Caserta, il generale Rosario Castello incontra i Carabinieri della Terra di Lavoro: «La forza dell’Arma è nella vicinanza ai cittadini»

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– Il Comandante Interregionale “Ogaden” in visita al Comando Provinciale di via Laviano, accolto dal colonnello Federico Scarabello. In mattinata gli incontri con i procuratori Domenico Airoma e Pierpaolo Bruni e con il prefetto Lucia Volpe, nel segno della collaborazione istituzionale e del contrasto alla criminalità

– Il momento più intenso con le vedove dei militari caduti in servizio Tiziano Della Ratta ed Emanuele Reali. Il generale ha espresso riconoscenza agli uomini e alle donne dell’Arma, valorizzando il ruolo delle Stazioni come presidi di legalità e prossimità. Un omaggio alla memoria e al sacrificio di chi ha servito lo Stato fino all’estremo dono della vita

Caserta (Redazione) – Il valore di un’istituzione non si misura soltanto nell’autorevolezza dei suoi vertici o nell’efficacia delle operazioni condotte, ma soprattutto nella capacità di essere presente nella quotidianità delle persone, di ascoltarne le inquietudini e di rappresentare, anche nei territori più complessi, un riferimento riconoscibile dello Stato. È attorno a questa concezione del servizio che si è sviluppata, giovedì 8 ottobre, la visita del generale di Corpo d’Armata Rosario Castello, Comandante Interregionale dei Carabinieri “Ogaden”, nella provincia di Caserta.

Una giornata scandita da incontri istituzionali, momenti di confronto operativo e testimonianze di memoria, durante la quale il generale ha voluto rivolgere un particolare riconoscimento agli uomini e alle donne dell’Arma impegnati quotidianamente nella Terra di Lavoro.

La prima parte della mattinata è stata dedicata al dialogo con i vertici della magistratura. Il generale Rosario Castello ha incontrato Domenico Airoma, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, e Pierpaolo Bruni, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Al centro dei colloqui, il contrasto alla criminalità, l’attività investigativa e la collaborazione tra l’Arma e gli uffici giudiziari, in una provincia nella quale la tutela della legalità richiede un impegno costante, coordinato e capace di interpretare le trasformazioni dei fenomeni delittuosi.

Successivamente, il Comandante Interregionale si è recato presso la Prefettura di Caserta, dove ha incontrato il prefetto Lucia Volpe. Il confronto si è inserito nell’ambito della cooperazione tra le istituzioni chiamate a garantire la sicurezza pubblica e la tutela delle comunità.

Il momento centrale della visita si è svolto presso il Comando Provinciale dei Carabinieri, in via Laviano.

Ad accogliere l’alto ufficiale è stato il Comandante Provinciale, colonnello Federico Scarabello, insieme ai responsabili delle articolazioni investigative, delle Compagnie, delle Stazioni, della componente Forestale e dei reparti specializzati operanti nella provincia.

Presenti anche i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri e dell’Associazione Nazionale Forestali, espressione di un legame che continua oltre il servizio attivo e custodisce il patrimonio di esperienze, tradizioni e valori dell’istituzione.

Rivolgendosi ai militari, il generale ha manifestato apprezzamento per la professionalità, la dedizione e lo spirito di servizio dimostrati nell’esercizio delle rispettive funzioni.

Particolare attenzione è stata riservata alle Stazioni dei Carabinieri, autentica infrastruttura umana della sicurezza territoriale. Non soltanto luoghi nei quali denunciare un reato o chiedere un intervento, ma presidi attraverso i quali lo Stato mantiene un rapporto diretto con i cittadini, anche nei centri più piccoli e nelle realtà geograficamente periferiche.

È proprio in questa dimensione di prossimità che l’Arma esprime una parte essenziale della propria identità: conoscere il territorio, comprenderne le fragilità, raccogliere le istanze della popolazione e costruire, giorno dopo giorno, un rapporto fondato sulla fiducia.

Dall’attività investigativa al controllo del territorio, dal pronto intervento alla prevenzione, fino alla tutela dell’ambiente e del patrimonio naturale, il lavoro dei Carabinieri si sviluppa spesso lontano dalla visibilità pubblica, attraverso una presenza discreta ma continuativa.

Nel corso dell’incontro, il generale Rosario Castello ha voluto inoltre salutare alcuni militari distintisi in recenti attività di servizio, esprimendo personalmente il proprio apprezzamento per il coraggio, la competenza e il senso del dovere dimostrati.

Ma il passaggio più significativo, sul piano umano e simbolico, è stato quello dedicato alla memoria dei Carabinieri caduti nell’adempimento del proprio dovere.

Il Comandante Interregionale ha incontrato Vittoria Iannotti, vedova dell’appuntato Tiziano Della Ratta, e Matilde Grasso, vedova del brigadiere Emanuele Reali.

Due donne che custodiscono, insieme al dolore di una perdita irreparabile, la memoria di uomini che hanno sacrificato la propria esistenza nell’esercizio di una missione al servizio della collettività.

Un incontro che ha restituito alla giornata una dimensione più profonda rispetto al protocollo istituzionale. Perché dietro ogni uniforme esistono una famiglia, affetti, responsabilità e una storia personale che il sacrificio rende parte della memoria collettiva.

Il ricordo di Tiziano Della Ratta e Emanuele Reali continua così a rappresentare non soltanto un doveroso tributo a due servitori dello Stato, ma anche un richiamo al significato più autentico della scelta di indossare l’uniforme.

La visita si è conclusa con il saluto al personale del Comando Provinciale, suggellando una giornata nella quale il confronto sulle esigenze operative si è intrecciato con il riconoscimento del valore umano di quanti garantiscono quotidianamente sicurezza e assistenza alla popolazione.

Nella Terra di Lavoro, la presenza capillare delle Stazioni, delle Compagnie e dei reparti specializzati costituisce un presidio essenziale per la tutela della legalità, ma anche un punto di riferimento per comunità che chiedono protezione, ascolto e fiducia nelle istituzioni.

La giornata del generale Rosario Castello lascia soprattutto una riflessione: l’autorevolezza dello Stato non risiede esclusivamente nella forza delle sue prerogative, ma nella credibilità delle persone che quotidianamente le esercitano con equilibrio e senso di responsabilità.

Il significato più alto di questa visita è racchiuso proprio nell’incontro con le famiglie dei caduti. Perché il servizio autentico non si esaurisce nell’adempimento di un ordine, ma trova la propria nobiltà nella consapevolezza di operare per gli altri. E una comunità che sa custodire la memoria di chi ha sacrificato la vita per proteggerla dimostra di aver compreso che la legalità, prima ancora di essere un principio da affermare, è un valore da vivere e tramandare.

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