Caserta, morte di Marco Dongu: due anni con pena sospesa nel processo con rito abbreviato. Lo zio: «Così la sua vita vale appena un foglio di carta»

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Caserta (Redazione) – A quasi tre anni dalla morte del giornalista Marco Dongu, il procedimento celebrato con rito abbreviato si è concluso con una condanna a due anni di reclusione, con pena sospesa, nei confronti dell’imputato. La sentenza prevede inoltre la sospensione della patente di guida per un anno.

Una decisione che ha riaperto una ferita mai rimarginata nella famiglia del giovane cronista, deceduto all’età di 26 anni la sera del 20 settembre 2023 in seguito a un incidente stradale avvenuto lungo la cosiddetta Superstrada della Reggia, nel territorio casertano. Marco Dongu era in sella alla sua motocicletta quando si verificò lo scontro con un’autovettura della Polizia di Stato. Dopo il tragico impatto furono disposti l’autopsia e gli accertamenti investigativi per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.

A esprimere pubblicamente il proprio dolore e la propria amarezza dopo la sentenza è stato lo zio del giovane giornalista, Massimiliano Dongu, che ha affidato ai social un lungo messaggio nel quale manifesta tutto il proprio disappunto per l’esito del processo.

«Oggi la rabbia si unisce allo sconforto. Questa sentenza non restituisce dignità alla memoria di Marco e non rende giustizia a chi è rimasto qui a piangerlo. Ci lascia solo con un senso di totale smarrimento e la dolorosa certezza che, per la giustizia degli uomini, una vita spezzata in quel modo vale appena un foglio di carta con la condizionale», scrive Massimiliano Dongu.

Nel suo intervento, lo zio del giovane ricorda anche il tempo trascorso dalla tragedia e il dolore che continua ad accompagnare la famiglia. «Sono trascorsi quasi tre anni da quel giorno maledetto in cui la vita di Marco è stata spezzata. Tre anni di vuoto, di domande senza risposta e di un dolore che, anziché attenuarsi, aumenta ogni giorno, ogni ora, ogni singolo istante».

Nel messaggio pubblicato sui social, Massimiliano Dongu esprime inoltre il proprio convincimento che la pena inflitta non sia proporzionata alla gravità della perdita subita dalla famiglia. «Il vuoto che Marco ha lasciato è incolmabile e nessuna sentenza potrà mai guarire questo cuore spezzato. Ma il silenzio non può essere un’opzione quando la giustizia dimentica il valore della vita umana», conclude.

L’incidente che costò la vita a Marco Dongu scosse profondamente la comunità casertana e il mondo dell’informazione locale, dove il giovane giornalista era conosciuto e stimato. La vicenda è stata oggetto di un lungo iter giudiziario, culminato ora con la sentenza pronunciata nell’ambito del rito abbreviato.

Come previsto dall’ordinamento, la decisione emessa in primo grado potrà essere sottoposta ai successivi gradi di giudizio. Resta intanto il dolore dei familiari e degli amici del giovane cronista, che continuano a ricordarne la figura e a chiedere che la sua memoria venga onorata attraverso un pieno accertamento delle responsabilità e il rispetto delle decisioni della magistratura.