– Alla Sala Moscati della Chiesa del Buon Pastore, dalle 18, ragazze e ragazzi delle scuole superiori e dell’università saranno chiamati a confrontarsi senza filtri su esigenze, opportunità e aspetti da migliorare nel mondo dell’istruzione
– Dopo l’esperienza di “UpStories – Crescere con le storie”, il progetto ideato da Giuseppe Di Sorbo ed Elisabetta Daniele sceglie Caserta per un hackathon dedicato a innovazione, comunicazione giovanile e partecipazione. Ingresso gratuito con prenotazione
Caserta (Redazione) – Una scuola capace di interrogarsi sul proprio futuro dovrebbe cominciare dalla voce di chi ogni mattina ne attraversa le aule. Non soltanto programmi, regole e modelli organizzativi, dunque, ma esperienze quotidiane, difficoltà, intuizioni e aspettative di ragazze e ragazzi chiamati finalmente a passare dalla condizione di destinatari a quella di protagonisti.
È questa la filosofia che accompagna UpGrade, il nuovo format di UpStories che arriverà a Caserta il prossimo 10 ottobre, riunendo decine di studenti delle scuole superiori e dell’università per una serata costruita intorno al confronto e alla progettazione condivisa.
L’appuntamento è fissato alle ore 18 nella Sala Moscati della Chiesa del Buon Pastore e nasce con un obiettivo preciso: mettere allo stesso tavolo esperienze, esigenze e differenti punti di vista sul mondo dell’istruzione, cercando di trasformare ciò che non funziona in un terreno sul quale costruire nuove idee.
Il progetto raccoglie l’eredità di “UpStories – Crescere con le storie”, iniziativa che nei mesi scorsi ha coinvolto giovani, famiglie e realtà del territorio.
Adesso il percorso cambia forma e compie un ulteriore passo, scegliendo un modello nel quale il dialogo non rappresenta il punto di arrivo, ma l’inizio di un lavoro concreto.
Al centro della serata ci saranno infatti gli studenti e la loro quotidianità.
UpGrade intende partire dalle esperienze reali di chi frequenta ogni giorno una scuola o un’università, individuando gli aspetti suscettibili di miglioramento e provando a trasformare problemi, necessità e intuizioni in proposte.
Comunicazione e innovazione diventeranno così gli strumenti attraverso i quali sviluppare idee capaci di incidere, anche attraverso cambiamenti apparentemente piccoli, sulla vita degli studenti.
Il percorso prenderà avvio da un confronto tra differenti punti di vista sull’istruzione contemporanea.
Gli studenti delle superiori e gli universitari saranno invitati a raccontare direttamente la propria esperienza, facendo emergere criticità e opportunità e soffermandosi anche sugli aspetti della vita scolastica e accademica che, dal loro punto di vista, meriterebbero di essere ripensati.
Una scelta metodologica che attribuisce valore innanzitutto all’ascolto.
Non si parlerà, quindi, semplicemente dei giovani: saranno i giovani stessi a prendere la parola.
Dalla fase del confronto si passerà poi a quella più propriamente operativa.
Il dibattito si trasformerà infatti in un vero e proprio hackathon.
I partecipanti saranno suddivisi in gruppi, sceglieranno un particolare aspetto della vita scolastica e lavoreranno insieme alla costruzione di una possibile soluzione.
A fare la differenza saranno soprattutto la capacità di ascoltare, condividere intuizioni, discutere prospettive differenti e trasformare il confronto in progettualità.
Al termine del lavoro, ciascun gruppo presenterà la propria proposta agli ospiti e al pubblico, illustrandone caratteristiche, obiettivi e potenzialità.
Saranno poi gli stessi partecipanti e il pubblico, attraverso una votazione conclusiva, a decretare l’idea vincitrice.
Dietro UpGrade si ritrova la filosofia di UpStories e dei suoi fondatori, Giuseppe Di Sorbo ed Elisabetta Daniele, che affidano proprio al confronto autentico il significato dell’iniziativa casertana.
«Siamo estremamente orgogliosi di poter portare uno spazio di dialogo, confronto e innovazione anche a Caserta. In questi mesi abbiamo ascoltato e coinvolto decine di adolescenti e abbiamo intercettato un’esigenza fondamentale, quella del confronto reale, lontano dagli schermi della tecnologia».
Una riflessione che chiarisce anche la volontà di restituire alla relazione personale una centralità spesso sacrificata dalla comunicazione digitale.
A Caserta, spiegano ancora i fondatori, arriverà «un hackathon puro, che mette al centro i temi dell’innovazione e della comunicazione giovanile».
Il valore dell’esperimento risiederà dunque anche nella possibilità di osservare il mondo dell’istruzione da una prospettiva meno convenzionale: quella degli studenti che ne vivono ogni giorno possibilità e contraddizioni.
UpGrade prova così a rovesciare una consuetudine: invece di costruire soluzioni per i giovani senza di loro, sceglie di consegnare proprio ai ragazzi uno spazio nel quale immaginare e progettare.
L’ingresso alla serata sarà gratuito, ma sarà necessaria la prenotazione attraverso il collegamento indicato dagli organizzatori.
Una formula semplice per un’ambizione tutt’altro che marginale: dimostrare che anche da una conversazione fra studenti può nascere un’idea capace di migliorare la scuola.
Il futuro dell’istruzione non appartiene soltanto a chi la amministra o la racconta. Appartiene soprattutto a chi, giorno dopo giorno, la vive.

