– Oltre cento partecipanti alla giornata inaugurale dedicata alle prime ore decisive nelle ricerche. Il questore di Caserta Andrea Grassi ha moderato gli interventi di autorevoli esperti del mondo accademico e della Polizia Scientifica
– Dall’emergenza alle tecniche investigative e all’identificazione: un percorso formativo che unisce diritto, scienza e innovazione tecnologica. Il 29 ottobre il secondo appuntamento, mentre prosegue fino al 22 ottobre la mostra dedicata agli oltre 120 anni della Polizia Scientifica
Santa Maria Capua Vetere (Redazione) – Ogni scomparsa apre una ferita nell’esistenza di una famiglia e pone le istituzioni dinanzi a una responsabilità che non ammette esitazioni: intervenire tempestivamente, coordinare le competenze e utilizzare ogni risorsa disponibile per ricostruire le tracce di una persona della quale si sono perse le notizie. In questa delicata dimensione, nella quale il tempo può assumere un valore determinante, la preparazione degli operatori e il dialogo tra conoscenza scientifica e strumenti giuridici rappresentano elementi fondamentali per rendere più efficaci le attività di ricerca.
È con questa consapevolezza che mercoledì 14 ottobre 2026, presso l’Aulario del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi della Campania «Luigi Vanvitelli», a Santa Maria Capua Vetere, si è svolta la giornata inaugurale del corso di Alta Formazione «Persone scomparse tra emergenza, diritto e innovazione tecnologica».
L’iniziativa nasce dal protocollo d’intesa sottoscritto tra la Polizia di Stato e l’Ateneo campano, con l’obiettivo di favorire un approfondimento interdisciplinare delle problematiche connesse alla scomparsa delle persone, attraverso il confronto tra competenze investigative, giuridiche, scientifiche e tecnologiche.
Una collaborazione istituzionale di particolare rilievo, che valorizza il ruolo dell’università come luogo privilegiato di formazione e ricerca, affiancandolo all’esperienza operativa di quanti sono quotidianamente impegnati nella tutela della sicurezza pubblica.
La prima giornata, dedicata al tema «L’emergenza e le golden hours», ha affrontato uno degli aspetti più delicati delle operazioni di ricerca: l’importanza delle prime ore successive alla segnalazione di una scomparsa.
L’espressione inglese, traducibile come «ore d’oro», richiama proprio quella fase iniziale nella quale la tempestività degli interventi, la raccolta delle informazioni e il coordinamento delle attività possono risultare decisivi per orientare le indagini.
A moderare i lavori è stato il questore di Caserta, Andrea Grassi, la cui presenza ha conferito all’appuntamento un significativo valore istituzionale, sottolineando l’attenzione della Polizia di Stato verso la formazione specialistica e il consolidamento delle sinergie con il mondo accademico.
Il programma si è articolato in due sessioni, dedicate rispettivamente agli aspetti giuridico-investigativi e alle metodologie scientifiche impiegate nelle attività di ricerca e identificazione.
La prima, intitolata «La scomparsa nel sistema penale e investigativo», ha visto l’intervento di Mariano Menna, professore ordinario di Diritto processuale penale.
L’approfondimento ha posto al centro il rapporto tra il fenomeno delle persone scomparse e gli strumenti previsti dall’ordinamento, in un ambito nel quale la corretta interpretazione delle circostanze e l’individuazione delle procedure applicabili assumono particolare importanza.
La scomparsa di una persona, infatti, può presentare caratteristiche profondamente differenti, richiedendo un’attenta valutazione delle informazioni disponibili e un’azione istituzionale proporzionata alla situazione concreta.
La conoscenza del quadro normativo costituisce pertanto un presupposto indispensabile per assicurare interventi tempestivi e rispettosi delle garanzie previste dalla legge.
La seconda sessione, dedicata a «L’investigazione scientifica e identificazione», ha approfondito il contributo delle discipline tecnico-scientifiche nelle attività investigative.
A intervenire sono stati Fabiola Mancone, direttrice del Servizio di Polizia Scientifica, Veronica Laura Ferrari De Stefano, primo dirigente medico della Polizia di Stato, e Roberto Giuffrida, primo dirigente in quiescenza della Polizia di Stato.
La partecipazione di professionisti con competenze ed esperienze differenti ha consentito di valorizzare il carattere interdisciplinare di una materia nella quale la collaborazione tra investigatori, specialisti e istituzioni può assumere un ruolo determinante.
L’investigazione scientifica rappresenta, infatti, uno degli strumenti più importanti a disposizione delle autorità impegnate nella ricostruzione degli eventi e nell’identificazione delle persone.
L’evoluzione delle metodologie di analisi, il perfezionamento delle procedure e l’impiego delle innovazioni tecnologiche hanno progressivamente ampliato le possibilità operative, rendendo sempre più necessario un aggiornamento costante delle competenze professionali.
La formazione specialistica diventa così un investimento non soltanto nella preparazione degli operatori, ma anche nella capacità complessiva delle istituzioni di affrontare situazioni caratterizzate da particolare complessità e delicatezza umana.
Particolarmente significativa è stata la partecipazione registrata nella giornata inaugurale.
Oltre cento persone, tra le quali numerosi studenti universitari, hanno seguito i lavori, contribuendo a un momento di confronto tra mondo accademico, magistratura e professionisti della Polizia di Stato.
Un riscontro che testimonia l’interesse verso una tematica nella quale la dimensione giuridica e quella investigativa si intrecciano inevitabilmente con le conseguenze umane e sociali della scomparsa.
Per gli studenti, l’iniziativa rappresenta inoltre un’opportunità preziosa per avvicinarsi a problematiche concrete, comprendendo come le conoscenze acquisite nel percorso universitario possano trovare applicazione nell’attività delle istituzioni.
L’incontro tra formazione teorica ed esperienza professionale costituisce uno degli aspetti più qualificanti del progetto, perché favorisce una visione meno astratta del diritto e delle discipline scientifiche, restituendone il valore operativo e sociale.
La scelta di ospitare il corso presso il Dipartimento di Giurisprudenza della Vanvitelli conferma, al tempo stesso, la centralità di Santa Maria Capua Vetere nel panorama della formazione giuridica e della collaborazione tra università e istituzioni.
Un ruolo che assume particolare significato quando l’attività accademica si apre al confronto con questioni di rilevante interesse pubblico, contribuendo alla diffusione di conoscenze e strumenti utili alla collettività.
Il percorso formativo proseguirà giovedì 29 ottobre 2026, con la seconda giornata dedicata al tema «Il quadro istituzionale e le conseguenze giuridiche».
Un nuovo appuntamento che consentirà di ampliare l’approfondimento, concentrando l’attenzione sugli aspetti istituzionali e sulle implicazioni normative connesse al fenomeno delle persone scomparse.
Parallelamente alle attività formative, presso l’Aulario del Dipartimento di Giurisprudenza prosegue la mostra «La Verità nelle Tracce. Oltre 120 anni di Polizia Scientifica».
L’esposizione, che sta registrando circa cento visite giornaliere, resterà aperta fino al 22 ottobre, offrendo al pubblico l’opportunità di conoscere più da vicino la storia e l’evoluzione di una delle componenti specialistiche più significative della Polizia di Stato.
Un percorso che richiama oltre un secolo di progresso scientifico applicato alle indagini, testimoniando quanto la ricerca della verità sia stata progressivamente accompagnata dallo sviluppo di metodologie e strumenti sempre più sofisticati.
La mostra costituisce anche un’occasione di avvicinamento tra cittadini e istituzioni, consentendo di comprendere il valore del lavoro scientifico che sostiene le attività investigative.
Il corso di Alta Formazione e l’iniziativa espositiva si inseriscono così in un medesimo orizzonte culturale: promuovere la conoscenza, valorizzare la professionalità degli operatori e rafforzare la consapevolezza del ruolo che scienza e diritto esercitano nella tutela delle persone.
La collaborazione tra Polizia di Stato e Università Vanvitelli assume, in questa prospettiva, un significato che supera la dimensione del singolo appuntamento.
Investire nella preparazione significa infatti costruire le condizioni per interventi più consapevoli, favorire il coordinamento tra competenze differenti e consolidare una cultura istituzionale fondata sulla responsabilità.
Nel caso delle persone scomparse, tale impegno acquista una particolare intensità, poiché dietro ogni segnalazione si trovano storie familiari, legami affettivi e attese che chiedono risposte.
La ricerca di una persona non può essere considerata esclusivamente un’attività procedurale: rappresenta anche un dovere di attenzione verso la dignità umana e verso il dolore di chi vive nell’incertezza.
In questa consapevolezza risiede il valore più profondo dell’iniziativa inaugurata a Santa Maria Capua Vetere: ricordare che il progresso delle conoscenze e delle tecnologie raggiunge il proprio significato più alto quando viene posto al servizio della vita, della verità e della speranza di ritrovare chi manca all’appello.

