Caserta e Napoli, emergenza cardiovascolare: 3mila ricoveri e 650 infarti all’anno nell’area a nord del capoluogo

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– I dati dell’Asl Napoli 2 Nord accendono l’attenzione sulla prevenzione e sulla tempestività delle cure. Al congresso di Pozzuoli anche Paolo Calabrò, direttore del Dipartimento cardiovascolare dell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta

– Il 21 e 22 ottobre specialisti e accademici a confronto sulle nuove strategie diagnostiche e terapeutiche. Centrale il collegamento tra ospedali, medici di famiglia e servizi di emergenza per garantire interventi più rapidi ed efficaci

Caserta/Napoli (Redazione) – Circa tremila ricoveri ogni anno per malattie cardiovascolari, dei quali 650 riconducibili a infarto miocardico acuto. Sono i dati che emergono dall’area a nord di Napoli e che richiamano l’attenzione sull’importanza della prevenzione, dell’assistenza specialistica e dell’efficienza delle reti ospedaliere. Un tema di particolare interesse anche per Caserta, che parteciperà al confronto scientifico attraverso uno dei suoi principali riferimenti nella cardiologia ospedaliera.

Tra gli esperti chiamati a intervenire figura infatti Paolo Calabrò, professore ordinario di Malattie dell’apparato cardiovascolare presso l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e direttore del Dipartimento cardiovascolare dell’Azienda ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta.

La sua partecipazione contribuirà al dibattito sulle strategie di diagnosi, trattamento e organizzazione dei servizi, in un contesto regionale nel quale le patologie cardiache continuano a rappresentare una delle principali sfide per la sanità pubblica.

I numeri, diffusi dal Dipartimento di Area Medica dell’Asl Napoli 2 Nord, riguardano specificamente il territorio di competenza dell’azienda sanitaria napoletana e non comprendono, come dato aggregato, la provincia di Caserta.

A illustrarli è il Dipartimento diretto da Giovanni Napolitano, primario della Cardiologia dell’ospedale San Giuliano di Giugliano e tra i responsabili scientifici della decima edizione del congresso «Il Cuore Nord di Napoli».

L’appuntamento è in programma mercoledì 21 e giovedì 22 ottobre, a partire dalle ore 9, presso il Grand Hotel Serapide di Pozzuoli, con la partecipazione di specialisti provenienti da diverse strutture sanitarie e universitarie.

Il confronto sarà dedicato soprattutto alla gestione delle patologie cardiovascolari più complesse e alla necessità di rafforzare il coordinamento tra le diverse componenti del sistema assistenziale.

Particolare attenzione sarà riservata alla rete per l’infarto miocardico acuto, un modello organizzativo che mette in collegamento i medici di medicina generale, il servizio di emergenza 118, le ambulanze, i pronto soccorso e le unità di terapia intensiva cardiologica dotate di servizi di emodinamica.

L’obiettivo è ridurre i tempi tra la comparsa dei sintomi, il riconoscimento dell’emergenza e l’accesso alle cure appropriate, un elemento determinante soprattutto nei casi di infarto.

La tempestività dell’intervento rappresenta infatti uno dei fattori decisivi per limitare il danno al muscolo cardiaco e migliorare le possibilità di recupero del paziente.

Una questione che interessa l’intero sistema sanitario campano e che richiama anche il ruolo delle strutture specialistiche casertane nell’assicurare percorsi diagnostici e terapeutici adeguati.

Il congresso sarà copresieduto da Giovanni Napolitano, Marco Boccalatte, responsabile facente funzione della Cardiologia dell’ospedale di Pozzuoli, Antonio Leccia, alla guida della Cardiologia di Frattamaggiore, e Paolo Parziale, responsabile facente funzione della Cardiologia dell’ospedale di Ischia.

Presidente onorario dell’iniziativa sarà Gerolamo Sibilio, primario emerito della Cardiologia dell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli.

Tra i partecipanti figurano anche Giovanni Esposito, professore ordinario di Malattie dell’apparato cardiovascolare all’Università Federico II di Napoli, Annamaria Colao, ordinaria di Endocrinologia e direttrice dell’Endocrinologia e Malattie del metabolismo del Policlinico federiciano, e Pasquale Perrone Filardi, professore ordinario di Cardiologia e già presidente della Società Italiana di Cardiologia.

Completeranno il quadro degli specialisti Bernardino Tuccillo, direttore della Cardiologia dell’Ospedale del Mare, e Ciro Mauro, direttore della Cardiologia con unità di terapia intensiva cardiologica dell’ospedale Cardarelli di Napoli.

La presenza di Paolo Calabrò assume particolare significato per il territorio casertano, consentendo di inserire l’esperienza dell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano in un confronto scientifico che coinvolge alcune delle principali realtà cardiologiche campane.

L’edizione 2026 del congresso sarà caratterizzata dall’analisi di casi clinici reali, selezionati per approfondire le difficoltà diagnostiche e terapeutiche che gli specialisti affrontano quotidianamente.

Le sessioni prevederanno la presentazione dei casi, seguita da contributi specialistici e discussioni interattive sulle possibili strategie di intervento.

Un’impostazione che punta a valorizzare il confronto tra esperienze professionali differenti, favorendo l’aggiornamento delle competenze e la condivisione delle procedure assistenziali.

Accanto all’innovazione tecnologica, uno degli aspetti centrali sarà il rafforzamento della collaborazione tra ospedali e territorio.

La continuità delle cure, infatti, non può esaurirsi nella fase del ricovero, ma richiede percorsi di monitoraggio, prevenzione secondaria e assistenza che accompagnino il paziente anche dopo la dimissione.

La questione assume ulteriore rilevanza alla luce del quadro epidemiologico regionale. Secondo i dati diffusi in occasione della Giornata mondiale del cuore, nel 2023 la Campania ha registrato un tasso di mortalità cardiovascolare di 33,9 decessi ogni diecimila abitanti, rispetto a una media nazionale di 24,7.

Numeri che evidenziano l’importanza di investire nella prevenzione e nel miglioramento dell’accessibilità ai servizi, con particolare attenzione ai fattori di rischio quali ipertensione, diabete, colesterolo elevato, fumo e sedentarietà.

Per Caserta e la sua provincia, il confronto scientifico rappresenta un’occasione per richiamare l’attenzione sulla necessità di rafforzare la cultura della salute cardiovascolare, valorizzando le competenze specialistiche presenti nelle strutture ospedaliere del territorio.

La sfida riguarda tanto l’innovazione delle terapie quanto la capacità di rendere più efficace il collegamento tra medicina territoriale, assistenza ospedaliera ed emergenza sanitaria.

Un sistema nel quale la qualità dell’organizzazione può incidere concretamente sulle prospettive di cura, soprattutto nelle situazioni nelle quali il tempo rappresenta un fattore decisivo.

I dati dell’area settentrionale di Napoli costituiscono dunque un richiamo significativo anche per il Casertano, pur senza poter essere automaticamente estesi alla sua popolazione.

La partecipazione degli specialisti dell’ospedale di Caserta al congresso conferma l’importanza di una collaborazione scientifica capace di superare i confini amministrativi e favorire la circolazione delle migliori esperienze cliniche.

La prevenzione cardiovascolare, del resto, rappresenta una responsabilità condivisa tra istituzioni sanitarie, professionisti e cittadini. Investire nella diagnosi precoce, nell’informazione e nella tempestività degli interventi significa non soltanto migliorare la qualità dell’assistenza, ma contribuire a proteggere uno dei beni più preziosi della collettività: la salute.