– Il nuovo allenatore rossoblù indica mentalità, concorrenza interna e duttilità tattica come le basi da cui ripartire dopo l’esonero di Vinicio Espinal
– Il presidente Giuseppe D’Agostino e il direttore sportivo Alessandro Degli Esposti spiegano la scelta: esperienza e carisma per una rosa ritenuta competitiva e ancora con margini inespressi
Caserta (Lorenzo Torre) – Nella sala stampa “Mario Iannotta” si apre ufficialmente il nuovo corso della Casertana con la presentazione di Roberto Stellone, chiamato a raccogliere l’eredità di Vinicio Espinal dopo l’esonero deciso dalla società al termine delle prime otto giornate di campionato. Accanto al nuovo tecnico sono intervenuti il presidente Giuseppe D’Agostino e il direttore sportivo Alessandro Degli Esposti, chiamati a spiegare le ragioni di una scelta che nasce dalla volontà di cambiare passo e restituire alla squadra un’identità più definita. Un messaggio attraversa l’intera conferenza: la rosa è considerata competitiva, ma il rendimento espresso finora non è stato sufficiente.
Il presidente Giuseppe D’Agostino ha ribadito con chiarezza l’ambizione della società: vincere. La decisione di cambiare allenatore, dopo la sconfitta di Cava de’ Tirreni, sarebbe arrivata indipendentemente dal profilo scelto per la panchina. Un segnale che certifica la volontà del club di intervenire quando il percorso intrapreso non viene più ritenuto in linea con gli obiettivi stagionali. Il cambio di guida tecnica, dunque, non viene presentato come una bocciatura individuale, ma come la necessità di imprimere una svolta a una squadra che, pur avendo raccolto dodici punti, ha mostrato difficoltà soprattutto nella continuità delle prestazioni e nella costruzione di una precisa identità di gioco.
Il direttore sportivo Alessandro Degli Esposti ha spiegato il ragionamento che ha portato alla scelta di Stellone. L’obiettivo era affidare la squadra a un allenatore capace di portare esperienza, personalità e gestione di un gruppo costruito con ambizioni importanti. Secondo il ds, il percorso avviato con Espinal aveva smesso di produrre la crescita attesa e per questo la società ha ritenuto necessario intervenire. Nessun processo, ma la consapevolezza che fosse arrivato il momento di cambiare direzione. In questa prospettiva, Stellone rappresentava già uno dei profili più convincenti per caratteristiche e carisma.
Il nuovo allenatore rossoblù ha raccontato invece le sensazioni che lo hanno portato ad accettare la proposta della Casertana. A convincerlo è stata soprattutto la convinzione mostrata dalla società nel presentargli il progetto, ma anche una piazza che il tecnico laziale, ha descritto come particolarmente coinvolgente. Per passione e attenzione nei confronti della squadra, Caserta gli ha ricordato l’esperienza vissuta a Palermo: un paragone significativo per un tecnico che ha sottolineato fin dall’inizio il peso che l’ambiente può avere nel percorso di una stagione.
Le prime impressioni sul gruppo sono altrettanto positive. Stellone ha trovato una rosa profonda e con diverse alternative, una caratteristica che intende trasformare in uno dei punti di forza del nuovo corso. La concorrenza interna, nelle sue idee, dovrà essere uno stimolo e non un problema. Nessuna gerarchia precostituita e nessuna maglia assegnata in anticipo: a stabilire le scelte saranno il lavoro quotidiano, la condizione e ciò che ogni giocatore riuscirà a dimostrare sul campo.
Il principio vale per tutti, senza distinzioni legate all’età. Anche i giovani saranno chiamati a conquistarsi spazio attraverso il rendimento e non attraverso il semplice status di prospetto. Il classe 77′ vuole una squadra costruita sulla meritocrazia, nella quale ogni calciatore sappia di poter trovare spazio ma anche di doverlo guadagnare.
Il concetto sul quale il tecnico ha insistito maggiormente è però quello della mentalità. La qualità della rosa, da sola, non può bastare. Servono determinazione, sacrificio e capacità di restare dentro la partita anche quando le difficoltà aumentano. Stellone chiede una squadra che non si disunisca dopo un episodio negativo, che continui a giocare con convinzione e che sappia reagire alle situazioni complicate senza perdere equilibrio.
Una mentalità che, nelle intenzioni del nuovo allenatore, dovrà diventare il tratto distintivo della Casertana. Non attraverso un modulo rigido, ma partendo dalle caratteristiche dei giocatori a disposizione e dalle esigenze della singola partita. L’ex Vis Pesaro, non vuole legare il proprio progetto a un sistema prestabilito: la rosa, soprattutto in fase offensiva, offre diverse possibilità e consente di immaginare soluzioni con due punte, strutture più larghe oppure, in determinate situazioni, anche con quattro uomini offensivi. Prima vengono i giocatori e la partita, poi il modulo.
Il primo obiettivo resta infatti uno soltanto: vincere. Ed è proprio attorno a questo concetto che l’ex Frosinone vuole costruire il rapporto con l’ambiente. Il tecnico ha sottolineato l’importanza dell’alchimia tra società, squadra, staff e tifoseria, chiedendo sostegno e partecipazione. La pressione fa parte del calcio e in una piazza come Caserta è inevitabile, ma può diventare un’energia positiva anziché un peso per i calciatori.
Nessun proclama e nessuna promessa di rivoluzioni immediate. Stellone ha parlato piuttosto della necessità di lavorare rapidamente per trasferire alla squadra i propri principi. I giorni che separano il suo arrivo dal prossimo impegno sono stati paragonati a una sorta di ritiro precampionato concentrato: il gruppo è già formato, ma automatismi e idee devono essere assimilati nel minor tempo possibile.
Il calendario, del resto, non concede margini. Il nuovo corso partirà immediatamente dal ‘Pinto’ contro il Monopoli, primo banco di prova per una squadra che dovrà trasformare le indicazioni della presentazione in una risposta concreta sul terreno di gioco.
La Casertana riparte quindi da una convinzione precisa della società e del nuovo allenatore: questa rosa ha ancora qualcosa da esprimere. Toccherà al romano trovare la chiave per far emergere quel potenziale, trasformando la concorrenza interna in uno stimolo, la qualità dei singoli in rendimento e soprattutto una squadra considerata competitiva in un gruppo capace di affrontare ogni partita con maggiore personalità.
La nuova era rossoblù parte così, tra ambizione, lavoro e la necessità di ritrovare un’identità precisa. Ora, però, saranno il campo e i risultati a dover parlare. Le parole lasceranno presto spazio ai fatti: il primo banco di prova è già dietro l’angolo e il club rossoblù dovrà dimostrare fin da subito di essere pronto a voltare pagina.

