Caserta (Redazione) – Più di un’autovettura su due assicurata in provincia di Caserta è dotata di scatola nera, una percentuale che supera di oltre tre volte la media nazionale. È il dato che Domìni Economici APS, presieduta da Andrea Striano, ha posto al centro del contributo tecnico trasmesso all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e all’IVASS nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul mercato della RC Auto.
Secondo le rilevazioni relative al primo trimestre del 2026, la scatola nera è presente nel 54,6% delle polizze RC Auto delle autovetture a uso privato della provincia di Caserta, a fronte di una media italiana che si ferma al 16%. Un dato che rende il territorio casertano un osservatorio privilegiato per valutare l’efficacia degli strumenti telematici nella determinazione dei premi assicurativi.
«Il punto non è chiedere una tariffa identica in tutta Italia e neppure ignorare il problema delle frodi o il costo reale dei sinistri – afferma il presidente di Domìni Economici, Andrea Striano -. Il punto è capire se il comportamento individuale dell’assicurato, quando viene monitorato e reso verificabile, produca un beneficio concreto sul prezzo della polizza oppure se il luogo di residenza continui a pesare più della sua storia personale».
L’associazione sottolinea come il dato non dimostri automaticamente una maggiore virtuosità degli automobilisti casertani, ma evidenzi la disponibilità di una larga fetta degli assicurati a condividere informazioni dettagliate sul proprio stile di guida. Una scelta che, secondo Domìni Economici, dovrebbe tradursi in criteri tariffari più personalizzati e trasparenti.
Nel documento inviato alle Autorità vengono analizzati il peso del fattore territoriale nella determinazione dei premi, l’utilizzo dei dati raccolti attraverso la scatola nera, la trasparenza dei meccanismi di calcolo delle tariffe e la possibilità di trasferire la propria storia telematica da una compagnia assicurativa all’altra.
«Quando un automobilista mette a disposizione dati così precisi – prosegue Striano – deve poter comprendere quale beneficio ne ricava, come viene calcolato e se quel vantaggio può seguirlo nel momento in cui cambia compagnia. Altrimenti rischiamo di raccogliere sempre più informazioni senza sapere quanto queste incidano davvero sul prezzo finale».
Tra le proposte avanzate figurano una maggiore valorizzazione della storia assicurativa individuale, un’analisi territoriale del sistema di risarcimento diretto e un’evoluzione di ‘Preventivass’ che consenta ai consumatori di confrontare offerte realmente omogenee e prezzi effettivamente conseguibili.
«Abbiamo voluto portare nell’indagine nazionale un caso concreto, quello di Caserta, non soltanto per rappresentare un problema, ma per chiedere che vengano analizzati i meccanismi attraverso i quali il rischio individuale e quello territoriale incidono sul premio. Se il comportamento dell’automobilista viene misurato, deve essere chiaro anche quanto quella misurazione conti», conclude Striano.

