– Il candidato sindaco presenta le prime proposte emerse dal cantiere programmatico all’Hotel dei Cavalieri. Al centro del confronto la necessità di superare il Piano regolatore del 1987, ritenuto sovradimensionato rispetto alla popolazione cittadina, e di costruire una pianificazione urbanistica partecipata
– «Caserta registra 64 notti tropicali, servono risposte concrete». Tra le iniziative annunciate anche un albero per ogni nuovo nato, maggiore tutela del patrimonio verde e una figura di garanzia per i cittadini. Al dibattito docenti universitari, professionisti e associazioni ambientaliste. A metà novembre il prossimo incontro sulla mobilità
Caserta (Nota Stampa) – Ripensare il futuro urbanistico di Caserta attraverso una nuova pianificazione territoriale, affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici e restituire ai cittadini un ruolo nelle scelte che riguardano la città. Sono le priorità emerse questa mattina, sabato 31 ottobre 2026, dal primo cantiere programmatico sulla rigenerazione urbana promosso dal candidato sindaco, avvocato Genny Iannotti, presso l’Hotel dei Cavalieri di piazza Vanvitelli.
Tra le proposte presentate figurano l’adozione di un Piano clima e l’istituzione di un garante per l’urbanistica, concepito come punto di riferimento per i cittadini alle prese con controversie e problematiche amministrative.
«Caserta è la città con il maggior numero di notti tropicali tra i capoluoghi della Campania, ben 64», ha dichiarato Iannotti, richiamando le conseguenze che le temperature elevate possono determinare sulla salute pubblica e sul patrimonio vegetale.
Il candidato ha inoltre annunciato l’intenzione, in caso di elezione, di dare piena applicazione alla normativa nazionale che prevede la piantumazione di un albero per ogni nuovo nato, secondo le disposizioni vigenti.
Particolare attenzione è stata riservata alla proposta di istituire un garante per l’urbanistica, figura che, nelle intenzioni di Iannotti, dovrebbe favorire il dialogo tra amministrazione e cittadini, contribuendo a prevenire controversie e ricorsi amministrativi.
Ma il tema centrale dell’incontro è stato soprattutto il futuro Piano urbanistico comunale.
«Fondamentale per Caserta sarà l’approvazione del Puc», ha sottolineato Iannotti, ricordando come il capoluogo continui a fare riferimento al Piano regolatore generale adottato nel 1987, firmato dal professor Corrado Beguinot.
Secondo il candidato, quello strumento risultava già sovradimensionato rispetto alla realtà demografica cittadina.
A sostegno della propria ricostruzione, Iannotti ha richiamato un articolo pubblicato nel 1990 sulla rivista Frammenti, nel quale l’allora segretario della Dc Lello Menditto evidenziava uno scostamento tra le previsioni urbanistiche e la popolazione effettiva.
«Da quasi quarant’anni il capoluogo continua a fare riferimento per la sua pianificazione a uno strumento non tarato sui reali numeri di Caserta già quando è nato», ha osservato.
La mattinata si è aperta con gli interventi di Pierluigi De Felice, docente dell’Università di Salerno, che ha richiamato la progressiva scomparsa delle aree verdi periferiche, individuando nella Reggia e nel Macrico due importanti polmoni cittadini.
Il professore Antonino Testa, dell’Università Vanvitelli, ha approfondito l’importanza della pianificazione climatica, mentre l’architetto Beniamino Servino si è soffermato sulle caratteristiche dello sviluppo orizzontale di Caserta.
Al confronto hanno partecipato rappresentanti degli ordini professionali e delle associazioni, tra cui Lello Lauria del Wwf, Gianfranco Tozza di Legambiente, Giuseppe Altieri dell’Altra Italia Ambiente e Luigi Vitelli, presidente dell’Ordine degli Ingegneri.
La seconda parte dell’incontro è stata dedicata alle domande dei partecipanti e al confronto sulle proposte emerse.
Il percorso programmatico proseguirà a metà novembre con un nuovo appuntamento dedicato alla mobilità, considerata strettamente connessa alla pianificazione urbanistica.
La sfida indicata da Iannotti sarà ora trasformare le sollecitazioni del confronto in proposte verificabili e sostenibili. Per Caserta, il dibattito sul futuro della città passa inevitabilmente dalla capacità di coniugare tutela ambientale, pianificazione e qualità della vita.
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