Caserta, Planetario chiuso da marzo: Le Piazze del Sapere denunciano la crisi e chiedono interventi urgenti

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– Sospesi spettacoli e attività didattiche per problematiche legate alla sicurezza e alla mancanza di figure professionali idonee. Dopo la scomparsa del professor Smaldone, l’associazione segnala un vuoto gestionale e l’assenza di un curatore scientifico

– Il referente Pasquale Iorio sollecita i commissari straordinari del Comune e l’Istituto Buonarroti, capofila dell’organismo di gestione, a rilanciare una struttura fondamentale per la divulgazione scientifica. Annunciata un’iniziativa pubblica con le associazioni del territorio

Caserta (Redazione) – Un patrimonio di conoscenza scientifica sottratto alla fruizione della cittadinanza, un presidio culturale inattivo da mesi e interrogativi ancora aperti sulle prospettive della sua gestione. Il Planetario di Caserta attraversa una fase di grave difficoltà, con spettacoli e attività sospesi dallo scorso marzo per problematiche riconducibili alla sicurezza e all’assenza di figure professionali adeguate.

A richiamare l’attenzione sulla situazione è l’associazione Le Piazze del Sapere, che attraverso il suo principale referente, Pasquale Iorio, sollecita un intervento delle istituzioni competenti per restituire alla città una struttura dedicata alla divulgazione astronomica e all’educazione scientifica.

La denuncia è contenuta in un comunicato diffuso il 20 ottobre, nel quale viene evidenziata una più generale condizione di difficoltà dei beni comuni destinati alla cultura e alla formazione nel capoluogo casertano.

Secondo quanto riferito dall’associazione, la sospensione delle attività del Planetario risulta documentata da un verbale dell’Associazione temporanea di scopo, l’organismo responsabile della gestione della struttura, che ha come capofila l’Istituto tecnico statale Michelangelo Buonarroti.

Nel documento, sempre secondo la ricostruzione delle Piazze del Sapere, vengono richiamate criticità connesse alla sicurezza delle attività e alla mancanza di personale in possesso delle necessarie competenze professionali.

Una situazione che avrebbe determinato l’annullamento degli spettacoli e delle iniziative programmate, senza che sia stata ancora indicata una data per la ripresa.

A rendere più complesso il quadro organizzativo sarebbe stato anche il vuoto gestionale seguito alla scomparsa del professor Smaldone, avvenuta circa sette mesi fa.

L’associazione segnala infatti che, dopo la sua morte, non sarebbe stato definito un nuovo organigramma capace di assicurare la continuità delle funzioni necessarie al regolare funzionamento del Planetario.

Un’ulteriore criticità evidenziata riguarda l’assenza di un curatore scientifico, figura considerata essenziale per garantire la qualità dei contenuti, il coordinamento delle attività divulgative e la coerenza della programmazione culturale.

Il Planetario di Caserta rappresenta una realtà significativa nella storia recente delle infrastrutture cittadine dedicate alla conoscenza.

Inaugurato il 19 dicembre 2008, è stato inizialmente gestito direttamente dall’Ufficio Cultura del Comune di Caserta, che ne ha curato le attività fino all’agosto del 2012.

Dal 9 agosto dello stesso anno la gestione è stata affidata all’Associazione temporanea di scopo denominata Planetario di Caserta, costituita nel dicembre 2011.

Dell’organismo fanno parte l’Istituto tecnico statale Michelangelo Buonarroti, in qualità di capofila, l’Istituto comprensivo Luigi Vanvitelli e l’Istituto comprensivo Ruggiero – 3° Circolo.

La sede legale dell’associazione temporanea è stabilita presso l’Istituto Buonarroti, in viale Michelangelo 1.

Un ulteriore passaggio amministrativo risale al 22 giugno 2016, quando il commissario straordinario del Comune di Caserta, attraverso la deliberazione numero 21, ha formalmente istituito il Planetario e adottato un regolamento di gestione conforme agli standard previsti dalla normativa regionale per i musei.

Un percorso che testimonia la rilevanza attribuita alla struttura nell’ambito delle politiche culturali e formative della città.

La sospensione delle attività assume dunque un significato che supera il semplice disagio organizzativo, incidendo sulla disponibilità di opportunità educative rivolte soprattutto agli studenti e alle giovani generazioni.

Il Planetario costituisce infatti uno spazio nel quale la divulgazione scientifica può incontrare la didattica, favorendo l’avvicinamento all’astronomia e alla comprensione dei fenomeni dell’universo attraverso esperienze accessibili anche al pubblico non specialistico.

La sua inattività impoverisce l’offerta culturale cittadina e interrompe una possibilità di approfondimento particolarmente importante per il mondo scolastico.

È proprio su questo aspetto che si concentra l’appello delle Piazze del Sapere, che chiedono di superare l’attuale fase di stallo attraverso un’assunzione di responsabilità da parte dei soggetti istituzionali e gestionali coinvolti.

L’associazione si rivolge in particolare ai commissari straordinari del Comune di Caserta e all’Istituto Buonarroti, affinché vengano individuate le condizioni necessarie per rilanciare il progetto scientifico e culturale.

La richiesta non riguarda soltanto la riapertura degli spazi, ma anche il ripristino di un assetto organizzativo adeguato, in grado di garantire sicurezza, competenza scientifica e continuità nella programmazione.

Nel comunicato viene inoltre annunciata l’intenzione di promuovere un’iniziativa pubblica, in collaborazione con altre associazioni sociali e ambientaliste, per approfondire la vicenda e sensibilizzare la comunità.

Un appuntamento che potrebbe favorire il confronto tra cittadini, istituzioni e realtà impegnate nella valorizzazione del patrimonio culturale.

La posizione espressa da Pasquale Iorio e dalle Piazze del Sapere richiama una questione più ampia: la necessità di considerare i luoghi della conoscenza come infrastrutture essenziali per la crescita civile, non come servizi marginali rispetto alle altre esigenze della città.

La tutela di questi spazi richiede programmazione, risorse professionali e una visione amministrativa capace di assicurare continuità anche nei momenti di difficoltà.

Resta ora da comprendere quali iniziative saranno intraprese dai soggetti responsabili della struttura e quali condizioni dovranno essere soddisfatte per consentire la ripresa delle attività in sicurezza.

Il Planetario, inaugurato quasi diciotto anni fa, rappresenta una risorsa che merita attenzione per il contributo che può offrire alla formazione e alla diffusione della cultura scientifica.

Restituirlo alla cittadinanza significherebbe non soltanto recuperare un servizio, ma riaffermare il valore della conoscenza come bene comune.

Una città che intende investire nel proprio futuro, del resto, non può prescindere dalla capacità di custodire e rendere accessibili i luoghi nei quali si coltivano la curiosità, il pensiero critico e il desiderio di comprendere il mondo.