– Giovedì 22 ottobre, alle ore 17, la libreria Mondadori Bookstore di via Crispo ospiterà un incontro promosso dalle Piazze del Sapere per avviare un coordinamento territoriale dedicato alla formazione, alla cultura e alla partecipazione civica
– L’iniziativa anticipa gli Stati Generali dell’Apprendimento Permanente, in programma il 30 ottobre all’Università Roma Tre. Al centro del confronto il diritto di apprendere a ogni età, il contrasto alle disuguaglianze e la costruzione di una rete tra istituzioni, associazioni e cittadini
Caserta (Redazione) – Il sapere non conosce confini anagrafici, non si esaurisce nelle aule scolastiche e non può essere considerato un privilegio riservato a pochi. Accompagnare ogni persona lungo un percorso continuo di crescita culturale, civile e professionale significa investire nella qualità della democrazia e nel futuro delle comunità. Da questa consapevolezza prende forma l’iniziativa promossa dalle Piazze del Sapere, che giovedì 22 ottobre 2026, alle ore 17, riunirà nella sala della libreria Mondadori Bookstore di Caserta, in via Crispo 11, numerose realtà associative del territorio.
L’appuntamento nasce dalla volontà di costituire un coordinamento provinciale dedicato all’apprendimento permanente, capace di promuovere iniziative, occasioni formative e momenti di confronto sui temi della conoscenza, dell’inclusione e della cittadinanza attiva.
Una prospettiva che supera la concezione tradizionale dell’istruzione come esperienza circoscritta all’infanzia e alla giovinezza, riconoscendo invece il valore dell’educazione lungo l’intero arco dell’esistenza.
L’incontro casertano anticipa un importante appuntamento nazionale: venerdì 30 ottobre, dalle ore 11 alle 14, l’Aula Volpi del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre ospiterà l’evento di lancio ufficiale degli Stati Generali dell’Apprendimento Permanente, intitolato «Dalle priorità condivise all’azione».
L’iniziativa rappresenta il risultato di un percorso di elaborazione e confronto sviluppatosi nell’arco di quasi due anni, attraverso il coinvolgimento di organizzazioni, esperti e soggetti impegnati nel campo dell’educazione degli adulti.
A promuoverla è il Gruppo Nazionale per l’Apprendimento Permanente, denominato Gnap, costituito da EdaForum, Forum Nazionale del Terzo Settore, Ridap e Ruiap, con la collaborazione di Indire, Epale e Forma.Azione.
L’obiettivo è contribuire alla costruzione di un sistema organico e integrato che renda effettivo il diritto di ogni persona a migliorare conoscenze, capacità e competenze, indipendentemente dall’età, dalla condizione sociale e dal percorso formativo precedentemente compiuto.
Un principio che trova un preciso riferimento nell’articolo 4 della legge 92 del 2012, attraverso il riconoscimento dell’apprendimento permanente quale insieme delle attività intraprese dalle persone nelle diverse fasi della vita.
Il concetto comprende non soltanto l’istruzione formale, realizzata attraverso scuole, università e organismi di formazione, ma anche le esperienze non formali e informali che contribuiscono allo sviluppo individuale.
L’associazionismo, il volontariato, le attività culturali, le esperienze professionali e le relazioni sociali costituiscono, in questa prospettiva, altrettante occasioni di acquisizione e condivisione delle conoscenze.
La formazione diventa così un processo diffuso, capace di accompagnare l’individuo nei cambiamenti personali, lavorativi e collettivi.
Una visione particolarmente significativa in una società attraversata da trasformazioni tecnologiche, mutamenti demografici e nuove forme di disuguaglianza.
L’innovazione digitale, l’evoluzione delle professioni e la crescente complessità dei processi sociali richiedono infatti strumenti culturali adeguati per comprendere la realtà e partecipare consapevolmente alla vita pubblica.
Il tema riguarda soprattutto le persone adulte che, per ragioni economiche, familiari o sociali, hanno avuto minori opportunità di accesso all’istruzione.
Proprio queste fasce della popolazione rischiano di essere ulteriormente penalizzate dai cambiamenti in corso, alimentando distanze che incidono sulle possibilità occupazionali, sull’autonomia personale e sull’esercizio dei diritti di cittadinanza.
Nel documento programmatico degli Stati Generali viene richiamata la situazione italiana, caratterizzata da livelli di competenze degli adulti e di partecipazione alle attività formative inferiori, in diversi indicatori, alla media europea.
Una criticità evidenziata anche dalle rilevazioni dell’Ocse, che sottolineano l’importanza di rafforzare le competenze fondamentali e ampliare le opportunità di apprendimento.
L’analfabetismo funzionale, inteso come insufficiente padronanza degli strumenti necessari per comprendere e utilizzare efficacemente informazioni nella vita quotidiana, rappresenta una delle questioni più delicate.
Le sue conseguenze non si limitano alla sfera lavorativa, ma possono incidere sulla capacità di orientarsi nei servizi, interpretare le informazioni, utilizzare le tecnologie e partecipare ai processi democratici.
Da qui l’esigenza di riconoscere nell’apprendimento permanente una responsabilità collettiva, che coinvolga istituzioni pubbliche, sistema educativo, imprese e organizzazioni sociali.
Il percorso nazionale ha condotto alla predisposizione di un Manifesto degli Stati Generali dell’Apprendimento Permanente, elaborato attraverso sei cantieri tematici.
Il documento individua alcune priorità considerate fondamentali per trasformare i principi generali in interventi concreti.
Tra queste assumono particolare rilievo la costruzione di una governance collaborativa, la disponibilità di finanziamenti stabili e la centralità della persona che apprende.
La prima prospettiva richiama la necessità di superare la frammentazione delle iniziative, favorendo il coordinamento tra soggetti pubblici e privati.
La seconda riguarda l’importanza di garantire continuità alle politiche formative, evitando che l’accesso alle opportunità educative dipenda esclusivamente da progetti occasionali o risorse temporanee.
La terza pone al centro i bisogni, le aspirazioni e le condizioni concrete delle persone, riconoscendo la diversità dei percorsi individuali e la necessità di predisporre strumenti accessibili.
Proprio su questi principi si innesta la proposta avanzata dalle Piazze del Sapere per la provincia di Caserta.
L’associazione intende aderire al percorso nazionale e, contemporaneamente, favorire la nascita di una rete territoriale che possa tradurre le indicazioni del Manifesto in iniziative rivolte alla comunità.
Il primo incontro del 22 ottobre rappresenterà dunque un’occasione per condividere obiettivi, raccogliere disponibilità e avviare un confronto tra organizzazioni impegnate in ambiti differenti.
L’elenco delle realtà invitate testimonia l’ampiezza della proposta e la volontà di costruire un dialogo che attraversi molteplici settori della vita sociale.
Tra le associazioni coinvolte figurano Auser Caserta-Casagiove, Spi Cgil Caserta, Legambiente Caserta, Lipu provinciale, Italia Nostra Caserta, Cai Caserta, Fai Caserta, Agenda 21 per Carditello e Wwf Caserta.
Sono inoltre state invitate il Centro Studi Daniele, Cidis Onlus, la cooperativa Eva, il Centro Assco, il Comitato per Villa Giaquinto, Costituente per la Terra, Pianeta Cultura, Macrico Verde e Rain Arcigay Caserta, insieme alla libreria Mondadori Bookstore che ospiterà l’appuntamento.
Una pluralità di esperienze che comprende la tutela ambientale, la promozione culturale, l’impegno sociale, la valorizzazione del patrimonio, i diritti civili e le attività rivolte alle persone anziane.
L’incontro si propone di mettere in relazione queste competenze, riconoscendo nell’apprendimento un elemento comune alle diverse forme di partecipazione.
L’educazione ambientale, per esempio, contribuisce a sviluppare comportamenti consapevoli nella tutela del territorio, mentre le iniziative culturali favoriscono la conoscenza della storia e del patrimonio collettivo.
Analogamente, le attività sociali possono sostenere l’inclusione delle persone più fragili, promuovendo autonomia, capacità relazionali e accesso alle opportunità formative.
La presenza di organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti e nella cittadinanza attiva amplia ulteriormente il significato del progetto, collegando il sapere alla possibilità di partecipare responsabilmente alla vita comunitaria.
Per Caserta, la costituzione di un coordinamento provinciale potrebbe rappresentare un’occasione per valorizzare esperienze già presenti e favorire collaborazioni capaci di raggiungere fasce differenti della popolazione.
L’iniziativa si colloca inoltre in un contesto territoriale nel quale la disponibilità di luoghi di aggregazione culturale e di occasioni formative assume particolare importanza.
Biblioteche, librerie, associazioni, centri sociali e spazi pubblici possono infatti diventare presìdi di conoscenza diffusa, capaci di avvicinare le persone a percorsi educativi non necessariamente collegati a titoli di studio o qualifiche professionali.
La scelta della libreria Mondadori Bookstore quale sede dell’incontro assume, in questo senso, un valore simbolico: il libro e la lettura rappresentano strumenti privilegiati di crescita, ma il sapere si alimenta anche attraverso il confronto e la circolazione delle esperienze.
L’appuntamento nazionale del 30 ottobre a Roma offrirà un ulteriore momento di approfondimento.
L’evento sarà accessibile in presenza, fino a esaurimento dei posti disponibili, e online previa registrazione.
È prevista inoltre la trasmissione in streaming attraverso la pagina Facebook di Fierida, consentendo la partecipazione anche a quanti non potranno raggiungere fisicamente la sede universitaria.
Le informazioni sul progetto, sul Manifesto e sulle modalità di adesione sono disponibili attraverso il portale ufficiale degli Stati Generali dell’Apprendimento Permanente.
L’iniziativa romana intende segnare il passaggio dalla definizione delle priorità condivise all’individuazione di possibili linee di azione, favorendo la diffusione di reti territoriali e la collaborazione tra i soggetti interessati.
In questa prospettiva, il percorso avviato a Caserta assume il significato di una prima esperienza di mobilitazione locale, destinata a svilupparsi attraverso il contributo delle associazioni che sceglieranno di aderire.
L’obiettivo non è soltanto organizzare incontri o attività culturali, ma contribuire alla diffusione di una concezione dell’apprendimento come diritto permanente e strumento di emancipazione.
La possibilità di acquisire nuove competenze, approfondire conoscenze e partecipare a esperienze educative anche in età adulta rappresenta infatti una risorsa essenziale per affrontare i cambiamenti della società contemporanea.
La qualità della vita non dipende esclusivamente dalle condizioni economiche, ma anche dalle opportunità di comprendere, scegliere, esprimersi e costruire relazioni significative.
Un territorio capace di investire nella conoscenza rafforza il proprio patrimonio umano e favorisce la crescita di comunità più consapevoli.
La proposta delle Piazze del Sapere si inserisce proprio in questa visione, affidando alla collaborazione associativa il compito di promuovere un confronto destinato a proseguire oltre i singoli appuntamenti.
Il 22 ottobre, nella libreria di via Crispo, prenderà dunque forma un primo momento di dialogo provinciale; otto giorni dopo, a Roma, gli Stati Generali offriranno una cornice nazionale alle medesime aspirazioni.
Due appuntamenti collegati da un principio fondamentale: l’educazione non rappresenta una stagione della vita, ma una possibilità che deve accompagnare ogni individuo nel proprio percorso personale e sociale.
Rendere effettivo questo diritto significa costruire una comunità nella quale nessuno venga considerato troppo adulto per imparare, troppo distante per partecipare o privo delle risorse necessarie per continuare a crescere.
La conoscenza, quando diventa patrimonio condiviso, non arricchisce soltanto chi la acquisisce, ma contribuisce a rendere più libera, solidale e consapevole l’intera società.

