Caserta, Marinella Sorrentino presenta «La nostra imperfetta umanità»: «Ognuno di noi contiene le proprie fragilità»

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– Alla libreria Giunti al Punto, la presentazione del romanzo edito da Guida, che conclude una trilogia dedicata all’emancipazione femminile. Un confronto sulle fragilità umane, sui condizionamenti familiari e sulla libertà delle donne, con la partecipazione della dirigente scolastica Antonella Serpico e degli studenti dell’Istituto Giordani

– Nell’intervista esclusiva, la scrittrice racconta il significato dell’opera e il coraggio necessario per ritrovare sé stessi. Poi la riflessione sulle discriminazioni, sulla maternità e sulle nuove generazioni: «Voglio lasciare ai lettori delle domande. Il mio romanzo vuole lanciare un messaggio di speranza»

Caserta (Carlo Pascarella) – Le imperfezioni non rappresentano necessariamente un limite, ma possono diventare il punto di partenza per riconoscere la propria identità e conquistare la libertà di scegliere. È il messaggio emerso mercoledì 28 ottobre 2026 alla libreria Giunti al Punto di piazza Matteotti, durante la presentazione di «La nostra imperfetta umanità», il romanzo della scrittrice Marinella Sorrentino, pubblicato da Guida Editori nell’aprile scorso.

La serata ha posto al centro il rapporto tra letteratura, emancipazione femminile e condizionamenti sociali. Tra le protagoniste del confronto, la dirigente scolastica dell’Istituto Francesco Giordani di Caserta, Antonella Serpico, la counselor Ida Roccasalva e la psicologa Carla Iuliano, di Spazio Donna. L’iniziativa ha coinvolto anche gli studenti del Giordani, ai quali sono state affidate letture tratte dall’opera.

Protagonista del romanzo è Alice Salemi, una donna il cui percorso si sviluppa tra Napoli e Londra, attraverso relazioni complesse, segreti familiari e scelte difficili.

Nell’intervista rilasciata alla nostra testata, Sorrentino chiarisce il significato più profondo del titolo.

«Alice è un espediente letterario per mostrare tante figure imperfette, uomini e donne, perché ognuno di noi contiene le proprie fragilità. Il libro si intitola La nostra imperfetta umanità, non La loro imperfetta umanità».

La vicenda diventa così un racconto corale, nel quale le contraddizioni dei personaggi incidono sulle decisioni della protagonista.

«Alice incontra tanti personaggi imperfetti che influenzeranno il suo percorso e le sue scelte. Ma ne uscirà vincente, perché avrà il coraggio di compiere scelte difficili, anche di forte rottura, per potersi ritrovare».

Nata a Napoli nel 1968 e residente a Portici, la scrittrice è anche editor e promotrice di iniziative culturali. La sua produzione comprende «Clementina. Una donna del Novecento a Napoli», pubblicato nel 2023 e ispirato alla storia della nonna materna, e «Anna. L’arte dello stare accanto», del 2025.

«Avevo già scritto due romanzi sul percorso di emancipazione delle donne dall’inizio del Novecento. Con questo volevo chiudere una sorta di trilogia, affrontando il periodo dagli anni Ottanta fino ai nostri giorni», spiega.

Una scelta che nasce anche dall’osservazione diretta delle trasformazioni sociali.

«Gli anni Ottanta li ho vissuti durante la mia adolescenza. Ho visto le discriminazioni che subivamo ancora noi donne, in diversi ambiti: scolastico, familiare e lavorativo».

Particolarmente incisiva la risposta alla domanda su quale consapevolezza desideri lasciare ai lettori.

«Voglio lasciare delle domande, non soltanto agli uomini, ma anche alle donne. Abbiamo bisogno di sradicare un patriarcato che abbiamo interiorizzato».

Secondo Sorrentino, persistono sensi di colpa e aspettative sociali che continuano ad attribuire responsabilità differenti a uomini e donne.

«Ancora oggi si tende a pensare che alcune cose siano dovute soltanto dalle donne. Tra queste incide tanto la maternità, che trovo meravigliosa e che gli uomini dovrebbero imparare a condividere».

Lo sguardo si rivolge infine alle nuove generazioni. L’autrice riconosce alcuni segnali positivi, ma esprime preoccupazione per il ritorno di atteggiamenti discriminatori tra i più giovani.

«Oggi stiamo facendo un po’ dei passi indietro. Questo mi fa male. Però sono sempre positiva: anche il mio romanzo vuole lanciare un messaggio di speranza».

Un messaggio che ha accompagnato l’incontro casertano, confermando il valore della letteratura come occasione di riflessione e confronto.

La libertà, come suggerisce Marinella Sorrentino, non consiste nel diventare persone perfette, ma nel trovare il coraggio di essere sé stessi, anche quando questo significa mettere in discussione le convenzioni e le certezze del passato.