– Jason e Monique Nicholson-Porter approdano sul palcoscenico dello storico teatro capuano insieme al Simply Singers Choir per una serata costruita tra potenza vocale, spiritualità e suggestioni della tradizione afroamericana
– Appuntamento domenica 6 dicembre alle 20.30, nel cuore del periodo che conduce al Natale: un viaggio musicale tra raccoglimento ed energia scenica. Biglietti disponibili su TicketOne da lunedì 21 settembre
Capua (Redazione) – Prima ancora di diventare spettacolo, il gospel è stato voce. Voce levata per resistere, pregare, sperare; canto capace di trasformare la sofferenza in energia collettiva e la spiritualità in una lingua comprensibile oltre ogni frontiera. Domenica 6 dicembre quella storia attraverserà l’Atlantico per approdare nel cuore di Capua.
Alle 20.30 il Teatro Ricciardi accoglierà Gospel Night, appuntamento che porterà sul palcoscenico le sonorità della grande tradizione americana attraverso le interpretazioni di Jason Nicholson-Porter e Monique Nicholson-Porter, accompagnati dal Simply Singers Choir.
Una serata concepita non soltanto come concerto, ma come esperienza corale nella quale musica, ritmo, partecipazione e intensità spirituale potranno fondersi in un unico racconto.
Il gospel possiede del resto una peculiarità che poche altre espressioni musicali hanno conservato con altrettanta forza: nasce da una precisa vicenda storica e culturale, ma ha progressivamente conquistato una dimensione universale.
Le sue radici affondano nell’esperienza religiosa delle comunità afroamericane e in una storia nella quale il canto divenne anche strumento di resistenza, consolazione, identità e aspirazione alla libertà.
Da quelle origini è nato un linguaggio destinato ad attraversare generazioni, continenti e culture, esercitando un’influenza profonda sulla musica contemporanea e contribuendo alla formazione di generi che avrebbero segnato il Novecento.
Gospel Night intende restituire proprio questa duplice natura: da una parte il raccoglimento e la dimensione spirituale, dall’altra l’energia scenica, la forza ritmica e quella relazione immediata con il pubblico che costituisce uno dei tratti distintivi delle grandi esibizioni gospel americane.
Le voci di Jason Nicholson-Porter e Monique Nicholson-Porter incontreranno quelle del Simply Singers Choir in un intreccio di armonie costruito per superare la tradizionale distanza fra platea e palcoscenico.
Nel gospel, infatti, chi ascolta difficilmente rimane soltanto spettatore. Il battito delle mani, la risposta al canto, il movimento e la partecipazione trasformano spesso l’esecuzione in un rito collettivo, nel quale l’emozione individuale confluisce in quella della comunità.
La cornice del Teatro Ricciardi aggiungerà all’appuntamento un ulteriore elemento di suggestione. Lo storico spazio culturale capuano ospiterà così una proposta dal respiro internazionale, capace di mettere in comunicazione il territorio con una delle tradizioni musicali più riconoscibili della cultura americana.
Non appare casuale neppure la collocazione nel calendario.
Il concerto è programmato per domenica 6 dicembre, nel periodo che introduce alle festività natalizie, quando il repertorio gospel acquista una particolare intensità evocativa e il suo messaggio di speranza, condivisione e fratellanza incontra naturalmente l’atmosfera dell’Avvento.
Sarà dunque una notte affidata soprattutto alla voce umana, lo strumento più antico e forse ancora il più immediato per tradurre un sentimento in musica.
Con Gospel Night, il Teatro Ricciardi prosegue inoltre il proprio percorso di apertura verso produzioni e linguaggi differenti, affiancando alla programmazione teatrale appuntamenti musicali capaci di ampliare la proposta culturale rivolta a Capua e all’intera provincia di Caserta.
I biglietti per lo spettacolo saranno disponibili a partire da lunedì 21 settembre sulla piattaforma TicketOne.
Il 6 dicembre, dunque, per qualche ora Capua incontrerà idealmente l’America delle chiese, dei cori e delle grandi voci gospel. Ma la distanza geografica conterà poco. Perché alcune musiche appartengono a un luogo soltanto nel momento in cui nascono: poi iniziano a viaggiare, attraversano il tempo e diventano patrimonio di chiunque sappia ancora riconoscersi nell’emozione di una voce che si alza insieme alle altre.

