– Dal 25 al 27 settembre la città costiera si trasforma nel grande villaggio di Coldiretti Napoli: mercato di Campagna Amica, prodotti a chilometro zero, street food contadino, laboratori, degustazioni e incontri dedicati all’agricoltura della Penisola Sorrentina e dei Monti Lattari. Venerdì sera spazio alla musica della Folk Band Città di Caserta
– Villa Fiorentino cuore della manifestazione con Agriasilo, Fattoria didattica e il confronto tra istituzioni, esperti e rappresentanti delle produzioni locali. Riflettori sul Provolone del Monaco Dop e sul Limone di Sorrento Igp, ma anche sull’innovazione e sull’impiego dei droni in agricoltura
Caserta/Sorrento (Redazione) – La terra incontra la città e porta con sé sapori, tradizioni, innovazione e musica. Dal 25 al 27 settembre Sorrento si vestirà del colore simbolo di Campagna Amica per accogliere le «Notti Gialle», l’appuntamento promosso da Coldiretti Napoli dedicato al presente e soprattutto al futuro dell’agricoltura della Penisola Sorrentina e dei Monti Lattari.
Tre giornate nelle quali le strade cittadine e Villa Fiorentino diventeranno un grande spazio di incontro tra produttori, famiglie, visitatori ed esperti del settore.
Nel programma trova posto anche Caserta: venerdì sera sarà infatti la Folk Band Città di Caserta ad accompagnare musicalmente la prima giornata della manifestazione.
Il cuore delle «Notti Gialle» sarà il mercato di Campagna Amica, con la possibilità di acquistare direttamente i prodotti a chilometro zero, affiancato dallo street food contadino.
L’obiettivo è raccontare l’agricoltura non soltanto attraverso ciò che arriva sulle tavole, ma anche attraverso le persone, i territori e le competenze che stanno dietro alle produzioni.
Il programma prenderà il via venerdì 25 settembre con l’apertura dell’Agriasilo e della Fattoria didattica negli spazi di Villa Fiorentino.
Alle 17 è previsto il taglio del nastro in Corso Italia, mentre dalle 18 l’attenzione si sposterà sul confronto dedicato alle prospettive dell’agricoltura del territorio.
Interverranno il direttore di Coldiretti Campania Salvatore Loffreda, la presidente di Coldiretti Napoli Valentina Stinga e il sindaco di Sorrento Corrado Fattorusso.
Le eccellenze locali saranno rappresentate, tra gli altri, dal presidente del Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop Giosuè De Simone, dal presidente del Consorzio di Tutela del Limone di Sorrento Igp Mariano Vinaccia e da Mariella Verdoliva della Fondazione dei Monti Lattari.
Il confronto allargherà lo sguardo anche alle nuove prospettive tecnologiche del settore primario.
Tra gli argomenti previsti figura infatti l’impiego dei droni in agricoltura, insieme alle questioni legate all’innovazione e ai servizi destinati alle imprese agricole.
Nel programma è prevista inoltre la presentazione del Premio Internazionale Olio delle Sirene 2027.
Al termine del convegno spazio a uno dei gesti più rappresentativi della tradizione casearia del territorio, con la filatura del Provolone del Monaco Dop.
Villa Fiorentino ospiterà anche i laboratori che accompagneranno l’intero fine settimana.
L’Onaf Napoli proporrà degustazioni guidate abbinate ai vini della Penisola Sorrentina, mentre sabato sarà dedicato un approfondimento al mondo dei funghi con Stefano Sposito dell’Associazione Micologica Campana.
Domenica mattina, alle 11, protagonisti saranno invece i limoni della Penisola con un laboratorio condotto da Rita Ruocco.
Non mancherà uno spazio dedicato al mondo della pesca, affidato a Salvatore Ioviero per Coldiretti Pesca.
Accanto all’approfondimento e alla promozione agroalimentare, le «Notti Gialle» conserveranno una marcata dimensione di festa.
Dopo l’esibizione di venerdì della Folk Band Città di Caserta, sabato saranno protagonisti gli artisti di strada di «Napoli Canta in Festa», mentre Villa Fiorentino ospiterà «Serata Napulitana».
Domenica il congedo sarà affidato alla «Tarantella Sorrentina» lungo Corso Italia.
Per tre giorni Sorrento diventerà così una vetrina dell’agricoltura campana e delle sue molteplici espressioni: dalla vendita diretta alla cultura gastronomica, dalla formazione dei più piccoli all’innovazione tecnologica, fino alla musica.
Un modo per ricordare che dietro un prodotto della terra non vi è soltanto un sapore, ma un paesaggio, un lavoro e un patrimonio di conoscenze. E che difendere l’agricoltura significa, prima ancora, preservare l’identità dei territori che attraverso di essa continuano a raccontarsi.

