Caserta (Marco Carafa) – La città di Caserta si è svegliata oggi (3 agosto) con una grande perdita nel panorama intellettuale dell’architettura e del restauro. Ci lascia la professoressa architetto Rosa Carafa, intellettuale di esimio valore, docente universitaria e una delle voci più autorevoli nella tutela del patrimonio storico campano. Con lei se ne va una coscienza critica, una donna che ha dedicato la vita a studiare, insegnare e soprattutto a difendere i luoghi della storia dall’abbandono e dall’indifferenza.
Nata per la ricerca, Rosa Carafa si laurea il 18 Aprile 1970 presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Napoli con la tesi “Un centro turistico a Marina di Pisciotta”. Abilitata nel 1970 e iscritta all’Ordine degli Architetti di Caserta dal 30 Dicembre 1980 con il n. 16, di cui è stata anche Presidente, nel 1974 consegue il perfezionamento in Restauro dei Monumenti con il massimo dei voti.
Dal 1981 al 2009 è stata docente alla Facoltà di Architettura dell’Università “Federico II” di Napoli, dove ha insegnato Storia dell’Architettura, Storia dell’Urbanistica e Storia della Città e del Territorio.
Membro di ICOMOS, Istituto Italiano dei Castelli, Archeoclub, A.N.I.A.I., è stata Vicepresidente Nazionale dell’Istituto Italiano dei Castelli e dal 2007 Segretario Nazionale di ICOMOS Italia.
Tra le sue battaglie più note c’è quella per il Palazzo dei Vescovi. Progettista dei lavori di restauro nel 2006, ne aveva denunciato il degrado definendolo «un delitto della politica» e «un edificio storico condannato a morire per mancato utilizzo». Colpiva la sua rabbia civile: «C’erano i fondi per il quarto lotto, l’appalto mai fatto e la struttura è monca. Per pigrizia, per indifferenza, per negligenza».
E l’amore per la città: «I cittadini devono andare a vedere, devono conoscere la storia della loro città. Ora questo non accade più. Tutto è diventato indifferenza».
Con Rosa Carafa non perdiamo solo un’architetta e una docente. Perdiamo una guardiana della memoria. Una donna che ha passato la vita a dire ‘no’ all’incuria, a ricordare che dietro ogni pietra c’è una storia, che un territorio senza memoria è un territorio senza futuro. Ha lottato con le parole, con i progetti, con le lezioni in aula. Ha insegnato a generazioni di studenti che l’architettura è responsabilità.
Oggi quelle aule sono più silenziose. Quei palazzi sono più soli. E Caserta è più povera. Ma la sua lezione resta: guardare, conoscere, difendere. Perché, come diceva lei, la bellezza e la cultura non si ereditano, si scelgono ogni giorno.
I funerali si terranno domani, 4 Agosto, alle ore 11.00 presso la Chiesa di San Vitaliano in via Fulvio Renella 6 a Caserta.

