– Il Comitato Civico Pro Ave Gratia Plena – Bene Comune appoggia la richiesta di un incontro urgente con il presidente della Regione Campania Roberto Fico. Al centro la salvaguardia dei reparti e la sicurezza delle future mamme nelle aree interne
– Il presidente Emilio Iannotta richiama la mozione approvata dal Consiglio regionale il 5 ottobre e propone una grande alleanza istituzionale per il futuro dell’ospedale di Piedimonte Matese: «Il diritto alla salute non può dipendere dal luogo in cui si nasce o si sceglie di vivere»
Piedimonte Matese (Redazione) – La difesa dei punti nascita e il futuro dell’assistenza sanitaria nelle aree interne della Campania tornano al centro del confronto istituzionale. Il Comitato Civico Pro Ave Gratia Plena – Bene Comune esprime pieno sostegno all’iniziativa congiunta dei sindaci di Piedimonte Matese, Sessa Aurunca e Sapri, che hanno richiesto un incontro urgente al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, per affrontare la delicata questione della salvaguardia dei rispettivi reparti di maternità.
A intervenire è il presidente del Comitato e consigliere comunale di Piedimonte Matese, Emilio Iannotta, che considera l’iniziativa dei tre primi cittadini un passaggio importante per rilanciare una mobilitazione che coinvolge amministrazioni locali, operatori sanitari, associazioni e cittadini.
«È un’iniziativa importante, che condividiamo convintamente e che auspichiamo possa tradursi rapidamente in decisioni concrete», dichiara Emilio Iannotta, sottolineando la necessità di trasformare il confronto politico e istituzionale in provvedimenti capaci di garantire servizi sanitari adeguati alle comunità interessate.
La vicenda riguarda tre presidi ospedalieri che rappresentano punti di riferimento fondamentali per territori caratterizzati, in diversa misura, da difficoltà nei collegamenti e distanze significative rispetto alle strutture sanitarie alternative.
Il Comitato richiama, in particolare, la mozione numero 74 approvata dal Consiglio regionale della Campania lo scorso 5 ottobre, con la quale è stata sostenuta la salvaguardia dei punti nascita di Piedimonte Matese, Sessa Aurunca e Sapri, riconoscendo l’importanza di una programmazione sanitaria che tenga conto delle peculiarità geografiche e assistenziali dei territori.
Un passaggio istituzionale che, secondo il Comitato, deve trovare adesso concreta attuazione attraverso scelte amministrative e organizzative coerenti con la necessità di garantire sicurezza alle gestanti e ai neonati.
Alla seduta del Consiglio regionale aveva partecipato personalmente anche Emilio Iannotta, che richiama l’intervento del consigliere regionale Raffaele Aveta, particolarmente attento alle problematiche sanitarie del Matese e dell’Alto Casertano.
Al centro delle considerazioni espresse durante il dibattito, la necessità di non subordinare automaticamente le decisioni sul mantenimento dei servizi ospedalieri ai soli parametri numerici, ma di valutare anche le condizioni effettive nelle quali vivono i cittadini.
«Il nostro territorio merita una valutazione specifica e rigorosa. Le caratteristiche montane, le distanze, le condizioni della viabilità e i tempi necessari per raggiungere strutture alternative devono entrare pienamente nella valutazione della sicurezza. Non chiediamo deroghe che la compromettano, ma che la sicurezza venga considerata nella sua interezza», sottolinea Emilio Iannotta.
La questione assume particolare rilievo per le popolazioni delle aree interne, dove la distanza da un ospedale e le difficoltà della rete viaria possono incidere sensibilmente sui tempi di accesso alle prestazioni sanitarie, soprattutto nelle situazioni di emergenza.
Sul futuro dei tre punti nascita pesa anche la decisione del Tar Campania, che ha respinto i ricorsi contro la riorganizzazione regionale fondata sulla soglia minima di 500 parti annui. L’approvazione della mozione consiliare ha tuttavia riaperto il confronto politico sulle possibili soluzioni per tutelare l’assistenza materno-infantile, nel rispetto degli standard di sicurezza.
Per il presidente del Comitato, però, la mobilitazione non può fermarsi esclusivamente alla difesa del punto nascita. Occorre affrontare complessivamente il futuro dell’ospedale Ave Gratia Plena di Piedimonte Matese e dell’intera rete sanitaria del Matese e dell’Alto Casertano.
Le priorità riguardano il potenziamento dell’emergenza-urgenza, la disponibilità di personale sanitario, il rafforzamento delle prestazioni specialistiche e diagnostiche, il miglioramento dell’assistenza territoriale e una maggiore integrazione tra ospedale e servizi presenti nei Comuni.
Una prospettiva che richiede, secondo il Comitato, una programmazione condivisa e una visione capace di superare le singole vertenze per costruire un sistema sanitario realmente rispondente alle esigenze della popolazione.
In questo contesto, Emilio Iannotta richiama la proposta di un «Patto per la Salute del Matese e dell’Alto Casertano», contenuta in una mozione presentata al Consiglio comunale di Piedimonte Matese e protocollata il 29 giugno 2026, ancora in attesa di essere discussa.
L’iniziativa punta a costruire un percorso permanente di confronto tra sindaci, amministrazioni comunali, Asl, professionisti della sanità, associazioni, comitati civici e cittadini, individuando priorità condivise e strumenti di programmazione per il futuro dell’assistenza sanitaria nel comprensorio.
«Nessuno può pensare di difendere da solo il futuro della sanità del nostro territorio. Occorre superare divisioni e appartenenze, valorizzare il contributo di tutti e costruire una grande alleanza istituzionale e civica. Non vogliamo soltanto difendere ciò che rischiamo di perdere, ma costruire insieme i servizi di cui le nostre comunità hanno bisogno», afferma il presidente del Comitato.
Un appello all’unità che coinvolge direttamente le istituzioni locali e regionali, chiamate a individuare soluzioni sostenibili per una rete sanitaria che deve conciliare qualità delle prestazioni, sicurezza clinica e accessibilità dei servizi.
Il Comitato Civico Pro Ave Gratia Plena – Bene Comune conferma dunque la propria disponibilità a collaborare con i sindaci dei territori interessati, con le amministrazioni comunali, con gli altri comitati e con le istituzioni regionali, auspicando che l’iniziativa dei tre primi cittadini possa tradursi rapidamente in un confronto operativo con la presidenza della Regione Campania.
L’obiettivo è ottenere l’attuazione degli indirizzi contenuti nella mozione regionale del 5 ottobre e, parallelamente, avviare la discussione sul Patto per la Salute, considerato uno strumento fondamentale per affrontare in maniera organica le criticità dell’assistenza sanitaria nel Matese.
La difesa del punto nascita di Piedimonte Matese diventa così parte di una questione più ampia, che riguarda il diritto delle comunità delle aree interne a disporre di servizi sanitari adeguati, senza essere penalizzate dalle caratteristiche geografiche dei luoghi nei quali vivono.
A sintetizzare il significato della mobilitazione sono le parole conclusive di Emilio Iannotta, che richiamano il principio dell’uguaglianza nell’accesso alle cure: «Il diritto alla salute non può dipendere dal luogo in cui si nasce o si sceglie di vivere».

