– Dopo la manifestazione e l’incontro in Prefettura, nuovi sviluppi sulla vicenda dell’istituto: avviata la consultazione della documentazione tecnica, mentre restano da chiarire alcuni aspetti relativi al sopralluogo dei Vigili del Fuoco e alle condizioni strutturali dell’edificio
– Il Comitato accoglie con interesse i contatti annunciati dalla Provincia con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e la Regione Campania per un progetto di recupero della sede di via Settembrini. La mobilitazione proseguirà per garantire laboratori, palestre, trasporti e unità della comunità scolastica
Caserta (Redazione) – Una scuola non è soltanto un edificio nel quale si impartiscono lezioni, ma un patrimonio di relazioni, conoscenze e appartenenza che attraversa le generazioni e contribuisce a definire l’identità di una città. È intorno a questa consapevolezza che continua a svilupparsi la mobilitazione per il futuro dell’Istituto Mattei-Ferraris di Caserta, al centro di un confronto istituzionale che, dopo la partecipata manifestazione della scorsa settimana, registra nuovi sviluppi sul versante della trasparenza amministrativa e delle prospettive di recupero della storica sede di via Settembrini.
A fare il punto sulla situazione è il Comitato “Mattei-Ferraris”, che attraverso un comunicato stampa diffuso mercoledì 14 ottobre 2026 ha illustrato gli esiti dell’interlocuzione con la Provincia di Caserta, soffermandosi sulla documentazione tecnica richiesta, sugli impegni assunti dall’ente e sulle iniziative che continueranno a caratterizzare la mobilitazione della comunità scolastica.
Un passaggio significativo riguarda l’accesso agli atti, formalizzato dalla Provincia nella mattinata di lunedì 12 ottobre, presso la sede istituzionale dell’amministrazione provinciale.
Secondo quanto riferito dal Comitato, dopo il superamento di alcune osservazioni di carattere formale, l’ente avrebbe confermato la volontà di assicurare la massima trasparenza sulla vicenda, in continuità con quanto già manifestato durante l’incontro svoltosi in Prefettura al termine del corteo di giovedì scorso.
La Provincia ha garantito la possibilità di scaricare e consultare i documenti disponibili sul proprio sito istituzionale, provvedendo anche a trasmetterli attraverso la posta elettronica per superare eventuali difficoltà di reperimento.
Una parte della documentazione, precisa il Comitato, è già pervenuta ai rappresentanti della comunità scolastica, segnando un primo avanzamento nel percorso di conoscenza degli atti amministrativi e tecnici che hanno accompagnato la vicenda dell’istituto.
Più articolata appare invece la questione relativa ai documenti predisposti da soggetti esterni all’amministrazione provinciale.
Tra questi figurano il verbale dei Vigili del Fuoco, la perizia elaborata dalla Facoltà di Ingegneria, i tabulati di calcolo, le prove tecniche e le successive relazioni riguardanti le condizioni dell’edificio.
Per tali materiali, secondo quanto comunicato, la Provincia avrebbe espresso disponibilità a consentire la consultazione una volta acquisito dagli autori il consenso di massima alla divulgazione.
Un aspetto che il Comitato considera particolarmente importante, poiché la conoscenza completa delle valutazioni tecniche costituisce un elemento essenziale per comprendere le ragioni delle decisioni adottate e le possibili prospettive di intervento sul complesso scolastico.
Restano, tuttavia, alcuni interrogativi che richiedono ulteriori approfondimenti.
Tra le questioni evidenziate figura il sopralluogo dei Vigili del Fuoco, che sarebbe stato effettuato tra settembre e ottobre del 2025.
Stando a quanto riferito dal Comitato, allo stato attuale non sarebbero emerse tracce documentali relative a tale accesso, nonostante il dirigente del Settore Edilizia della Provincia abbia segnalato di aver ricevuto, in quella circostanza, una comunicazione telefonica riguardante il cattivo stato dei pilastri situati nel seminterrato del plesso di via Settembrini.
Una circostanza sulla quale appare necessario acquisire elementi documentali più precisi, anche per ricostruire la successione degli accertamenti tecnici e delle valutazioni effettuate sulle condizioni strutturali dell’immobile.
Successivamente al sopralluogo, secondo la ricostruzione contenuta nel comunicato, sarebbe intervenuta una delegazione della Facoltà di Ingegneria di Aversa, incaricata di esaminare i tre corpi che compongono il complesso scolastico.
La possibilità di consultare integralmente gli elaborati prodotti dai tecnici rappresenta pertanto uno dei passaggi ancora attesi dalla comunità scolastica.
L’obiettivo dichiarato non è soltanto quello di conoscere la documentazione esistente, ma di comprendere attraverso quali valutazioni sia stato delineato il futuro di una struttura che occupa un posto significativo nella storia dell’istruzione cittadina.
Accanto al tema della trasparenza, il Comitato richiama l’attenzione sulle prospettive di recupero della sede storica.
Nel corso dell’incontro in Prefettura, la Provincia avrebbe comunicato l’avvio di contatti con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con la Regione Campania, finalizzati a individuare un progetto suscettibile di finanziamento per il recupero dell’istituto.
Una prospettiva accolta con interesse dai rappresentanti della comunità scolastica, soprattutto perché orientata a preservare la presenza del Mattei-Ferraris nella sua tradizionale collocazione di via Settembrini, nel centro cittadino.
L’eventuale definizione di un progetto di recupero costituirebbe un passaggio di particolare rilevanza, ma richiederà ulteriori verifiche in merito alla fattibilità tecnica, alle risorse disponibili e ai tempi necessari per la sua realizzazione.
Il Comitato ribadisce, infatti, la volontà di scongiurare la dismissione della sede storica e di assicurare che l’istituto possa tornare a svolgere pienamente la propria funzione educativa, mantenendo tutti gli attuali indirizzi di studio.
Una posizione che nasce dalla convinzione che la scuola pubblica rappresenti un presidio fondamentale di inclusione, legalità e solidarietà, la cui presenza nel cuore della città possiede un valore che supera la dimensione strettamente edilizia.
La manifestazione della scorsa settimana, culminata nell’incontro istituzionale in Prefettura, ha rappresentato in questa prospettiva un momento di partecipazione collettiva, attraverso il quale la comunità scolastica ha chiesto risposte concrete sia per le esigenze immediate sia per il futuro dell’istituto.
Il percorso, tuttavia, non può considerarsi concluso.
Il Comitato ha annunciato che proseguirà la mobilitazione attraverso le modalità ritenute più opportune, mantenendo alta l’attenzione sul rispetto degli impegni assunti dalle istituzioni.
Le priorità riguardano innanzitutto le condizioni necessarie per assicurare l’effettivo esercizio del diritto allo studio.
Tra le questioni indicate figurano la disponibilità dei laboratori, l’utilizzo delle palestre, l’adeguatezza delle linee e dei servizi, l’organizzazione dei trasporti e il contenimento della frammentazione della comunità scolastica.
Esigenze che assumono particolare importanza nella quotidianità degli studenti, delle famiglie, dei docenti e del personale, chiamati a confrontarsi con le conseguenze organizzative della situazione dell’istituto.
La distribuzione delle attività didattiche e la necessità di garantire ambienti adeguati alle differenti discipline rappresentano infatti aspetti che incidono direttamente sulla qualità dell’offerta formativa.
Particolarmente delicata è la questione dei laboratori, strumenti indispensabili per un percorso scolastico nel quale la formazione teorica deve necessariamente accompagnarsi all’esperienza pratica.
Analoga attenzione viene riservata alle palestre, ai collegamenti e ai servizi di trasporto, elementi che contribuiscono a rendere concretamente accessibile la frequenza scolastica.
Il Comitato insiste inoltre sulla necessità di preservare, per quanto possibile, l’unità della comunità educativa, evitando che la frammentazione delle sedi possa compromettere il senso di appartenenza e la continuità delle relazioni scolastiche.
Sono richieste che si affiancano all’obiettivo strategico del recupero dell’edificio di via Settembrini, delineando una mobilitazione articolata su due differenti orizzonti temporali.
Da una parte le risposte immediate, necessarie a garantire condizioni di studio adeguate; dall’altra la costruzione di un percorso istituzionale e finanziario capace di restituire alla città un complesso scolastico di riconosciuto valore.
Il confronto con la Provincia, secondo quanto emerge dal comunicato, registra dunque segnali di disponibilità, ma lascia ancora aperti alcuni passaggi fondamentali.
La piena conoscenza della documentazione tecnica, la ricostruzione degli accertamenti effettuati sull’immobile e la definizione di un progetto concretamente finanziabile rappresentano le principali questioni sulle quali si concentrerà l’attenzione nelle prossime settimane.
Il recupero della sede storica non può essere considerato, allo stato, un intervento già finanziato o definitivamente programmato: i contatti istituzionali annunciati costituiscono piuttosto l’avvio di un percorso che dovrà essere sviluppato e verificato.
La vicenda del Mattei-Ferraris richiama, in definitiva, una responsabilità che riguarda l’intera comunità cittadina.
La salvaguardia di una scuola significa tutelare non soltanto gli spazi destinati all’insegnamento, ma anche le opportunità educative, le relazioni sociali e le prospettive delle nuove generazioni.
In questa direzione, la disponibilità al confronto manifestata dalla Provincia e la determinazione del Comitato potranno trovare un terreno comune nella ricerca di soluzioni documentate, sostenibili e rispettose delle esigenze degli studenti.
Il futuro dell’istituto resta dunque legato alla capacità delle istituzioni di trasformare gli impegni annunciati in provvedimenti verificabili, assicurando nel frattempo la piena continuità e qualità dell’attività didattica.
La scuola pubblica, del resto, non rappresenta semplicemente un servizio da organizzare, ma una delle espressioni più alte della responsabilità collettiva. Difenderne la dignità significa custodire la memoria di una comunità e, soprattutto, riconoscere alle nuove generazioni il diritto di costruire il proprio avvenire senza dover rinunciare ai luoghi, alle opportunità e alle condizioni che rendono possibile una formazione autenticamente completa.

