Macerata Campania rende omaggio a Fausto Mesolella: una villetta comunale porta il nome dell’indimenticato chitarrista

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– A quasi dieci anni dalla scomparsa, la città adottiva celebra il musicista degli Avion Travel con l’intitolazione dello spazio di Palazzo Piccirillo. La moglie Elisabetta Vetrè ricorda la scelta di vivere proprio qui insieme alla famiglia

– Arte e musica hanno scandito la cerimonia, con Peppe Servillo, Mario Tronco e Mimì Ciaramella. Il sindaco Giovanni Di Matteo: «Uno dei più grandi chitarristi del panorama musicale italiano e, per noi, un concittadino d’eccezione»

Macerata Campania (Redazione) – Esistono luoghi ai quali si appartiene per nascita e altri che diventano casa per scelta. È dentro questa geografia degli affetti che Macerata Campania ha deciso di custodire il nome di Fausto Mesolella, consegnandolo a uno spazio pubblico destinato a vivere nella quotidianità della comunità.

La villetta comunale di Palazzo Piccirillo, lungo corso Umberto I, è stata intitolata al grande chitarrista e compositore, scomparso quasi dieci anni fa e protagonista di una stagione importante della musica italiana con gli Avion Travel.

A raccontare la giornata è l’edizione casertana de Il Mattino, in un articolo firmato da Claudio Lombardi, dal quale emerge soprattutto il rapporto profondo costruito dall’artista con la cittadina nella quale aveva scelto di stabilirsi.

Un legame ricordato dalla moglie Elisabetta Vetrè, che ha richiamato le ragioni intime di quella scelta: «Lui aveva scelto di vivere qui non solo perché c’ero io e poi nostra figlia Gaia».

Parole semplici che restituiscono la dimensione privata di un uomo conosciuto sui palcoscenici, ma profondamente radicato nella realtà che aveva deciso di abitare.

La cerimonia è stata scandita da diversi momenti simbolici.

È stata innanzitutto scoperta l’opera “Suonerò fino a farti fiorire”, realizzata dal maestro Andrea Piccirillo e benedetta da don Pietro Rachiero.

Poi sono arrivate le note.

Peppe Servillo, Mario Tronco e Mimì Ciaramella, compagni dell’esperienza degli Avion Travel, hanno dato vita a una breve esibizione, riportando idealmente fra il pubblico quella trama di amicizie, ricerca e sensibilità che aveva segnato un lungo percorso artistico.

La serata è proseguita con la proiezione di “Lascia perdere, Johnny!”, film diretto da Fabrizio Bentivoglio e ispirato agli anni giovanili del chitarrista. A moderare l’appuntamento è stato Francesco Massarelli.

«Fausto – ha dichiarato il sindaco Giovanni Di Matteo – è stato uno dei più grandi chitarristi del panorama musicale italiano, ma per noi è stato anche un concittadino d’eccezione».

È forse proprio in queste parole che si racchiude il senso dell’intitolazione: tenere insieme la statura pubblica dell’artista e la dimensione familiare dell’uomo che aveva trovato a Macerata Campania il proprio approdo.

Nel suo studio di via Garibaldi erano passati, nel corso degli anni, numerosi protagonisti della scena musicale italiana e internazionale. Uno spazio creativo capace di portare prestigio alla cittadina e di farne, attraverso gli incontri e le collaborazioni, un piccolo crocevia di esperienze artistiche.

L’assessore alla Cultura Fabio Cipro ha espresso l’auspicio che la villetta possa diventare «un luogo vivo, dove coltivare e promuovere la cultura musicale».

Numerosi gli amici presenti alla commemorazione. Tra questi Gaetano D’Aponte, fondatore del Premio “Bianca d’Aponte”, Peppe D’Argenzio, Vittorio Remino, Ferdinando Ghidelli, Genny Gatto, Pasquale De Marco, Domenico De Marco, Fausta Vetere, Enzo Gragnaniello, Pasquale Ziccardi, Gino Licata, Tomia Cestari, Tullio Pizzorno, Gennaro Vitrone, Andrea Giuntini, Piero Condorelli e Antimo Merolillo.

Ma al di là dei nomi e delle testimonianze, ciò che affiora dal racconto è soprattutto una precisa idea della musica.

Mesolella non era un virtuoso dell’esibizionismo. La sua era, piuttosto, una ricerca poetica, umana e sonora, nella quale la chitarra diventava quasi un prolungamento dell’anima.

In un tempo spesso dominato dalla spettacolarizzazione del talento, rivendicava la natura primordiale del suono. Ed era proprio dalla semplicità, dall’ascolto e dalla capacità di sottrarre anziché aggiungere che nasceva la riconoscibilità del suo stile.

Macerata Campania ha scelto dunque di ricordarlo attraverso un giardino.

La decisione possiede una sua delicata coerenza: non un luogo chiuso, ma uno spazio attraversato dalle persone, dalle famiglie e dai bambini; un pezzo di città nel quale il ricordo potrà confondersi con la vita.

Le targhe consegnano i nomi alla storia. Sono però le persone a impedire che quei nomi diventino soltanto iscrizioni.

Qualcuno, passando, leggerà quello di Fausto Mesolella. Qualcun altro racconterà chi fosse, farà ascoltare una sua interpretazione o ricorderà gli Avion Travel.

E così quel giardino potrà assolvere alla funzione più autentica della memoria: non trattenere ostinatamente ciò che non c’è più, ma consentirgli di continuare a parlare al presente.

“Suonerò fino a farti fiorire”, recita l’opera inaugurata durante la cerimonia.

Da oggi quelle parole possiedono anche un luogo. E Macerata Campania ha scelto di affidarlo al futuro.