– Giovedì 24 settembre alle ore 16 il Polo museale della Provincia di Caserta ospita un incontro dedicato ai cinquant’anni delle «Spille d’Oro Olivetti della Campania». Al centro la straordinaria eredità di Gastone Garziera, inventore della Programma 101, e una storia industriale che ha segnato profondamente Marcianise e Terra di Lavoro
– Saluti istituzionali di Anacleto Colombiano, Maria Luigia Iodice, Gianni Solino, Paolo Vincenzo Pedone e Antonella Serpico. Tra gli interventi quello di Mauro Nemesio Rossi, da anni impegnato nella valorizzazione della memoria olivettiana a Caserta, insieme a Giancarlo Pignataro, Raffaele Cutillo e Marco Ermentini
Caserta (Redazione) – La memoria industriale non appartiene soltanto agli archivi: sopravvive nelle competenze, nelle vite e nella dignità di chi ha trasformato il lavoro in una forma di partecipazione alla comunità. È dentro questa idea che giovedì 24 settembre, alle ore 16, Villa Vitrone tornerà a essere luogo d’incontro tra passato e futuro con l’appuntamento «50 anni Spille d’Oro Olivetti della Campania».
L’iniziativa, inserita nel contesto del Polo museale della Provincia di Caserta, riporta al centro dell’attenzione una delle esperienze industriali e culturali che maggiormente hanno inciso sulla storia contemporanea di Terra di Lavoro.
Il riferimento è naturalmente alla presenza di Olivetti in Campania e, in particolare, al rapporto costruito nel tempo con Marcianise e con generazioni di lavoratori, tecnici e professionalità del territorio.
A dominare simbolicamente la locandina è il volto di Gastone Garziera, legato alla nascita della Programma 101, la macchina Olivetti che rappresentò una delle esperienze più innovative nella storia del calcolo elettronico.
Non una semplice celebrazione nostalgica, dunque, ma il tentativo di ricomporre i frammenti di una stagione nella quale industria, innovazione e responsabilità sociale riuscirono a parlare un linguaggio comune.
Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali del presidente della Provincia di Caserta Anacleto Colombiano, della sindaca di Marcianise Maria Luigia Iodice e del direttore del Polo museale della Provincia di Caserta Gianni Solino.
Interverranno inoltre Paolo Vincenzo Pedone, dei Dibattiti Università della Campania Luigi Vanvitelli e Consiglio Universitario Nazionale, e Antonella Serpico, dirigente scolastica e presidente della rete Caserta Lavoro.
Particolare significato assume la presenza di Mauro Nemesio Rossi, figura da anni impegnata nella conservazione e nella divulgazione della memoria olivettiana nel territorio casertano.
Il suo intervento, significativamente intitolato «Olivetti in Campania. L’Utopia che diventa realtà», offrirà l’occasione per rileggere un modello nel quale la fabbrica non veniva immaginata come corpo estraneo rispetto alla società, ma come parte di un più vasto progetto umano e culturale.
Una riflessione che acquista ulteriore valore proprio a Caserta, dove il lavoro portato avanti negli anni intorno alla memoria Olivetti ha consentito di preservare testimonianze, macchine e documenti di una stagione irripetibile dell’innovazione italiana.
Accanto a lui interverrà Giancarlo Pignataro, referente del progetto Olivetti dell’Ordine degli Architetti, con un contributo dedicato al rapporto tra questa eredità e la cultura progettuale.
Raffaele Cutillo proporrà invece «Renzo Piano all’ombra di Zanuso», aprendo un ulteriore itinerario attraverso architettura, industria e design.
A Marco Ermentini sarà affidato un webinar sulla rinascita della Olivetti di Crema, esperienza capace di riportare la riflessione dal patrimonio storico alle possibilità contemporanee di recupero e rigenerazione.
Il programma comprende anche la proiezione di un documentario dal titolo «Dalla Canapa alla robotica e la rinascita attesa».
Un titolo che racchiude, quasi in una formula, la metamorfosi economica e produttiva di un territorio passato dalle vocazioni agricole e manifatturiere alle grandi esperienze industriali e tecnologiche.
All’incontro sono chiamati a partecipare associazioni e imprese della rete Caserta Lavoro, studenti dell’Istituto tecnico industriale Giordani di Caserta, docenti delle scuole superiori e universitari.
La scelta di coinvolgere le nuove generazioni restituisce all’appuntamento una prospettiva che supera la commemorazione.
Ricordare Olivetti significa infatti interrogarsi su quale rapporto possa ancora esistere tra innovazione tecnologica, qualità del lavoro e responsabilità sociale.
La Programma 101 ne costituisce uno dei simboli più potenti.
Dietro quella macchina non esiste soltanto una pagina della storia dell’informatica, ma una concezione dell’innovazione nella quale l’ingegno tecnico riusciva a convivere con l’attenzione alla persona.
Ed è proprio questa eredità immateriale a rendere ancora attuale il pensiero olivettiano.
Cinquant’anni di «Spille d’Oro» diventano così l’occasione per rendere omaggio alle donne e agli uomini che hanno attraversato quella stagione, portandone con sé competenze, disciplina professionale e senso di appartenenza.
Villa Vitrone, che già custodisce e racconta importanti testimonianze della storia tecnologica del territorio, appare perciò come una cornice particolarmente significativa per l’incontro del 24 settembre.
Qui la memoria non viene consegnata a una teca immobile, ma rimessa in circolo.
Il contributo di Mauro Nemesio Rossi, insieme alle diverse voci chiamate al confronto, servirà proprio a ricostruire il filo che lega l’esperienza Olivetti alla Campania e a Terra di Lavoro.
Un filo che attraversa la fabbrica, la tecnologia, l’architettura, la formazione e, soprattutto, le persone.
Giovedì 24 settembre, dalle ore 16, Villa Vitrone non celebrerà dunque soltanto un anniversario.
Proverà a ricordare una concezione del lavoro nella quale produrre significava anche costruire comunità.
Ed è forse questa la più preziosa delle «spille d’oro» lasciate in eredità da quella stagione: l’idea che il progresso acquisti davvero significato soltanto quando, insieme alle macchine, riesce a far crescere l’uomo.

