– Dal Museo Archeologico di Sessa Aurunca alla Basilica del Corpus Domini di Maddaloni, passando per Pietravairano, Santa Maria Capua Vetere, Piana di Monte Verna e Sala di Caserta: tra l’11 e il 13 settembre un mosaico di appuntamenti attraversa il territorio
– “Progetto Cuccagna”, il Festival della Storia, Pietra Poesia Festival, la presentazione di “Toccare l’assenza”, “Vot’ è mane!” e “Cavalleria Rusticana”: decine di artisti, autori e interpreti per un cartellone che intreccia memoria, spettacolo e identità
Caserta (Redazione) – Un territorio rivela la propria vitalità culturale non soltanto attraverso i grandi eventi, ma nella capacità di moltiplicare luoghi, linguaggi e occasioni d’incontro. Il prossimo fine settimana Terra di Lavoro sembra voler offrire proprio questa immagine di sé: un palcoscenico diffuso nel quale archeologia e teatro, poesia e musica, lirica e tradizione popolare, letteratura e rievocazione storica si incontrano senza confondersi.
Tra venerdì 11 e domenica 13 settembre, dalla parte settentrionale della provincia fino al capoluogo e all’area sammaritana, si susseguiranno infatti iniziative molto differenti per concezione e pubblico, ma accomunate dalla volontà di restituire alla cultura la sua dimensione più autentica: quella dell’incontro.
Uno degli appuntamenti più originali è in programma sabato 12 settembre, alle ore 11, nel Museo Archeologico Nazionale di Sessa Aurunca, dove sarà presentato “Progetto Cuccagna”.
Il lavoro porta le firme di Gian Maria Cervo, Charis Pechlivanidis e Pablo Girolami e si inserisce nella cornice di Metamorfosi Campane.
In scena saranno Charis Pechlivanidis, Annalisa Arbolino, Eugenio Castaldo, Antonio Ciorfito, Graziano Purgante e Giovanni Schiavo.
La produzione nasce dalla collaborazione tra linguaggi e realtà teatrali differenti: si tratta infatti di una co-produzione del Teatro Stabile delle Arti Medioevali con NoveTeatro e House of Ivona.
La scelta del Museo Archeologico Nazionale non rappresenta un semplice fondale. Portare la ricerca teatrale all’interno di un luogo che custodisce le tracce materiali del passato significa stabilire un rapporto tra ciò che è stato e ciò che l’arte contemporanea continua a interrogare.
Il museo, in questa prospettiva, smette di essere soltanto spazio della conservazione e diventa luogo vivo di produzione culturale.
Sempre sabato 12, e poi domenica 13 settembre, Santa Maria Capua Vetere ospiterà la quarta edizione del Festival della Storia, accompagnato dall’invito programmatico “Vivi la Storia!”.
Il Centro Regionale di Incremento Ippico diventerà per due giornate, dalle 17.30 alle 23.30, un grande spazio dedicato a tradizione, cultura e spettacolo, con ingresso gratuito.
Tra i gruppi partecipanti figura l’Associazione Artistica Artando Aps, chiamata a proporre un percorso costruito intorno ad arte, cultura, tradizione, passione e comunità.
Il programma annunciato comprende un mercatino medievale, dimostrazioni di arti e mestieri antichi, rappresentazioni teatrali, giochi d’epoca e laboratori dedicati ai bambini.
Non una semplice esposizione di costumi o oggetti, dunque, ma il tentativo di restituire atmosfere e gesti di epoche lontane attraverso una formula capace di coinvolgere anche le famiglie e le nuove generazioni.
L’artigiano al lavoro, il gioco antico, il piccolo mercato, la scena teatrale e la dimensione laboratoriale diventano tasselli di un racconto che prova a rendere la storia accessibile senza ridurla a una sequenza di date.
È questa, probabilmente, una delle ragioni della forza delle rievocazioni ben costruite: permettere al pubblico di avvicinarsi al passato attraverso l’esperienza.
Di segno diverso, ma altrettanto legato al tema della memoria, sarà l’appuntamento in programma sabato 12 settembre alle 17.30 a Piana di Monte Verna.
L’Associazione culturale Ascco – Istituto di Formazione V. Ricciardi ets propone l’incontro dedicato a “Toccare l’assenza” di Roberto Perrotti, nell’ambito del percorso “Versi e Convivio: incontri e assaggi d’autore”.
A portare il saluto sarà Beatrice Mirto, presidente dell’Associazione Ascco Istituto di Formazione Biblioteca.
L’introduzione sarà affidata ad Antonio De Pandis, presidente dell’Associazione AltoCasertano Riardo, mentre a dialogare con l’autore sarà Maria Giovanna De Lucia.
Il titolo dell’opera contiene già una suggestione potente: “Toccare l’assenza” significa provare a dare consistenza a ciò che materialmente non è più davanti agli occhi, ma continua ad abitare la memoria e il sentimento.
Il sottotitolo scelto per l’iniziativa – “Come l’acqua che scorre e il territorio che resta: un viaggio tra memoria e sentimenti” – chiarisce ulteriormente il senso dell’incontro.
Dopo la presentazione è previsto un momento conviviale con la firma delle copie del libro, accompagnato da un assaggio di pizza dedicato al territorio e alla memoria, curato dal maestro pizzaiolo Giovanni Giannantonio.
Letteratura e convivialità vengono così accostate senza forzature: il libro apre lo spazio della riflessione, il cibo restituisce quello della condivisione.
Il programma più articolato del fine settimana è probabilmente quello del Pietra Poesia Festival, giunto alla quinta edizione e in programma a Pietravairano dall’11 al 13 settembre.
“Parole e voci da un luogo della memoria” è la formula scelta per una manifestazione che trasforma il borgo in una geografia poetica diffusa.
La direzione artistica è affidata a Gianni Iasimone, in collaborazione con Giuseppe Castrillo.
Venerdì 11 settembre, alle 17, in Piazza Sotto San Giuseppe, il Festival sarà inaugurato dai condirettori Gianni Iasimone e Giuseppe Castrillo, con i saluti del sindaco di Pietravairano Adriano Del Sesto.
Alle 17.15 sarà presentato il volume “Paesi tuoi”, raccolta dei testi pervenuti al Premio nella precedente edizione del Festival, dedicato al compianto poeta e narratore pietravairanese Andrea Leone e rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado del comprensorio di Pietravairano, Vairano e Caianello.
La presentazione sarà curata da Giuseppe Castrillo.
Alle 18.15 spazio a “Lingua madre”, reading di poeti neodialettali con Andreina Cekova Trusgnach, da San Leonardo in provincia di Udine, Francesco Indrigo, da San Vito al Tagliamento, Lorenzo Scarponi, da Bellaria, e Fabio Maria Serpilli, da Ancona.
Con loro il VitàNova Duo. A presentare saranno Manuel Cohen e Daniela Muratori.
Alle 19.30 arriverà “Invèl”, performance di Luca Tognacci nel decimo anniversario della scomparsa del poeta neodialettale romagnolo Giovanni Nadiani, proposta come ricordo e omaggio alla sua opera. L’introduzione sarà di Manuel Cohen.
La prima giornata si concluderà alle 20 con il VitàNova Duo e “Dal classico napoletano”, concerto con Annamaria da Brescia, voce, e Peppe Russo, chitarra e voce.
Sabato 12 settembre il Festival riprenderà alle 10.45 presso Rooftop22 – Lounge Bar, in Piazza Salvo D’Acquisto, con l’appuntamento “Per Maurizio Marotta”.
Al centro dell’incontro un quaderno critico dedicato al poeta salernitano d’adozione pietravairanese Maurizio Marotta, pubblicato nel 2026 e curato da Salvatore Ritrovato.
Il volume raccoglie scritti di Manuel Cohen, Gianfranco Lauretano, Giuseppe Castrillo e Gianni Iasimone, che interverranno nell’incontro introdotto da Daniela Muratori.
Nel pomeriggio, alle 16.45, da Piazza Cesare Battisti partirà invece una passeggiata per i vicoli del centro storico, guidata da Salvatore Caggiano, con interventi di Francesco Castrillo e Antonio Leone e letture di Naomi De Rosa.
Alle 18.15, in Piazza Sotto San Giuseppe, sarà la volta di “Mandrìngua”, maratona poetica con Anna Maria Curci, Raffaela Fazio, Stefano Sanchini, Marco Vitale, Manuel Cohen, Gianfranco Lauretano e Salvatore Ritrovato.
A presentare saranno Daniela Muratori, Giuseppe Castrillo e Gianni Iasimone, mentre gli interventi musicali saranno affidati a Luca Minieri e Giammaria Robbio.
Alle 20 il programma prevede infine un mini recital di Enzo Altieri.
La giornata conclusiva, domenica 13 settembre, comincerà alle 9.15 dal Largo Falese con il “Pellegrinaggio al Teatro-Tempio”, passeggiata poetica guidata da Salvatore Caggiano e Angelo Castrillo.
Alle 11 la chiusura del Festival sarà affidata a “L’Ulisse, da un libro dell’Odissea di Omero”, performance in greco antico di Guerrino Davide Casella, accompagnata dalle letture di alcuni dei componimenti poetici esposti nelle giornate precedenti.
Durante l’intera manifestazione saranno inoltre presenti mostre e sculture-installazioni di Antonio Leone, Tommaso Marcello e altri artisti.
Il Festival è organizzato dal Centro Polifunzionale Biblioteca Comunale “Raffaello Paone”, con il patrocinio del Comune di Pietravairano e la collaborazione delle realtà indicate nel programma. L’ingresso è gratuito.
Pietravairano costruisce così un festival che non rinchiude la poesia in una sala, ma la porta nelle piazze, lungo i vicoli, davanti alle pietre e persino lungo il cammino verso il Teatro-Tempio. È forse questa la cifra più interessante dell’iniziativa: fare del paesaggio una pagina e della parola uno strumento per rileggerlo.
La sera di sabato 12 settembre cambierà completamente registro a Sala di Caserta.
Alle 21.30, in Piazza San Donato, sarà proposto “Vot’ è mane!”, progetto di Stany Ruggiero e i Bottari.
L’immagine scelta per presentare lo spettacolo è già una dichiarazione d’identità: Napoli sullo sfondo, il Vesuvio, il canto e soprattutto le grandi botti trasformate in strumenti.
È il linguaggio della tradizione popolare campana che torna sulla scena attraverso il ritmo percussivo dei Bottari, espressione di una cultura nella quale il lavoro, la festa, il canto e la ritualità hanno imparato nei secoli a convivere.
Lo spettacolo promette quindi di portare nella frazione casertana una forma musicale immediatamente riconoscibile, costruita sull’energia collettiva e su un patrimonio sonoro che appartiene profondamente alla Campania.
La tradizione, anche in questo caso, non viene proposta come reperto immobile: diventa spettacolo, movimento, ritmo e occasione di partecipazione popolare.
Sempre sabato 12 settembre, alle 21, la Basilica del Corpus Domini di Maddaloni ospiterà uno degli appuntamenti musicalmente più impegnativi dell’intero cartellone provinciale: “Cavalleria Rusticana”, opera in un atto di Pietro Mascagni, tratta dalla tragedia di Giovanni Verga.
A eseguire la celebre partitura sarà l’Orchestra Domenico Cimarosa diretta da Ivano Caiazza, con la partecipazione dell’Alter Chorus di Molfetta.
Nel ruolo di Santuzza ci sarà Mariagrazia De Luca, mentre Giovanni Leccese interpreterà Turiddu.
Alfio avrà la voce di Carmine Monaco, Lola sarà interpretata da Domenica Pennacchio e Mamma Lucia da Annamaria Napolitano.
Lo spazio scenico è affidato a Giuseppe Zarbo.
La scelta della Basilica conferisce all’esecuzione un carattere ulteriore rispetto alla dimensione puramente teatrale.
“Cavalleria Rusticana” porta infatti con sé il contrasto fra passione, colpa, gelosia, fragilità umana e aspirazione alla redenzione. Il programma annuncia esplicitamente un’esperienza culturale e spirituale nella quale le note di Mascagni e quelle del “Regina Coeli” possano risuonare come un inno pasquale.
La vicenda verghiana, segnata da sentimenti estremi e da un destino che sembra stringere progressivamente i protagonisti, incontra così la sacralità di un luogo che inevitabilmente modifica anche l’ascolto.
Sarà un modo differente di accostarsi a una delle opere simbolo del verismo musicale italiano, affidandone la forza non soltanto alle voci e all’orchestra, ma anche alla suggestione architettonica e spirituale della Basilica maddalonese.
Se osservati insieme, questi appuntamenti compongono un quadro sorprendentemente articolato.
A Sessa Aurunca il patrimonio archeologico incontra il teatro contemporaneo; a Santa Maria Capua Vetere la storia torna esperienza attraverso mestieri, giochi e rappresentazioni; a Piana di Monte Verna la letteratura dialoga con la memoria e la convivialità; a Pietravairano la poesia attraversa piazze, vicoli e paesaggio; a Sala di Caserta la tradizione dei Bottari restituisce il ritmo della cultura popolare; a Maddaloni la grande lirica entra in uno spazio sacro.
Non è necessario che queste esperienze si somiglino. Il loro valore sta, al contrario, proprio nella diversità.
Tra l’11 e il 13 settembre la provincia di Caserta offrirà così al pubblico la possibilità di scegliere fra registri culturali lontanissimi: dalla parola poetica alla percussione popolare, dall’Odissea recitata in greco antico alla musica di Mascagni, dal teatro dentro un museo alla ricostruzione di arti e mestieri medievali.
È un calendario che racconta anche la straordinaria densità culturale di Terra di Lavoro, dove un museo, una basilica, una piazza, un centro storico, una biblioteca o un centro ippico possono diventare, ciascuno con la propria identità, luoghi nei quali una comunità torna a riconoscersi.
La cultura conserva davvero la memoria soltanto quando riesce a rimetterla in movimento. E in questo lungo fine settimana casertano saranno proprio le parole, la musica, il teatro e le tradizioni a ricordare che il passato non è ciò che rimane alle nostre spalle: è, molto spesso, la materia con la quale continuiamo a costruire il presente.

