Caserta, il sondaggio Noto fotografa una città sfiduciata: Iannotti lancia la candidatura «oltre i partiti»

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– Presentata all’Auditorium provinciale di via Ceccano l’indagine commissionata dal candidato sindaco Gennaro Iannotti e realizzata su un campione di duemila cittadini. Qualità della vita e servizi raccolgono valutazioni prevalentemente insufficienti, con l’eccezione della connessione digitale. Tra le priorità indicate mobilità, sicurezza, politiche giovanili e verde pubblico

– Il dato generazionale è tra quelli destinati ad alimentare maggiormente il dibattito: il 28 per cento degli intervistati under 34 dichiara di voler lasciare Caserta. Gennaro Iannotti: «Il quadro che emerge è quello di una città depressa, che non vede futuro nell’immediato». Sulla corsa a sindaco: «Parlerò con i miei avversari quando ci saranno, non sono abituato a parlare con le ombre»

Caserta (Redazione) – Più che una fotografia rassicurante, quella restituita dal sondaggio presentato all’Auditorium provinciale di via Ceccano appare come il ritratto di una città che guarda a se stessa con una diffusa insoddisfazione e, soprattutto tra i più giovani, con una preoccupante difficoltà nell’immaginare il proprio futuro dentro i suoi confini.

È questo il quadro emerso dall’indagine dell’istituto demoscopico di Antonio Noto, commissionata dal candidato a sindaco Gennaro Iannotti nell’ambito del percorso avviato in vista delle prossime elezioni amministrative di Caserta. La natura della committenza rappresenta naturalmente un elemento da considerare nella lettura politica dell’iniziativa, mentre i risultati del sondaggio costituiscono la base sulla quale Iannotti intende sviluppare la propria proposta per la città. L’indagine e la sua presentazione del 28 settembre erano state annunciate nei giorni precedenti come momento di ascolto delle percezioni e delle aspettative dei cittadini.

Il campione preso in esame è composto da duemila cittadini.

E le indicazioni emerse, secondo i dati illustrati nel corso dell’incontro, consegnano valutazioni prevalentemente negative sulla qualità della vita.

I servizi cittadini vengono giudicati insufficienti, con una sola eccezione: la connessione digitale.

Ma è soprattutto il rapporto tra Caserta e le nuove generazioni a offrire uno dei dati politicamente e socialmente più significativi dell’intera rilevazione.

Il 28 per cento degli under 34 coinvolti nell’indagine dichiara infatti di voler lasciare la città.

Un numero che pone al centro non soltanto il tema delle opportunità professionali, ma quello più ampio della capacità di Caserta di trattenere giovani, competenze ed energie.

Già alla vigilia dell’appuntamento Gennaro Iannotti aveva indicato nello «scollamento intergenerazionale» e nella propensione dei giovani ad andare via due questioni sulle quali concentrare l’attenzione.

Dalle risposte raccolte emergono anche le priorità che gli intervistati chiedono di affrontare alla futura amministrazione comunale.

Mobilità, sicurezza, politiche rivolte ai giovani e verde pubblico figurano tra le questioni maggiormente avvertite.

Una gerarchia dei problemi che restituisce l’immagine di una domanda rivolta contemporaneamente alla qualità materiale della città e alla sua capacità di offrire prospettive.

È su questa lettura che Gennaro Iannotti costruisce il proprio messaggio politico.

«Il quadro che emerge è quello di una città depressa, che non vede futuro nell’immediato e che va risollevata con l’ottimismo», ha dichiarato il candidato sindaco durante la presentazione.

Alla diagnosi Iannotti contrappone quella che definisce una proposta fondata su «ottimismo, serietà, competenza, affidabilità» e sul recupero del senso di appartenenza alla comunità casertana.

Parallelamente, il candidato, nell’incontro con la nutrita platea moderato dal giornalista de “Il Mattino’ Nando Santonastaso, rivendica una collocazione che definisce «oltre i partiti».

Una formula destinata inevitabilmente a entrare nel confronto politico che accompagnerà Caserta verso le amministrative, soprattutto quando il quadro delle coalizioni e delle candidature concorrenti sarà definitivamente delineato.

E proprio sui possibili avversari Iannotti ha scelto, almeno per il momento, di non entrare nel merito.

«Parlerò con i miei avversari quando ci saranno, non sono abituato a parlare con le ombre», ha dichiarato rispondendo ai giornalisti.

Il candidato ha aggiunto di non voler intervenire né sui singoli possibili concorrenti né sulle «curvature» che starebbero assumendo le due coalizioni.

Nel confronto con la stampa è entrata anche una delle questioni più delicate che attendono la futura amministrazione: la situazione finanziaria del Comune.

Il riferimento è alla massa passiva indicata nell’ordine di circa 250 milioni di euro.

Gennaro Iannotti ha spiegato di avere affidato a un gruppo di lavoro l’approfondimento dei numeri e della situazione finanziaria dell’ente.

«I numeri non mi hanno mai spaventato», ha affermato, collegando ancora una volta la propria impostazione alla fiducia nella possibilità di affrontare una condizione complessa.

Il sondaggio diventa così il primo terreno quantitativo sul quale Iannotti prova a costruire il proprio percorso verso Palazzo Castropignano.

Ma i numeri, proprio perché utilizzati all’interno di una competizione politica, saranno inevitabilmente sottoposti al confronto pubblico: metodologia, formulazione delle domande, composizione del campione e articolazione completa delle risposte rappresentano elementi utili per valutarne compiutamente il significato.

Rimane, al di là delle interpretazioni politiche, un dato che merita attenzione: una parte consistente dei cittadini interpellati manifesta insoddisfazione verso la qualità della vita e i servizi, mentre più di un giovane under 34 su quattro tra quelli coinvolti nell’indagine dichiara di immaginare il proprio futuro lontano da Caserta.

Su questo terreno la prossima campagna elettorale sarà chiamata a misurarsi maggiormente.

Non soltanto stabilire chi governerà Caserta, ma spiegare attraverso quali proposte concrete una città percepita da molti dei suoi stessi abitanti come priva di prospettive possa tornare a essere un luogo nel quale scegliere di restare.

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