– Venerdì 25 settembre l’Università Vanvitelli rinnova l’appuntamento con il progetto S.T.R.E.E.T.S.: dal Museo Dinamico della Tecnologia ai poli scientifico, medico e umanistico, laboratori e incontri avvicineranno cittadini e mondo della ricerca
– Dalla Programma 101 all’intelligenza artificiale, passando per storia del calcolo ed etica del lavoro. In primo piano il lungo impegno di Mauro Nemesio Rossi, tra gli ideatori e artefici del Museo e da anni custode e promotore della memoria olivettiana
Caserta (Redazione) – Il futuro possiede radici più profonde di quanto suggerisca la velocità della tecnologia. Talvolta basta osservare una vecchia macchina da scrivere, il meccanismo di un calcolatore o uno dei primi personal computer per comprendere che ogni rivoluzione nasce da un’altra rivoluzione. Sarà proprio questo dialogo tra memoria e innovazione uno dei fili conduttori della Notte Europea dei Ricercatori 2026, in programma venerdì 25 settembre, con la partecipazione dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.
L’Ateneo rinnova la propria partecipazione nell’ambito del progetto integrato S.T.R.E.E.T.S. – Science, Technology and Research for Ethical Engagement Translated in Society, iniziativa sostenuta dalla Commissione Europea e concepita per ridurre la distanza fra cittadini e mondo della ricerca scientifica.
Il programma casertano avrà quest’anno un luogo di particolare fascino e valore storico: Villa Vitrone, sede del Polo Culturale della Provincia, che ospita il Museo Dinamico della Tecnologia “Adriano Olivetti”.
Edificata alla fine dell’Ottocento dal facoltoso costruttore Giuseppe Vitrone, al suo ritorno dal Brasile, la villa costituisce un pregevole esempio di architettura eclettica. Dal 2014, grazie alla sinergia con gli atenei regionali, fra i quali la Vanvitelli, i suoi ambienti accolgono una collezione permanente che celebra una delle pagine più significative dell’epopea industriale di Terra di Lavoro.
Il Museo Olivetti non è una semplice esposizione statica. Custodisce macchine da scrivere, calcolatori meccanici ed elettronici e testimonianze di una stagione nella quale il Casertano, grazie soprattutto alla presenza dello stabilimento Olivetti di Marcianise, venne soprannominato la “Brianza del Sud”.
Tra i pezzi di maggiore interesse figura la celebre Programma 101, considerata uno dei primi personal computer al mondo, completamente restaurata, funzionante e interattiva. Una macchina che oggi assume quasi il valore di un ponte: da una parte l’intuizione tecnologica del Novecento, dall’altra l’intelligenza artificiale e le architetture informatiche contemporanee.
A Villa Vitrone la Notte dei Ricercatori si svilupperà dalle 17.30 alle 22.30. Alle 17.30 è prevista la cerimonia di apertura, con i saluti istituzionali delle autorità provinciali e dei delegati alla Terza Missione dell’Ateneo Vanvitelli.
Dalle 18 alle 22 sarà invece possibile seguire il percorso “L’Evoluzione del Calcolo”, con visite guidate curate dal Sistema Museale Terra di Lavoro. I ricercatori del Dipartimento di Ingegneria illustreranno il funzionamento dei sistemi Olivetti d’epoca, mettendoli a confronto con le moderne architetture hardware.
Alle 19.30 è previsto il talk “Dall’Informatica Umanistica all’I.A. Responsabile”, un confronto sulla visione sociale di Adriano Olivetti applicata alle nuove questioni etiche sollevate dall’intelligenza artificiale. Un accostamento che restituisce alla tecnologia la sua dimensione più autenticamente umana: non soltanto ciò che una macchina riesce a fare, ma il modo in cui l’innovazione modifica il lavoro, le relazioni e la società.
Nel percorso trova spazio Lelio Campanile, ricercatore e docente di Informatica dell’Università Vanvitelli. La sua attività scientifica riguarda l’intelligenza artificiale, i sistemi software e l’analisi dei dati, con particolare interesse per le applicazioni dell’AI negli ambiti scientifico e industriale. Alla ricerca affianca l’attività didattica e l’impegno nella comunità Python e nella diffusione della cultura del software open source.
La storia della Programma 101 conduce invece inevitabilmente a Gastone Garziera, informatico e progettista italiano, tra i componenti fondamentali del gruppo di ricerca e sviluppo che negli anni Sessanta ideò e realizzò la macchina Olivetti destinata a entrare nella storia dell’informatica. Una vicenda capace di ricordare come le grandi innovazioni non compaiano improvvisamente, ma siano il risultato di studio, intuizione, competenza e capacità di anticipare il proprio tempo.
Un ruolo particolarmente significativo nell’appuntamento, e soprattutto nella storia stessa del Museo, appartiene a Mauro Nemesio Rossi, tra gli ideatori e gli artefici del progetto e da anni impegnato nella sua cura, promozione e valorizzazione. Il suo rapporto con la cultura olivettiana non è soltanto quello dello studioso della memoria: Rossi ha conosciuto direttamente quell’esperienza industriale e ha contribuito nel tempo a trasformarne l’eredità in patrimonio da consegnare alle nuove generazioni.
Fu proprio Rossi, quale rappresentante del Centro Studi ed Alta Formazione Maestri del Lavoro d’Italia, a sottoscrivere nel 2014 con la Provincia di Caserta la convenzione dalla quale prese forma il Museo Dinamico della Tecnologia “Adriano Olivetti” negli ambienti di Villa Vitrone. Da allora il suo impegno ha accompagnato la crescita di una struttura pensata non come deposito di macchine del passato, ma come luogo vivo di divulgazione, formazione e memoria industriale.
Un percorso reso ancora più significativo dalla sua esperienza professionale maturata anche nell’universo Olivetti e nello stabilimento di Marcianise. Custodire quelle macchine significa, dunque, conservare una parte della storia produttiva e sociale di una provincia che in una stagione importante del secondo Novecento seppe misurarsi direttamente con l’innovazione.
Nella Notte Europea dei Ricercatori Rossi porterà inoltre una riflessione dal titolo “Dalla seta alle Spille d’Oro: San Leucio e Olivetti, la dignità del lavoro e la cultura della comunità”. Un ideale incontro fra due esperienze lontane nel tempo, ma accomunate da una concezione del lavoro che supera la semplice produzione e interroga il rapporto fra impresa, dignità della persona e comunità.
Il programma contempla anche la partecipazione di Talenti srl con Adele Pezone, attraverso una riflessione dedicata alla valorizzazione del capitale umano, ai percorsi professionali e alle trasformazioni contemporanee del mercato del lavoro.
La manifestazione, tuttavia, non resterà confinata a Villa Vitrone. Il Polo Scientifico di Caserta sarà attivo dalle 18 alle 23 con laboratori aperti di chimica e fisica, esperimenti in tempo reale dedicati alle energie rinnovabili, ai nuovi materiali ecosostenibili e al monitoraggio ambientale. Sono previste anche osservazioni astronomiche attraverso postazioni con telescopi gestite dal Dipartimento di Matematica e Fisica.
Un ruolo sarà riservato agli studenti dell’ITI “F. Giordani” di Caserta, indirizzo Chimica, Materiali e Biotecnologie, impegnati in attività di laboratorio e sperimentazione. Un ponte fra scuola superiore, università e ricerca che consentirà ai ragazzi di misurarsi con apparecchiature, metodologie scientifiche e competenze destinate tanto alla prosecuzione degli studi quanto al mondo del lavoro.
Il Polo Medico, nelle sedi di Caserta e Napoli, sarà invece coinvolto dalle 16 alle 21. Al centro degli incontri medicina di precisione, biotecnologie, prevenzione e corretti stili di vita, con momenti interattivi e dimostrazioni pratiche.
Dalle 17 alle 22 toccherà invece al Polo Umanistico e di Architettura, dove l’innovazione incontrerà il patrimonio culturale attraverso la digitalizzazione tridimensionale dei beni archeologici, le ricostruzioni virtuali di siti della Campania e approfondimenti dedicati alla psicologia dell’architettura e al rapporto tra persone e spazi urbani.
L’accesso alle diverse sedi della manifestazione sarà gratuito. Considerata, tuttavia, la capienza limitata degli spazi storici di Villa Vitrone e di alcuni laboratori scientifici a numero chiuso, è fortemente raccomandata la prenotazione anticipata attraverso i canali ufficiali della Terza Missione dell’Ateneo Vanvitelli o la piattaforma condivisa del progetto S.T.R.E.E.T.S.
Sarà dunque una notte nella quale Caserta proverà a guardare contemporaneamente in due direzioni: verso ciò che l’ingegno seppe costruire e verso ciò che la ricerca sta ancora immaginando. E Villa Vitrone rappresenterà forse il luogo più emblematico di questo incontro, perché accanto alle macchine conservate e raccontate per anni da Mauro Nemesio Rossi prenderanno forma le domande sull’intelligenza artificiale e sul futuro della tecnologia.
Davanti a una Programma 101, mentre si discute di algoritmi e nuovi linguaggi, una verità diventa quasi evidente: il futuro non nasce cancellando ciò che è stato. Nasce quando qualcuno ha avuto la cura di conservarne la memoria e l’intelligenza di consegnarla a chi verrà dopo.

