– Quattro le tappe in Terra di Lavoro della quinta edizione regionale dell’iniziativa promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane: ingresso gratuito negli archivi e nei luoghi della cultura. A Palazzo Paternò debutta «Sette note dal baule», con documenti, fotografie e testimonianze dell’opera e dei teatri dal Settecento ai giorni nostri
– A Capua si aprirà l’archivio storico di Palazzo Lanza, mentre l’Archivio di Stato di Caserta accompagnerà il pubblico alla scoperta dei propri fondi nella sede del Palazzo Reale. A Santa Maria Capua Vetere visite all’archivio storico, alle scuderie e al Museo delle Carrozze del Centro Regionale di Incremento Ippico
Caserta (Redazione) – La memoria non abita soltanto nei grandi libri di storia. Talvolta sopravvive in una lettera privata, nella firma di un compositore, in una fotografia dedicata, nel bozzetto di un costume teatrale o tra le pagine ingiallite di un archivio familiare. Sabato 3 ottobre una parte preziosa di questo patrimonio tornerà visibile con la quinta edizione regionale di «Carte in Dimora. Archivi e Biblioteche: storie tra passato e futuro».
L’iniziativa è promossa dall’Adsi Ets, Associazione Dimore Storiche Italiane, e coinvolgerà dodici sedi in Campania, da Ascea a San Lorenzo Maggiore. L’ingresso sarà gratuito.
A livello nazionale saranno oltre 110 gli archivi e le biblioteche storiche coinvolti. Accanto alle dimore private parteciperanno musei e istituzioni che conservano raccolte documentarie, offrendo al pubblico l’opportunità di entrare in contatto con carteggi, manoscritti, libri e testimonianze attraverso le quali ricostruire vicende familiari e, insieme, la storia delle comunità e dei territori.
Particolarmente articolato il programma in provincia di Caserta, dove saranno quattro le aperture.
A Palazzo Lanza, a Capua, sarà possibile visitare l’archivio storico dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30.
L’Archivio di Stato di Caserta, nella sede del Palazzo Reale, proporrà invece due appuntamenti, alle 10 e alle 12, conducendo i visitatori alla scoperta dei propri fondi documentari.
Uno degli appuntamenti di maggiore interesse sarà ospitato nel cuore di Caserta, a Palazzo Paternò, in via San Carlo.
Qui «Sette note dal baule» porterà per la prima volta all’attenzione del pubblico una parte dell’archivio-collezione privato di Mariano Delle Rose, attraverso documenti dedicati al mondo dell’opera e del teatro dalla fine del Settecento fino alla contemporaneità.
L’apertura è prevista dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 20.30, mentre alle 18.30 si terrà un convegno dedicato alla collezione.
A raccontarne la straordinaria consistenza è il curatore Aldo Antonio Cobianchi.
«Si potranno ammirare autografi, fotografie, accessori di scena, bozzetti di costumi e disegni di scenografie, locandine, lettere e biglietti di compositori e cantanti», spiega Aldo Antonio Cobianchi.
Un patrimonio che attraversa oltre due secoli di storia dello spettacolo: più di tremila fotografie, molte delle quali corredate da dediche personali, da Caruso alla Callas; circa 500 documenti riconducibili, tra gli altri, a Spontini, Rossini e Mascagni; bozzetti di costumi, gioielli di scena, oltre duemila cd e dvd e circa mille vinili dedicati all’opera lirica.
La quarta tappa casertana condurrà a Santa Maria Capua Vetere, all’interno del Centro Regionale di Incremento Ippico.
Tre i turni di visita, fissati alle 10, alle 11 e alle 12, per un itinerario che unirà l’archivio storico alle scuderie e al Museo delle Carrozze.
«Aprire le porte del Centro significa offrire ai visitatori un’esperienza unica, che intreccia la memoria documentale all’eredità culturale e storica del nostro territorio», sottolinea la direttrice Agnese Rinaldi.
Attraverso il percorso, aggiunge Agnese Rinaldi, sarà possibile comprendere come la conservazione delle testimonianze storiche consenta di ricostruire «la nascita e l’evoluzione delle razze autoctone campane» e, allo stesso tempo, contribuisca all’individuazione di nuove prospettive di sviluppo.
Ma la geografia di «Carte in Dimora» attraverserà l’intera Campania.
Nel Sannio, Palazzo Mazzacca a San Lorenzo Maggiore proporrà alle 15.30 una visita alla dimora e a una parte del suo archivio. A Candida, in provincia di Avellino, Tenute Casoli – Palazzo Iorio aprirà invece il proprio archivio con una visita guidata alle 11.
Ricco anche il percorso napoletano.
Nel Conservatorio della Solitaria, nella Chiesa di Santa Caterina da Siena, è prevista alle 10.30 una visita guidata riservata a un massimo di 25 persone.
Fondato nel 1589 per accogliere ed educare le orfane dei militari spagnoli presenti a Napoli, il Conservatorio custodisce un archivio che documenta oltre quattro secoli di storia dell’istituzione e delle cosiddette «figlie della Casa».
Il patrimonio, riordinato e inventariato dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania, comprende 523 unità archivistiche distribuite tra le sezioni «Conservatorio» e «Conservatorio del Novecento».
Il Museo Civico Gaetano Filangieri sarà invece liberamente visitabile, senza prenotazione, dalle 9.30 alle 18.30. A Palazzo Diomede Carafa, sede della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania, gli appuntamenti delle 9.30, 10.30 e 11.30 comprenderanno il piano nobile, il cortile e il Salone delle Feste.
Il viaggio proseguirà a Vico Equense, dove Astapiana Villa Giusso proporrà visite guidate agli archivi e al museo alle 10, alle 11 e alle 12, e a Gragnano, con il Museo della Pasta Cuomo aperto dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30.
Ad Ascea, infine, Palazzo Ricci schiuderà le proprie carte di famiglia: un epistolario nel quale le vicende private si intrecciano con avvenimenti della storia. Le visite per piccoli gruppi saranno possibili dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.30.
La manifestazione gode del patrocinio del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo, della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco e dell’Anci e si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione della memoria documentale italiana.
«Un archivio non custodisce soltanto la storia di una famiglia: nelle sue carte si ritrovano il lavoro, le relazioni e i cambiamenti di un’intera comunità», osserva l’architetto Nicola Tartaglione, presidente regionale dell’Associazione Dimore Storiche Italiane.
Per Nicola Tartaglione, aprire questi luoghi significa condividere un patrimonio capace di aiutare a comprendere i territori campani e, soprattutto, di trasmetterne la memoria alle nuove generazioni. «Carte in Dimora», sottolinea, richiama inoltre l’attenzione sul lavoro indispensabile per conservare documenti e biblioteche, studiarli e renderli accessibili.
Fondata nel 1977, l’Associazione Dimore Storiche Italiane è un ente senza fini di lucro che riunisce i titolari di dimore storiche del Paese. Conta circa cinquemila soci in Italia e poco meno di trecento nelle cinque province campane, perseguendo la tutela e la valorizzazione di immobili e raccolte di interesse storico e artistico.
Il fine settimana dedicato alla memoria proseguirà domenica 4 ottobre con «Domenica di Carta», iniziativa nazionale promossa dal Ministero della Cultura che prevede l’apertura al pubblico degli Archivi di Stato e delle Biblioteche pubbliche.
Due giornate unite da una medesima idea: sottrarre gli archivi al silenzio degli scaffali per restituire le loro carte alla comunità. Perché conservare il passato non significa custodirlo lontano dagli occhi, ma permettere alle generazioni di oggi di riconoscere, tra quelle pagine, una parte della propria storia.

