Caserta, Planetario chiuso da quasi un mese: il personale denuncia «Tradita la memoria del professor Smaldone»

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– Nuovo intervento degli educatori e dei tecnici della struttura scientifica, che contestano la gestione dell’Associazione temporanea di scopo e chiedono spiegazioni sulla sospensione delle attività, iniziata il 9 ottobre. Nel mirino anche il mancato conferimento dell’incarico a un nuovo curatore scientifico e le difficoltà nel ripristinare i servizi al pubblico

– Al centro della polemica il ricordo di Luigi Antonio Smaldone e la petizione per intitolargli il Planetario, sostenuta da 1.326 adesioni. Il personale contesta la posizione espressa dai tre dirigenti scolastici il 25 ottobre e richiama il regolamento del 2024. L’Ats ribadisce che lo stop è motivato da esigenze di sicurezza

Caserta (Nota Stampa) – Quasi un mese di attività sospese, un patrimonio scientifico temporaneamente sottratto alla fruizione pubblica e una controversia che coinvolge anche la memoria di chi ha dedicato anni alla divulgazione astronomica. Torna al centro del dibattito il futuro del Planetario di Caserta, dopo un nuovo e articolato intervento del personale educativo e tecnico, che contesta le scelte dell’Associazione temporanea di scopo responsabile della gestione.

La presa di posizione, maturata in occasione della Commemorazione dei defunti, è dedicata al professor Luigi Antonio Smaldone, scomparso nei mesi scorsi e figura fondamentale nella storia della struttura.

Secondo i lavoratori, la sospensione delle attività, comunicata il 9 ottobre, rappresenterebbe una contraddizione rispetto alle dichiarazioni di riconoscenza e agli auspici espressi dall’ATS nel comunicato del 25 ottobre.

Tra le contestazioni figura la presunta assenza dei tre dirigenti scolastici alle esequie e alla commemorazione pubblica organizzata il 24 aprile, nonché la mancata adesione alla petizione per intitolare il Planetario al professore.

Una raccolta di firme che, secondo quanto riferito dal personale, ha raggiunto 1.326 adesioni, coinvolgendo studenti, colleghi e cittadini anche dall’estero.

La controversia riguarda tuttavia soprattutto il futuro della struttura.

Gli educatori richiamano l’articolo 8 del regolamento aggiornato nel novembre 2024, che individua i requisiti richiesti per ricoprire l’incarico di direttore o curatore scientifico: una figura docente di discipline scientifiche, preferibilmente con esperienza nella direzione o nel coordinamento di planetari digitali.

Secondo il personale, queste disposizioni fornirebbero già riferimenti sufficientemente precisi per procedere alla sostituzione di Smaldone.

Viene inoltre richiamata la riunione del Comitato tecnico scientifico del 29 settembre 2025, durante la quale, secondo i firmatari, sarebbe stata approvata un’armonizzazione delle regole sulla nomina del curatore.

I lavoratori lamentano di non aver ricevuto il verbale definitivo e il relativo atto costitutivo aggiornato, chiedendo maggiore trasparenza sulla documentazione.

Ulteriori perplessità riguardano la convocazione del Comitato prevista per il 29 novembre, che, secondo il personale, non contemplerebbe ancora all’ordine del giorno la scelta del nuovo responsabile scientifico.

Di diversa impostazione la posizione espressa dall’ATS, costituita dagli istituti scolastici Buonarroti, Don Milani-Vanvitelli e Ruggiero-Terzo Circolo.

Nella nota del 25 ottobre, i dirigenti Anna Dello Buono, Francesco Mezzacapo e Mario Nocera hanno spiegato che la sospensione è stata determinata dalla necessità di garantire la sicurezza degli utenti e dei lavoratori, dopo la scomparsa del direttore scientifico e le conseguenti difficoltà nell’aggiornamento dell’organigramma.

L’Associazione ha inoltre respinto le contestazioni sulla propria gestione, rivendicando l’impegno delle scuole e manifestando la volontà di individuare una soluzione per il futuro del Planetario.

Il personale, tuttavia, ritiene insoddisfacenti le spiegazioni ricevute e invita il Comune di Caserta, proprietario della struttura, a verificare gli atti e le ragioni del prolungato fermo.

A sottoscrivere l’intervento sono Carla Bassarello, Linda D’Anna, Pietro Di Lorenzo, Luigi Funiciello, Francesco Ragozzino, Maria Teresa Scarpa e Valerio Marotta.

La questione supera ormai i confini di una controversia gestionale. Riguarda la continuità di un servizio culturale e scientifico rivolto soprattutto alle giovani generazioni, oltre alla necessità di garantire condizioni organizzative e di sicurezza adeguate.

Nel ricordo del professor Smaldone, la prospettiva auspicabile resta quella di un confronto trasparente, capace di chiarire le responsabilità e restituire alla città un luogo nel quale la conoscenza scientifica possa continuare a essere patrimonio condiviso.