Caserta, oggi migliaia in corteo a Castel Volturno contro il Cpr: in piazza vescovi, migranti e il Governatore Fico

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– Sabato 24 ottobre, alle ore 13, la manifestazione nazionale partirà dal Centro Fernandes per raggiungere piazza Annunziata. Oltre duecento realtà associative mobilitate contro il progetto governativo da 43 milioni di euro che prevede la realizzazione di un Centro di permanenza per i rimpatri da 120 posti

– In prima linea la Chiesa campana con l’arcivescovo Pietro Lagnese, il cardinale Mimmo Battaglia e numerosi rappresentanti del mondo cattolico. Attesi anche Roberto Fico, Libera, Caritas, sindacati e braccianti agricoli: al centro della protesta diritti, accoglienza e tutela ambientale

Castel Volturno (Redazione) – Migliaia di persone attese, oltre duecento organizzazioni aderenti e una mobilitazione che riunisce Chiesa, istituzioni, associazioni, sindacati, studenti e comunità migranti. Castel Volturno diventa oggi, sabato 24 ottobre 2026, il centro di una manifestazione nazionale contro la realizzazione del nuovo Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr), previsto dal Governo in località La Piana, sul litorale casertano.

Il corteo partirà alle ore 13 dal Centro Fernandes, struttura della Caritas che da anni rappresenta un punto di riferimento per l’accoglienza e l’integrazione dei migranti, per attraversare le strade della cittadina e concludersi in piazza Annunziata, nei pressi del municipio.

L’iniziativa, promossa dal Comitato campano «No Cpr né a Castel Volturno né altrove», rappresenta il momento culminante di una mobilitazione che ha progressivamente coinvolto organizzazioni provenienti da tutta Italia, riunite nella contestazione del progetto governativo e nella richiesta di maggiori investimenti nei servizi pubblici e nelle politiche di integrazione.

Al centro del confronto figura la realizzazione di una struttura da 120 posti, per la quale è previsto un investimento di circa 43 milioni di euro. Il centro dovrebbe sorgere in località La Piana, un’area del territorio di Castel Volturno considerata di particolare interesse naturalistico e ambientale.

La Regione Campania ha inserito l’area nella Rete Natura 2000, rafforzandone i vincoli di tutela e introducendo un ulteriore elemento di confronto istituzionale rispetto alla localizzazione dell’intervento.

Particolarmente significativa è la partecipazione annunciata della Chiesa cattolica, che ha assunto un ruolo centrale nella mobilitazione attraverso l’impegno dell’arcivescovo di Capua e vescovo di Caserta, monsignor Pietro Lagnese.

Proprio dal suo appello è nata un’ampia alleanza di associazioni, organizzazioni religiose e realtà impegnate nel sociale, che condividono la richiesta di ripensare le politiche di gestione dell’immigrazione e di destinare maggiori risorse al territorio.

Accanto a Pietro Lagnese è attesa la presenza del cardinale Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, e del vescovo Antonio Di Donna, presidente della Conferenza episcopale campana.

Alla manifestazione hanno annunciato la partecipazione anche altri rappresentanti dell’episcopato regionale, insieme a numerosi sacerdoti, volontari e operatori delle organizzazioni cattoliche impegnate nell’assistenza alle persone in difficoltà.

La mobilitazione vede inoltre l’adesione di Libera, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti, di Caritas, Emergency, Arci, Medici senza frontiere, ActionAid, Oxfam e di numerose altre organizzazioni che operano nei settori della tutela dei diritti umani e del contrasto allo sfruttamento.

Tra le realtà del territorio figura anche il Centro sociale ex Canapificio di Caserta, da anni impegnato nelle attività di assistenza, tutela e integrazione delle persone migranti.

Un ruolo importante sarà svolto dai lavoratori agricoli stranieri provenienti da Castel Volturno e dai territori limitrofi, tra cui Villa Literno, Cancello ed Arnone e Casal di Principe.

Molti di loro vivono quotidianamente le difficoltà legate alla precarietà occupazionale, alle condizioni abitative e alla mancanza di servizi adeguati. La loro partecipazione intende richiamare l’attenzione sulla necessità di contrastare il lavoro irregolare e lo sfruttamento, promuovendo percorsi di regolarizzazione e inclusione sociale.

Sul piano istituzionale è prevista la presenza del presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che ha già espresso pubblicamente la propria contrarietà alla realizzazione del Cpr a Castel Volturno.

Secondo il presidente regionale, il territorio necessita soprattutto di interventi capaci di sostenere lo sviluppo economico, migliorare i servizi e affrontare le criticità sociali e ambientali che ne condizionano da anni la crescita.

La posizione della Regione si inserisce in un confronto più ampio con il Governo nazionale, che considera i Centri di permanenza per i rimpatri strumenti necessari alla gestione dell’immigrazione irregolare e all’esecuzione dei provvedimenti di allontanamento.

I sostenitori della struttura ritengono che la sua realizzazione possa contribuire a una gestione più ordinata della presenza di cittadini stranieri irregolari. Di diverso avviso i promotori della manifestazione, secondo i quali un Cpr rischierebbe di aggravare le tensioni sociali senza affrontare le problematiche strutturali del territorio.

La contrapposizione riguarda dunque non soltanto la presenza di un nuovo centro, ma anche il modello di intervento pubblico ritenuto più adeguato per una comunità che da decenni convive con importanti fenomeni migratori e con difficoltà nella gestione dei servizi essenziali.

Castel Volturno rappresenta infatti una realtà particolarmente complessa, caratterizzata da una significativa presenza di cittadini stranieri, da estese aree agricole e da condizioni di fragilità sociale che richiedono interventi coordinati sul piano dell’occupazione, dell’assistenza sanitaria, della sicurezza e dell’integrazione.

Per i promotori del corteo, le risorse destinate alla costruzione del Cpr dovrebbero essere indirizzate prioritariamente al potenziamento della sanità, dei trasporti, delle scuole, delle politiche abitative e dei servizi sociali, oltre che alla riqualificazione delle aree degradate.

Un altro tema centrale riguarda la tutela ambientale di località La Piana, considerata un’area di valore naturalistico che necessita di interventi di salvaguardia e valorizzazione.

La partecipazione annunciata di organizzazioni provenienti da diverse regioni conferisce alla manifestazione una dimensione nazionale. Pullman sono stati organizzati per raggiungere Castel Volturno, mentre il Centro Fernandes è stato individuato come luogo simbolico dal quale avviare il percorso.

La scelta del punto di partenza vuole richiamare il valore dell’accoglienza e del lavoro svolto negli anni dalle associazioni presenti sul territorio, contrapponendo al progetto del Cpr una proposta fondata su integrazione, servizi e partecipazione sociale.

Il corteo raggiungerà piazza Annunziata, dove sono previsti gli interventi conclusivi dei rappresentanti religiosi, istituzionali e delle organizzazioni aderenti.

L’appuntamento di oggi rappresenta dunque un momento importante nel confronto sul futuro di Castel Volturno e sulle politiche migratorie nazionali, destinato a richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di individuare risposte efficaci alle esigenze di sicurezza, legalità e tutela della dignità umana.

Al di là delle differenti posizioni sul progetto governativo, la mobilitazione riporta al centro una questione che interessa direttamente l’intera provincia di Caserta: il rapporto tra gestione dell’immigrazione, sviluppo del territorio, tutela ambientale e qualità della vita delle comunità locali.

Una sfida che non si esaurisce nella realizzazione o nella contestazione di una struttura, ma richiama la responsabilità delle istituzioni di affrontare problemi radicati nel tempo, attraverso politiche capaci di coniugare rispetto delle regole, diritti fondamentali e prospettive concrete di crescita sociale.