Sparanise/Mondragone (Redazione) – Per una settimana hanno sfidato salite, caldo, fatica e centinaia di chilometri di strada. Ma il loro viaggio non aveva soltanto una destinazione geografica. Era soprattutto un percorso ideale, un attraversamento simbolico dell’Italia migliore, quella che sceglie la legalità, la tutela dell’ambiente e l’impegno civile come strumenti di riscatto e di crescita collettiva.
Si è conclusa a Sparanise l’edizione 2026 di “Pedali per l’Ambiente contro le Mafie”, la tradizionale manifestazione ciclistica promossa dalla Ciclistica Emiliana ASD, guidata dal presidente Michele Russo, che ogni anno collega l’Emilia-Romagna a territori segnati da vicende giudiziarie e difficoltà sociali per lanciare un messaggio di fiducia, partecipazione e rinascita.
Partiti il 24 maggio da Casalgrande, in provincia di Reggio Emilia, gli atleti hanno attraversato l’Appennino toscano, percorso la fascia tirrenica e raggiunto il litorale domizio prima di approdare nel Casertano. Un tragitto impegnativo sostenuto dal patrocinio della Regione Emilia-Romagna, dal Comune di Sparanise e dal contributo di numerose realtà associative e imprenditoriali che hanno creduto nel valore dell’iniziativa.
L’obiettivo della manifestazione è chiaro e ambizioso: utilizzare lo sport come linguaggio universale per affermare il rispetto delle regole, la difesa dell’ambiente e il contrasto a ogni forma di criminalità organizzata.
Dopo una tappa a Mondragone, gli sportivi hanno raggiunto Sparanise, città che negli ultimi anni ha vissuto una delle pagine più difficili della propria storia amministrativa con lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche e la successiva gestione commissariale.
Proprio per questo la scelta di concludere il percorso nella cittadina calena ha assunto un significato particolarmente forte. Un approdo simbolico che ha trasformato l’arrivo dei ciclisti in un messaggio di fiducia rivolto a una comunità impegnata a lasciarsi alle spalle le ombre del passato.
Ad accogliere il gruppo è stato il sindaco di Sparanise Fabrizio De Pasquale, affiancato dall’assessore Pietro Izzo, protagonisti di una partecipazione che ha confermato la volontà dell’amministrazione comunale di sostenere tutte le iniziative capaci di promuovere legalità, inclusione e valorizzazione del territorio.
La presenza del primo cittadino non si è limitata al semplice saluto istituzionale. Le sue parole hanno rappresentato una riflessione autentica sul percorso di rinascita intrapreso dalla città.
De Pasquale ha infatti ringraziato gli organizzatori per aver individuato Sparanise quale tappa conclusiva della manifestazione, sottolineando il valore di un messaggio che arriva in un territorio desideroso di consolidare una nuova stagione amministrativa fondata sulla trasparenza e sulla partecipazione.
Particolarmente significativa la metafora utilizzata dal sindaco nel collegare il ciclismo alla convivenza civile. Per raggiungere un traguardo, ha evidenziato, occorrono sacrificio, costanza ed equilibrio; le stesse qualità indispensabili per costruire una società fondata sul rispetto delle regole e sulla responsabilità condivisa.
Un passaggio che ha raccolto l’apprezzamento dei partecipanti e che ha sintetizzato efficacemente il senso più profondo dell’iniziativa.
Nel corso della tappa casertana, i ciclisti sono stati accompagnati dalla Protezione Civile di Casal di Principe e, in alcuni tratti, dalla Polizia Municipale di Sparanise, garantendo un percorso svolto in piena sicurezza.
Alla manifestazione ha preso parte anche Benedetto Zoccola, ex assessore di Mondragone e imprenditore che negli anni ha subito intimidazioni e minacce riconducibili alla criminalità organizzata. La sua presenza in sella alla bicicletta ha rappresentato una testimonianza concreta di coraggio civile e di vicinanza ai valori promossi dall’evento.
Importante anche il contributo degli imprenditori del territorio domizio, che hanno scelto di sostenere la manifestazione offrendo accoglienza e supporto logistico ai partecipanti, contribuendo a mostrare il volto migliore di una terra troppo spesso raccontata esclusivamente attraverso le cronache giudiziarie.
Particolarmente toccante il bilancio finale tracciato dal presidente della Ciclistica Emiliana, Michele Russo, che ha evidenziato come l’esperienza abbia confermato l’esistenza di una vasta rete di persone, associazioni, amministratori e cittadini che continuano a credere nella legalità, nella salvaguardia ambientale e nella funzione educativa dello sport.
Le sue parole hanno restituito l’immagine di un’Italia silenziosa ma operosa, capace di costruire ponti tra territori lontani e di trasformare una semplice pedalata in un laboratorio itinerante di cittadinanza attiva.
Quando l’ultima bicicletta ha tagliato il traguardo di Sparanise, non si è conclusa soltanto una manifestazione sportiva. Si è chiuso un viaggio che ha attraversato geografie e coscienze, portando con sé un messaggio potente: la lotta contro le mafie, il rispetto dell’ambiente e la rinascita dei territori non passano soltanto attraverso le leggi o le sentenze, ma anche attraverso i gesti quotidiani, l’impegno collettivo e la capacità delle istituzioni di camminare accanto ai cittadini. Ed è proprio in questa alleanza tra sport, comunità e buona amministrazione che Sparanise ha trovato il significato più autentico della sua accoglienza.
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2026-06-02

