– Domani, giovedì 24 settembre alle ore 9, la cerimonia nella Reggia di Caserta inaugura “Matrice Olivettiana. Terra di lavoro, tracce di un paesaggio operoso”, percorso di studio, laboratori e azioni pubbliche inserito nel Piano Olivetti per la cultura
– Alla presenza del soprintendente Mariano Nuzzo, dell’arcivescovo Pietro Lagnese e della prefetta Lucia Volpe, l’intitolazione della sala conferenze allo storico dell’arte Raffaello Causa restituisce centralità al rapporto fra tutela, conoscenza, territorio e responsabilità culturale
Caserta (Graziana Iadicicco) – Dare un nome a un luogo della cultura significa sottrarlo all’anonimato e consegnargli una memoria. Domani, giovedì 24 settembre, la Reggia di Caserta compirà un gesto che possiede proprio questo valore: la sala conferenze della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento sarà intitolata a Raffaello Causa.
La cerimonia, in programma alle ore 9 al terzo piano della Reggia, segnerà anche l’apertura del Terzo Settembre Olivettiano, dedicato quest’anno al progetto “Matrice Olivettiana. Terra di lavoro, tracce di un paesaggio operoso”.
Un appuntamento che mette in relazione memoria e futuro, patrimonio culturale e trasformazioni del territorio, facendo della conoscenza non un semplice esercizio celebrativo, ma uno strumento attraverso il quale comprendere l’identità dei luoghi.
L’iniziativa si colloca nel quadro culturale del Piano Olivetti per la cultura e prevede giornate di studio, laboratori e azioni pubbliche.
Ad aprire il confronto sarà Mariano Nuzzo, soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento.
Alla cerimonia interverrà anche monsignor Pietro Lagnese, arcivescovo di Capua e vescovo di Caserta, insieme alla prefetta Lucia Volpe, a testimonianza di un appuntamento capace di riunire istituzioni civili, mondo ecclesiale, università e protagonisti della tutela e della cultura.
Il profilo scientifico dell’incontro sarà ulteriormente arricchito dagli interventi di Stefano Causa, professore ordinario dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Renata Picone, professoressa ordinaria di Restauro all’Università degli Studi di Napoli Federico II, e Lucinia Speciale, professoressa associata di Storia dell’Arte all’Università del Salento.
Parteciperà inoltre il fotografo Luigi Spina, chiamato ad aggiungere al dialogo la sensibilità dello sguardo e della rappresentazione del patrimonio.
Completeranno il quadro degli interventi Cristina Bartolini, dirigente del Servizio III – Tutela del patrimonio storico, artistico e architettonico della Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio del Ministero della Cultura, e Stefano Lanna, direttore generale del Piano Olivetti per la Cultura del Ministero.
L’intitolazione a Raffaello Causa rappresenta il cuore simbolico della mattinata.
Non soltanto una targa o un nome affidato a una sala, dunque, ma un atto attraverso il quale la cultura riconosce il proprio debito verso chi ha dedicato alla conoscenza e alla storia dell’arte una parte fondamentale del proprio percorso intellettuale.
La scelta acquista un significato ancora maggiore perché inserita all’interno di un progetto che pone al centro la cosiddetta “matrice olivettiana” e il rapporto con Terra di Lavoro.
Lo stesso sottotitolo, “tracce di un paesaggio operoso”, suggerisce una lettura nella quale il territorio non è considerato soltanto nella sua dimensione geografica, ma come risultato dell’incontro fra persone, lavoro, architettura, produzione, memoria e cultura.
È precisamente in questo spazio ideale che il Terzo Settembre Olivettiano intende muoversi.
La Reggia diventerà così non soltanto scenario dell’appuntamento, ma luogo nel quale differenti stagioni della storia culturale e produttiva potranno essere messe in relazione.
L’evento è realizzato nell’ambito del progetto “Matrice Olivettiana. Terra di lavoro, tracce di un paesaggio operoso”, sostenuto da Il Museo Rigenera – Ed. Fotografia e promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
La presenza congiunta di studiosi, rappresentanti istituzionali, docenti e professionisti della cultura conferisce alla giornata una dimensione che supera la sola commemorazione.
Intitolare uno spazio a una figura della cultura significa, in fondo, scegliere quale memoria continuare a rendere presente.
E domani, nelle stanze della Reggia di Caserta, il nome di Raffaello Causa entrerà stabilmente nella geografia di un luogo dedicato al confronto e alla conoscenza: forse il modo più autentico per ricordare uno studioso, facendo sì che la memoria non resti immobile, ma continui a produrre pensiero.

