Caserta (Carlo Pascarella) – Palazzi nobiliari, giardini secolari, residenze aristocratiche e dimore sospese tra memoria e identità collettiva tornano ad aprire eccezionalmente i propri cancelli in una delle iniziative culturali più suggestive del panorama nazionale. Domenica 24 maggio la Campania diventerà infatti protagonista della sedicesima edizione della Giornata Nazionale delle Dimore Storiche Italiane, l’appuntamento promosso dall’ADSI – Associazione Dimore Storiche Italiane – che consentirà a cittadini e visitatori di attraversare gratuitamente alcuni dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti del patrimonio architettonico privato italiano.
L’edizione 2026 porterà al centro il tema “Custodi di futuro. Un patrimonio vivo per un valore condiviso”, un messaggio che richiama la responsabilità collettiva nella tutela di edifici storici, residenze nobiliari e complessi monumentali che continuano a rappresentare una parte fondamentale dell’identità culturale del Paese.
Secondo quanto sottolineato dagli organizzatori, l’obiettivo dell’iniziativa consiste nel valorizzare quello che viene definito “il più grande museo diffuso d’Italia”, attraverso l’apertura simultanea di centinaia di dimore distribuite lungo tutto il territorio nazionale. Un patrimonio spesso poco accessibile al grande pubblico ma capace di custodire secoli di storia, tradizioni familiari, opere artistiche e testimonianze architettoniche di straordinario valore.
In Campania saranno ventidue le strutture visitabili grazie all’impegno di ADSI Campania e della rete dei proprietari associati. Il programma prevede visite gratuite, percorsi guidati e aperture straordinarie all’interno di ville, palazzi storici, giardini monumentali e residenze private disseminate tra le province di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno.
Nell’Avellinese apriranno Tenute Casoli nel Palazzo Iorio di Candida e il Palazzo Ducale Pignatelli della Leonessa di San Martino Valle Caudina, due luoghi fortemente legati alla storia aristocratica e agricola del territorio irpino.
Nel Beneventano saranno invece visitabili Villa Laura a Moiano e Palazzo Jelardi con il Museo della Pubblicità di San Marco dei Cavoti, struttura che custodisce documenti e materiali storici legati all’evoluzione della comunicazione commerciale italiana.
Particolarmente ricco il percorso previsto nel Casertano, dove il pubblico potrà accedere alla Tenuta San Domenico di Capua, alla Tenuta San Bartolomeo nei Giardini del Volturno di Caiazzo, a Palazzo Lanza e al Giardino di Palazzo Cocozza di Montanara a Caserta, al Palazzo di Transo di Sessa Aurunca e all’Antica Dimora Santa Maria del Pozzo di Casola. Luoghi che intrecciano storia nobiliare, paesaggio rurale e tradizioni architettoniche profondamente radicate nel territorio campano.
Nel Napoletano il percorso culturale coinvolgerà Villa Preziosa all’interno della tenuta Il Pizzo di Sant’Agnello, Palazzo Convento dei Cappuccini di Napoli, Palazzo Capece di Caivano, Odeon Neapolis nel centro partenopeo, Astapiana Villa Giusso di Vico Equense e Accadia Relais di Palazzo Dentice d’Accadia a Napoli. Residenze che raccontano il volto più raffinato della storia urbana e costiera della Campania.
Numerose anche le aperture previste nel Salernitano: Palazzo Ricci a Salerno, Palazzo Magnoni a Rutino, Palazzo Fimiani a Lanzara, Palazzo Albirosa a Polla, Già al Mulino a Pontecagnano Faiano, il Giardino Segreto dell’Anima a Tramonti e Borgo Riccio a Torchiara.
L’iniziativa promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane assume un significato che va ben oltre la semplice visita culturale. Molte di queste strutture, infatti, rappresentano ancora oggi luoghi vivi, abitati e custoditi da famiglie che continuano a investire risorse economiche e impegno personale nella conservazione di edifici storici spesso sottoposti a costi elevatissimi di manutenzione.
Secondo ADSI, il patrimonio storico privato italiano costituisce non soltanto una memoria artistica da preservare, ma anche una risorsa concreta capace di generare economia, turismo, occupazione e sviluppo territoriale. Un’eredità che attraversa generazioni e che continua a dialogare con il presente attraverso attività culturali, eventi, ospitalità e percorsi di valorizzazione paesaggistica.
La giornata del 24 maggio offrirà dunque l’opportunità di attraversare ambienti normalmente chiusi al pubblico, ammirare cortili monumentali, scalinate storiche, giardini nascosti, saloni affrescati e architetture che custodiscono frammenti preziosi della storia meridionale.
Queste dimore continuano a rappresentare presìdi silenziosi di memoria collettiva. Custodiscono storie familiari, identità territoriali e tracce profonde di un’Italia che ancora resiste dentro la pietra, nei giardini, nei portoni antichi e nei corridoi attraversati dai secoli.
Bisogna ricordare che il patrimonio culturale non appartiene soltanto al passato, ma continua a vivere ogni volta che una comunità sceglie di riconoscersi nella propria storia e di proteggerla come parte del proprio futuro.

