Caserta (Redazione) – Comprendere un territorio significa anzitutto imparare a leggerlo. Non soltanto attraverso i suoi paesaggi, le sue città o le sue trasformazioni urbanistiche, ma anche mediante le mappe, i documenti e le tracce che il tempo ha consegnato agli studiosi. È da questa affascinante prospettiva che prende forma il nuovo appuntamento del ciclo culturale “La ricerca come passione. Studi su Terra di Lavoro”, promosso dall’Archivio di Stato di Caserta e dedicato alla valorizzazione delle esperienze di ricerca che hanno contribuito ad approfondire la conoscenza del Mezzogiorno e della storica Terra di Lavoro.
L’incontro, in programma il prossimo 4 giugno alle ore 16.00 presso la Sala Conferenze dell’Archivio di Stato di Caserta, porterà al centro dell’attenzione un tema di straordinario interesse culturale e scientifico: “Il mondo sub specie geometrica”, un viaggio attraverso la cartografia, la rappresentazione dello spazio e gli strumenti che nel corso dei secoli hanno consentito all’uomo di interpretare il mondo.
Protagonista dell’appuntamento sarà Vladimiro Valerio, studioso di fama nazionale e internazionale, già professore ordinario presso l’Università IUAV di Venezia e socio corrispondente dell’Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti di Padova.
Il suo percorso intellettuale rappresenta uno dei più originali nel panorama accademico italiano. Architetto, matematico, storico della rappresentazione dello spazio, studioso della cartografia e delle discipline collegate all’astronomia, alla geodesia e alle tecniche del rilievo, Valerio ha costruito negli anni una ricerca capace di attraversare confini disciplinari spesso considerati invalicabili.
La sua attività scientifica ha contribuito a mostrare come le carte geografiche non siano semplici strumenti di orientamento, ma autentiche testimonianze culturali capaci di raccontare il livello tecnologico, la visione del mondo e perfino gli equilibri geopolitici delle epoche che le hanno prodotte.
L’iniziativa si inserisce nel secondo ciclo di incontri promosso dall’Archivio di Stato di Caserta, progetto nato con l’obiettivo di dare voce direttamente agli studiosi che hanno dedicato la propria attività alla ricerca storica sul territorio.
Attraverso il racconto delle esperienze personali, delle metodologie adottate e dei risultati raggiunti, il ciclo intende avvicinare il pubblico alla ricerca accademica, rendendo accessibili temi spesso considerati esclusivamente specialistici.
L’obiettivo dichiarato è quello di umanizzare il discorso storico, trasformando la conoscenza in un patrimonio condiviso e rafforzando il senso di appartenenza delle comunità locali alle proprie radici culturali.
Ad animare il confronto saranno anche Simonetta Conti, già docente di Geografia presso l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, e Pierluigi De Felice, geografo dell’Università di Salerno, chiamati a dialogare con l’ospite per approfondire i molteplici aspetti della ricerca storico-cartografica.
Il dibattito offrirà l’occasione per riflettere sull’eredità lasciata da figure di primo piano come il professor Roberto Almagià, considerato uno dei maggiori studiosi internazionali nel campo della geografia e della cartografia storica, il cui insegnamento ha influenzato generazioni di ricercatori.
Particolare attenzione sarà dedicata alla straordinaria capacità delle mappe di raccontare la società. Una carta geografica, infatti, non descrive soltanto uno spazio fisico, ma restituisce il modo in cui una comunità percepisce sé stessa, organizza il proprio territorio e interpreta i rapporti con il mondo circostante.
L’incontro gode del patrocinio del CISGE – Sezione Storia della Cartografia e del Laboratorio GeSto dell’Università di Salerno, realtà impegnate nella promozione degli studi geografici e cartografici.
L’Archivio di Stato di Caserta conferma così il proprio ruolo di presidio culturale e luogo privilegiato di incontro tra ricerca scientifica e cittadinanza, offrendo occasioni preziose di approfondimento e divulgazione.
In un’epoca dominata dalla velocità delle informazioni e dalla comunicazione istantanea, iniziative come questa restituiscono valore al tempo della riflessione e allo studio rigoroso delle fonti. Perché conoscere il passato non significa rifugiarsi nella nostalgia, ma acquisire strumenti indispensabili per comprendere il presente e immaginare il futuro.
Ed è forse proprio questo il significato più autentico dell’appuntamento promosso dall’Archivio di Stato: ricordare che dietro ogni carta geografica, dietro ogni documento e dietro ogni ricerca, si nasconde il racconto di una comunità che continua a cercare sé stessa nella propria storia.

