Caserta diventa «la Città delle Donne»: oltre mille appuntamenti alla Reggia nel 2027 con Chiara Francini

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– Dal 5 all’8 marzo la seconda edizione del grande progetto ideato dalla Fondazione Orizzonti, presentato nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio. Cultura, arte, scienza, ricerca, impresa, editoria, innovazione e impegno civile confluiranno in un cartellone diffuso destinato a coinvolgere la città e il territorio. La Reggia di Caserta sarà il cuore della manifestazione

– Chiara Francini confermata alla direzione artistica: «La libertà delle donne non si misura dai discorsi che facciamo su di loro, ma da quanto siamo disposti a lasciarle decidere». Il presidente della Fondazione Orizzonti Giuseppe Menniti punta al rilancio internazionale dell’immagine di Caserta. Prima del festival, il 24 e 25 novembre 2026, un appuntamento nazionale contro la violenza sulle donne

Caserta (Redazione) – Oltre mille appuntamenti, quattro giorni di cultura e confronto e uno dei monumenti più conosciuti al mondo trasformato nel cuore di un progetto dedicato al talento, ai diritti e al contributo delle donne alla società contemporanea.

«Caserta, la Città delle Donne» tornerà dal 5 all’8 marzo 2027 e lo farà ampliando considerevolmente dimensioni e ambizioni.

La seconda edizione della manifestazione ideata dalla Fondazione Orizzonti avrà infatti come scenario principale la Reggia di Caserta, patrimonio mondiale dell’Unesco, e sarà ancora una volta affidata alla direzione artistica di Chiara Francini.

Il progetto è stato presentato nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, alla Camera dei Deputati, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale.

Ad aprire l’incontro è stata Anna Rita Patriarca, segretaria di Presidenza della Camera dei Deputati. La presentazione è stata moderata dalla giornalista Maria Antonietta Spadorcia, vicedirettrice del Tg2.

Sono intervenuti, tra gli altri, Chiara Francini, il presidente della Fondazione Orizzonti Giuseppe Menniti e Antonio Leo Tarasco, direttore generale Archivi e direttore ad interim della Reggia di Caserta.

La scelta della Reggia segna un salto di dimensione rispetto alla prima esperienza e accompagna l’obiettivo dichiarato dagli organizzatori di costruire intorno a Caserta una rete sempre più estesa sul piano nazionale e internazionale.

I numeri annunciati raccontano la portata dell’operazione.

La prima edizione aveva superato i 200 eventi, coinvolgendo più di mille donne e registrando circa 25mila partecipanti.

Nel 2027 gli appuntamenti previsti saranno invece oltre mille, considerando sia le iniziative direttamente organizzate sia quelle comprese nel cartellone diffuso.

Per quattro giorni Caserta diventerà così un grande laboratorio nel quale far dialogare cultura, arte, editoria, ricerca, innovazione, creatività, impresa e impegno sociale.

Sono previsti incontri, spettacoli, laboratori, musica, iniziative aperte al pubblico e attività dedicate al benessere e alla partecipazione.

Il progetto comprenderà anche una sezione fieristica ed espositiva dedicata agli editori, con spazi aperti alla partecipazione di imprese, associazioni e organizzazioni impegnate nei diversi ambiti legati al mondo femminile.

Dietro la scelta di Caserta esiste però anche un preciso richiamo alla memoria del territorio.

Il progetto guarda infatti all’esperienza della Real Colonia di San Leucio e alla stagione delle Leggi Leuciane, assumendone l’eredità storica come punto di partenza per una riflessione contemporanea sui diritti, sul lavoro e sulla dignità della persona.

È una relazione tra passato e futuro che rappresenta uno degli elementi identitari della manifestazione.

Chiara Francini ha spiegato a Montecitorio il significato che intende attribuire alla seconda edizione.

Per la direttrice artistica il festival non dovrà limitarsi alla celebrazione delle conquiste raggiunte, ma offrire spazio anche agli ostacoli che ancora condizionano la presenza femminile nella scienza, nell’arte, nell’impresa e nella vita pubblica.

«La libertà delle donne non si misura dai discorsi che facciamo su di loro. Si misura da quanto siamo disposti a lasciarle decidere», ha sottolineato Chiara Francini.

La manifestazione vuole dunque costruire uno spazio nel quale esperienze e competenze differenti possano incontrarsi, evitando che le energie presenti nella società rimangano frammentate.

Ed è proprio sulla capacità del progetto di produrre effetti anche sull’immagine della città che insiste Giuseppe Menniti.

Il presidente della Fondazione Orizzonti indica come obiettivo quello di utilizzare la cultura anche quale strumento di trasformazione e rilancio reputazionale del territorio, associando sempre più Caserta ai valori della bellezza, dei diritti e dell’uguaglianza.

La seconda edizione non comincerà, tuttavia, nel marzo del prossimo anno.

Il percorso di avvicinamento prevede già un appuntamento di particolare rilevanza il 24 e 25 novembre 2026.

Caserta ospiterà infatti un’iniziativa nazionale dedicata al contrasto della violenza contro le donne.

Saranno coinvolti istituzioni, magistratura, forze dell’ordine, psicologi, centri antiviolenza, scuole e testimoni.

L’obiettivo annunciato è affrontare il fenomeno andando oltre la sola sensibilizzazione, dedicando attenzione alla prevenzione, alla formazione e alla costruzione di reti di sostegno.

Nel progetto assume un ruolo centrale anche la collaborazione tra istituzioni e società civile.

Antonio Leo Tarasco ha indicato nella manifestazione un punto d’incontro tra queste due dimensioni, richiamando il ruolo attivo dei cittadini e delle realtà associative nella crescita sociale e culturale del territorio.

Dal 5 all’8 marzo 2027 la sfida si trasferirà quindi nella Reggia e nella città.

Non soltanto una successione di eventi, ma il tentativo di costruire intorno a Caserta un luogo riconoscibile di elaborazione, confronto e partecipazione.

Una città che raccoglie una parte importante della propria storia, da San Leucio alla contemporaneità, e prova a trasformarla in una prospettiva.

Con oltre mille appuntamenti annunciati, «Caserta, la Città delle Donne» si prepara così a compiere un significativo salto di scala: dalla manifestazione culturale a un progetto che ambisce a collocare Caserta nel dibattito nazionale e internazionale sul talento, sui diritti e sulla libertà delle donne.