– Dal 18 al 20 settembre, a Casale di Carinola, la Festa della Vendemmia ospiterà il percorso visivo ibrido che unisce fotografia e disegno per esplorare le diverse anime del territorio
– Immagini e segni diventano strumenti di ricerca, memoria e interpretazione: dal mare ai rilievi, fino ai paesaggi legati al Falerno, “Ladra di Poesie” restituisce attraverso l’arte l’identità e le suggestioni di una terra antica
Carinola (Redazione) – Un territorio non è soltanto ciò che appare allo sguardo. È la somma delle tracce lasciate dal tempo, dei paesaggi che ne definiscono l’identità e delle emozioni che mare, montagna e campagne riescono ancora a consegnare a chi sappia osservarli. È dentro questa geografia, insieme reale e interiore, che prende forma “Ladra di Poesie”, il progetto artistico di Marinella Pompeo che sarà presente alla Festa della Vendemmia di Casale di Carinola nelle giornate del 18, 19 e 20 settembre 2026.
Non si tratta semplicemente di una mostra fotografica. “Ladra di Poesie” nasce infatti come progetto ibrido tra fotografia e disegno, costruito attraverso la contaminazione di due linguaggi visivi differenti che finiscono per incontrarsi nella ricerca e nell’interpretazione del territorio.
Al centro del lavoro c’è il paesaggio, osservato nelle sue diverse anime: il mare, la montagna e soprattutto i luoghi del Falerno, con quella particolare stratificazione di natura, storia e cultura che appartiene a una delle aree più suggestive della provincia casertana.
La fotografia raccoglie il reale, ne ferma un frammento e lo sottrae allo scorrere del tempo; il disegno interviene invece come gesto interpretativo, introducendo un secondo livello di lettura. È proprio nella relazione fra questi due strumenti che il progetto di Marinella Pompeo trova la propria cifra più interessante.
Il paesaggio, in questo modo, non viene semplicemente documentato. Viene attraversato, rielaborato e restituito attraverso una sensibilità personale. Una costa, un profilo montuoso, uno scorcio appartenente ai luoghi del Falerno possono così smettere di essere soltanto elementi geografici e trasformarsi in materia narrativa.
La presenza di “Ladra di Poesie” alla Festa della Vendemmia appare per questo particolarmente coerente con lo spirito di una manifestazione profondamente legata alla terra. Il vino, la vendemmia e il paesaggio agricolo raccontano infatti una storia che precede le generazioni e continua a vivere nelle comunità che abitano questi luoghi.
Dal 18 al 20 settembre, tra le mostre e gli espositori partecipanti, il progetto di Marinella Pompeo offrirà dunque un diverso punto di osservazione sul territorio: non una cartolina immobile, ma un racconto costruito attraverso fotografia e segno grafico.
Anche il titolo “Ladra di Poesie” acquista così un significato più ampio. La poesia non risiede necessariamente soltanto nelle parole. Può nascondersi nella linea di una montagna, nella luce che attraversa il mare, nella geometria di una campagna o in uno scorcio del Falerno che lo sguardo quotidiano rischia di attraversare senza più soffermarsi.
L’arte diventa allora un modo per “rubare” questi frammenti alla distrazione, conservarli e restituirli sotto una forma nuova. Fotografia e disegno non procedono su binari separati, ma concorrono alla costruzione di una narrazione nella quale il territorio diventa insieme soggetto, materia e fonte d’ispirazione.
La Festa della Vendemmia di Casale di Carinola aggiunge così alla celebrazione delle proprie radici una componente artistica capace di dialogare direttamente con il paesaggio. Terra e immagine, vino e memoria, fotografia e disegno finiscono per appartenere allo stesso racconto.
È un incontro che assume un significato particolare proprio nei luoghi del Falerno, dove il rapporto fra uomo, paesaggio e cultura della vite possiede radici profonde. Inserire all’interno della Festa della Vendemmia un progetto che osserva e interpreta questo patrimonio significa ampliare il racconto della manifestazione, affidando anche all’arte il compito di custodire e valorizzare ciò che il territorio esprime.
“Ladra di Poesie” diventa così un invito a modificare il punto di osservazione. A fermarsi davanti a ciò che spesso viene considerato familiare e, proprio per questo, rischia di diventare invisibile. Il mare, la montagna e i luoghi del Falerno vengono ricomposti attraverso un linguaggio che oscilla tra realtà e interpretazione, memoria e sensibilità contemporanea.
Perché un territorio può essere descritto dalle mappe, misurato dalle distanze e raccontato dalla storia. Ma esiste un’altra geografia, più difficile da delimitare: quella delle emozioni che un luogo lascia in chi lo attraversa. Ed è precisamente lungo questo confine che il progetto di Marinella Pompeo prova a muoversi, trasformando mare, montagna e luoghi del Falerno nei frammenti di un unico e personale racconto visivo.

