Santa Maria Capua Vetere, il Manzoni di Caserta apre il Festival di Teatro Classico: «L’Enigma» porta Edipo nel cuore dell’Antica Capua

Tempo di lettura: 3 minuti

– Venerdì 25 settembre alle 15 il Laboratorio di Teatro Classico del Liceo casertano diretto da Adele Vairo inaugurerà la seconda edizione della rassegna promossa dal Dilbec dell’Università Vanvitelli e dal Museo Archeologico Nazionale dell’Antica Capua. Lo spettacolo arriva dopo il successo ottenuto a Siracusa

– La regia di Massimo Santoro rilegge l’«Edipo re» di Sofocle intrecciandolo alle suggestioni visionarie del cinema di Pier Paolo Pasolini. La dirigente Vairo: «Edipo cerca se stesso senza sapere di cercarsi: è forse per questo che, a distanza di millenni, continua a somigliarci»

Santa Maria Capua Vetere (Redazione) – Edipo ritorna là dove le pietre conservano ancora la voce dell’antico. Non per ripetere semplicemente un mito già conosciuto, ma per interrogare ancora una volta l’uomo, la sua coscienza e quella ricerca della verità che attraversa i secoli senza perdere la propria inquietudine.

Venerdì 25 settembre, alle 15, il Laboratorio di Teatro Classico del Liceo «Manzoni» di Caserta porterà in scena «L’Enigma», inaugurando la seconda edizione del «Festival di Teatro Classico Antica Capua».

Lo spettacolo giunge all’appuntamento dopo il successo riscosso a Siracusa e segna una nuova tappa del lungo percorso attraverso il quale l’istituto casertano avvicina studentesse e studenti ai grandi testi dell’antichità.

La rassegna è promossa dal Dilbec, Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’Università degli Studi della Campania «Luigi Vanvitelli», e dal Museo Archeologico Nazionale dell’Antica Capua.

Un incontro tra scuola, Università e istituzioni culturali che sceglie il teatro classico quale terreno comune sul quale mettere in relazione formazione, ricerca e patrimonio storico.

«L’Enigma», diretto dal professor Massimo Santoro, propone un’originale rilettura dell’«Edipo re» di Sofocle.

La tragedia antica entra in dialogo con le atmosfere oniriche e visionarie della trasposizione cinematografica realizzata da Pier Paolo Pasolini, costruendo una messinscena nella quale il mito viene interrogato attraverso sensibilità e linguaggi contemporanei.

Al centro rimane Edipo.

Accanto a lui, tuttavia, prende forma il suo dimidium: la coscienza del protagonista acquista sostanza scenica, diventa essa stessa personaggio e accompagna quella ricerca parossistica della verità destinata a condurre l’uomo verso la scoperta più dolorosa, quella di se stesso.

È proprio questa capacità del mito di oltrepassare il proprio tempo a rappresentare uno dei nuclei della proposta teatrale del Manzoni.

«Con “L’Enigma” non portiamo in scena una storia già scritta, ma una domanda ancora aperta. Edipo cerca se stesso senza sapere di cercarsi: è forse per questo che, a distanza di millenni, continua a somigliarci», afferma la dirigente scolastica Adele Vairo.

La produzione assume un valore particolare anche per la sua genesi.

Testo, regia, musiche originali e costumi sono infatti frutto delle competenze sviluppate all’interno della scuola attraverso il lavoro di docenti e studenti del Laboratorio di Teatro Classico.

«“L’Enigma” nasce interamente all’interno della nostra scuola – sottolinea ancora Vairo –: la regia, il testo, tra attenzione filologica e contaminazione col moderno, le musiche originali, i costumi sono opera di docenti e studenti del Laboratorio di Teatro Classico».

Un’esperienza che per il Liceo Manzoni non rappresenta un episodio isolato.

Il Laboratorio opera infatti da quasi vent’anni nella diffusione e nella valorizzazione della cultura classica, sotto l’egida del «Fuoco di Prometeo» e in qualità di Ambasciatore Inda.

Un percorso nel quale il teatro diventa parte integrante della formazione, consentendo ai giovani di avvicinarsi ai testi non soltanto attraverso lo studio, ma mediante la voce, il corpo, la musica e la costruzione collettiva della scena.

«Il Laboratorio di Teatro Classico è un progetto che da anni valorizza le competenze già presenti nel nostro Istituto e che dimostra quanto il lavoro corale rappresenti il vero quid pluris», evidenzia la dirigente.

Portare «L’Enigma» nell’Antica Capua aggiunge infine alla rappresentazione una suggestione ulteriore: quella di restituire la parola classica a un territorio che della civiltà antica conserva testimonianze e memoria.

«Portare questo spettacolo a Capua Antica – conclude Vairo – significa far parlare il passato con il linguaggio di chi lo interpreta oggi».

Qui risiede la forza più autentica dell’appuntamento di venerdì: non custodire il classico dietro una teca, ma riconsegnarlo ai giovani affinché possano attraversarlo, interrogarlo e persino contaminarlo. Perché Edipo continua a parlarci proprio quando smette di essere soltanto un personaggio antico e torna a porre, a ciascuno, il più difficile degli enigmi: conoscere se stessi.