Caserta (Graziana Iadicicco) – Presso l’Archivio di Stato di Caserta è stato presentato il volume “Caserta on the Road” di Vega De Martini e Silvano Saccone. Nel corso dell’incontro, gli autori hanno dialogato con Rosanna Cioffi e Bella Takushinova, rispettivamente professoressa emerita di Storia della Critica d’Arte dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e storica dell’arte esperta di Grand Tour.
L’appuntamento ha rappresentato un significativo momento di approfondimento e confronto sui temi della ricerca storica e della valorizzazione del patrimonio culturale. Il volume “Caserta on the Road”, destinato sia agli studiosi sia agli appassionati di arte e cultura, raccoglie e analizza novanta testimonianze di viaggiatori e viaggiatrici che, nel corso dei secoli, hanno visitato la Reggia di Caserta e il territorio circostante.
Le fonti selezionate restituiscono un affascinante affresco della città e dei suoi dintorni a partire dalla seconda metà del Seicento, con dettagliate descrizioni del Palazzo al Boschetto e della dominazione degli Acquaviva. Fulcro di questa letteratura periegetica è naturalmente la maestosa Reggia, autentica protagonista dei resoconti di viaggio, celebrata nel Settecento e soprattutto nell’Ottocento come una delle più straordinarie realizzazioni architettoniche d’Europa.
Le testimonianze raccolte raccontano una vera e propria apoteosi del monumento vanvitelliano, descritto come un “tempio degli dei”, impreziosito dalla celebre scala definita “divina” e da una straordinaria varietà di marmi provenienti da ogni parte del Regno borbonico, tra cui l’alabastro di Gesualdo, la brecciolina di Dragoni e il marmo giallo siciliano di Castronovo. Emblematica, in tal senso, la testimonianza di Massimiliano d’Asburgo del 1851.
Nel corso dell’iniziativa, Gianfranco Natoli ha dato voce ad alcuni brani tratti dal volume, evidenziando il profondo apprezzamento espresso dai visitatori nei confronti della Reggia di Caserta, spesso considerata superiore persino ad altre celebri residenze reali europee. Ricorrente è il confronto con Versailles, riconosciuta come modello di riferimento ma, al tempo stesso, percepita da molti viaggiatori come superata dalla magnificenza dell’opera realizzata a Caserta. Alcuni osservatori richiamano anche i modelli spagnoli dell’Escorial e della Granja di San Ildefonso, sottolineando quei rapporti culturali e artistici che la storiografia italo-spagnola ha ampiamente approfondito, come ricordato da Vega De Martini.
Nella presentazione del volume è emersa anche l’importanza delle testimonianze femminili. Le viaggiatrici europee, spesso aristocratiche e dotate di una raffinata sensibilità culturale, hanno osservato il complesso borbonico con uno sguardo attento non soltanto agli aspetti artistici, ma anche alle dimensioni sociali ed emotive.
Tra queste spicca la figura della poetessa ucraina Casimira Alberti che, agli inizi del Novecento, ricordò con amarezza il massiccio impiego di manodopera nella costruzione di quella grandiosa opera, paragonata alle piramidi d’Egitto. Altre autrici si soffermano invece sul carattere accogliente dei casertani, sulle fastose cene di corte e sulle celebrazioni organizzate all’interno della residenza reale già negli anni Settanta del Settecento, quando il complesso era ancora in fase di realizzazione.
Attraverso i loro racconti, queste donne contribuirono in maniera determinante alla diffusione internazionale dell’immagine della Reggia, trasformandola in un simbolo culturale capace di oltrepassare i confini nazionali e di affermarsi nell’immaginario europeo.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione del patrimonio bibliografico e documentario legato al territorio casertano, con l’obiettivo di favorire un dialogo costante tra passato e presente. Le testimonianze raccolte nel volume offrono infatti l’opportunità di rileggere la storia di Caserta e delle sue eccellenze attraverso gli occhi di chi ne fece esperienza diretta, contribuendo, con sensibilità e prospettive differenti, alla diffusione della conoscenza di uno dei luoghi più rappresentativi della cultura europea.
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2026-06-13

