fest, il sipario cala ma resta la forza del cinema: una serata tra memoria, grandi autori e visione culturale

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Capua (Carlo Pascarella) – Ogni festival racconta una storia. Pochi, però, riescono a trasformarsi essi stessi in una storia da raccontare. Il Capua Film Fest appartiene a questa seconda categoria. Nato dall’ambizione di fare del cinema un linguaggio capace di dialogare con il territorio, negli anni è cresciuto fino a diventare uno degli appuntamenti culturali più autorevoli e riconoscibili dell’estate campana. Un luogo nel quale la magia del grande schermo incontra il valore del confronto, della riflessione e della partecipazione, restituendo al cinema la sua dimensione più autentica: quella di arte capace di interrogare il presente, custodire la memoria e alimentare il pensiero.

L’edizione 2026 giunge al suo atto conclusivo con una serata che racchiude il senso più profondo dell’intera manifestazione. Non un semplice appuntamento finale, ma una sintesi ideale di un percorso che, per settimane, ha portato ai Giardini dello Sperone registi, attori, critici, professionisti del settore e centinaia di spettatori, confermando come la cultura possa ancora rappresentare uno straordinario strumento di crescita civile e sociale.

Il programma della serata conclusiva si aprirà con l’incontro dedicato al regista Gianluca Matarrese, che presenterà al pubblico Il quieto vivere. Un’occasione preziosa per approfondire il percorso creativo di un autore che, attraverso il proprio linguaggio cinematografico, ha saputo conquistare l’attenzione della critica e dei festival internazionali. Il dialogo con il pubblico offrirà la possibilità di entrare nel cuore dell’opera, comprendendone la genesi, le ispirazioni e il valore artistico che accompagna ogni produzione cinematografica di qualità.

A seguire, il festival renderà omaggio a una delle figure più iconiche della storia del cinema mondiale. La Notte Cult sarà infatti dedicata al centenario della nascita di Marilyn Monroe, artista entrata nell’immaginario collettivo ben oltre la dimensione dello star system. Attrice di straordinario talento e simbolo di un’intera epoca, Marilyn continua ancora oggi a rappresentare un punto di riferimento culturale capace di attraversare le generazioni senza perdere fascino, modernità e forza espressiva.

L’omaggio culminerà con la proiezione di A qualcuno piace caldo, il capolavoro diretto da Billy Wilder, unanimemente considerato una delle più grandi commedie della storia del cinema. Un film che, a distanza di decenni, conserva intatta la propria eleganza narrativa, la brillantezza dei dialoghi e quella straordinaria capacità di affrontare temi complessi attraverso la leggerezza dell’ironia, dimostrando come i grandi classici siano destinati a non conoscere il trascorrere del tempo.

Prima dell’inizio delle proiezioni, il pubblico potrà vivere pienamente l’atmosfera del festival grazie all’area enogastronomica e ai food truck allestiti per l’occasione. Un momento pensato per favorire l’incontro e la socialità, trasformando la partecipazione al festival in un’esperienza culturale completa, nella quale il cinema diventa occasione di condivisione, dialogo e riscoperta del piacere di vivere gli spazi pubblici.

Il Capua Film Fest, tuttavia, rappresenta molto più di una rassegna cinematografica. Negli anni è diventato un progetto culturale organico, capace di coniugare la valorizzazione del territorio con la promozione del cinema d’autore, creando un ponte ideale tra la grande tradizione cinematografica e le nuove generazioni di registi e spettatori. La presenza costante di personalità di primo piano del panorama nazionale e internazionale testimonia la credibilità ormai conquistata da una manifestazione che continua a crescere senza rinunciare alla propria identità.

Dietro questo percorso vi è la lungimiranza di Gianmaria Modugno, proprietario del Teatro Ricciardi e ideatore del Capua Film Fest. La sua intuizione è stata quella di comprendere, con largo anticipo, come la cultura non dovesse essere considerata un semplice evento da inserire in un calendario estivo, ma un investimento permanente sul futuro del territorio. Una visione che ha trovato concreta attuazione attraverso un festival capace di coniugare qualità artistica, rigore organizzativo e apertura al grande pubblico, contribuendo a rafforzare il ruolo di Capua nel panorama culturale italiano.

Troppo spesso il successo di una manifestazione viene misurato esclusivamente dai numeri, ma il Capua Film Fest ha scelto una strada diversa: quella della qualità, dell’approfondimento e della costruzione paziente di un’identità culturale riconoscibile. È questa coerenza progettuale ad aver consentito al festival di consolidarsi progressivamente, attirando autori, interpreti e professionisti che trovano a Capua un contesto autentico, capace di valorizzare il cinema come linguaggio artistico e occasione di confronto.

Il merito di una manifestazione di questo livello non risiede soltanto nell’eccellenza della programmazione o nel prestigio degli ospiti, ma anche nella capacità di generare un dialogo permanente tra il territorio e il mondo della cultura. Ogni proiezione, ogni incontro con un regista, ogni dibattito rappresentano un tassello di un mosaico più ampio, nel quale il cinema diventa uno strumento di conoscenza, di educazione allo sguardo e di crescita collettiva.

Quando le luci si abbasseranno per l’ultima proiezione e gli applausi accompagneranno i titoli di coda, non si concluderà soltanto un festival. Si chiuderà un’altra pagina di un percorso culturale destinato a lasciare un segno nella memoria della città. Perché gli eventi si esauriscono nel tempo di un calendario, mentre le idee continuano a vivere nella coscienza delle comunità che hanno saputo accoglierle.

È proprio questa la più preziosa eredità del Capua Film Fest: aver dimostrato che il cinema, quando viene sostenuto da una visione autentica e da una progettualità coerente, non rappresenta soltanto uno spettacolo da osservare, ma un patrimonio da custodire. Un patrimonio che alimenta il pensiero, favorisce l’incontro tra le persone e contribuisce a costruire l’identità culturale di un territorio. Il sipario cala sull’edizione 2026, ma la luce accesa da questo festival continuerà a illuminare il cammino di una città che, attraverso la cultura, ha scelto di raccontare la parte migliore di sé.

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