Caserta saluta un pezzo della sua storia commerciale: dopo 78 anni chiude “La Dispensa” di piazza Matteotti

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– La storica salumeria della famiglia Canzano abbassa definitivamente la serranda dopo quasi otto decenni: un negozio diventato nel tempo punto di riferimento per generazioni di clienti

– Dal secondo dopoguerra ai grandi cambiamenti nelle abitudini di consumo, l’attività ha attraversato la trasformazione della città conservando un rapporto familiare con il quartiere

Caserta (Redazione) – Settantotto anni non si chiudono con il semplice rumore di una serranda che scende. Dentro una bottega rimangono voci, consuetudini, gesti ripetuti per decenni, volti diventati familiari. È anche per questo che la chiusura de “La Dispensa”, storica salumeria di piazza Matteotti, assume per Caserta un significato che va oltre la fine di un’attività commerciale.

La salumeria della famiglia Canzano ha infatti concluso definitivamente il proprio percorso dopo quasi otto decenni di presenza in città.

In vetrina è comparso un cartello di ringraziamento rivolto alla clientela: poche parole, ma sufficienti a raccontare un rapporto costruito nel tempo, giorno dopo giorno, tra il negozio e chi ne aveva fatto una tappa abituale.

La Dispensa era nata nel secondo dopoguerra e aveva accompagnato, stagione dopo stagione, i cambiamenti di Caserta e del quartiere.

Per generazioni quella porta è rimasta aperta a nonni, genitori e figli, trasformando progressivamente un esercizio commerciale in un luogo riconoscibile della quotidianità cittadina.

Si entrava per acquistare salumi, formaggi e prodotti alimentari, ma spesso anche per scambiare una parola, incontrare un volto noto, ritrovare quella dimensione di prossimità che ha caratterizzato per decenni il commercio di quartiere.

Una familiarità costruita dietro il bancone e consolidata in una città profondamente diversa da quella nella quale l’attività aveva mosso i primi passi.

Nel corso dei decenni il modo di fare la spesa è infatti cambiato radicalmente.

La crescita della grande distribuzione, la trasformazione dei ritmi familiari, il diffondersi dei supermercati e, più recentemente, nuove modalità di acquisto hanno progressivamente modificato il rapporto tra cittadini e negozi tradizionali.

“La Dispensa” aveva tuttavia continuato a conservare una propria identità, affidandosi soprattutto al rapporto diretto con la clientela e a quella continuità che soltanto le attività radicate per molti anni nello stesso luogo riescono a costruire.

La decisione di chiudere è stata descritta dalla famiglia come sofferta ma inevitabile.

E proprio nelle ore del congedo sono emersi con maggiore forza i ricordi dei clienti: chi rammenta gli acquisti fatti da bambino, chi racconta di aver continuato a frequentare il negozio da adulto e chi lega a quelle stanze una parte della propria storia familiare.

È forse questo il patrimonio più difficile da misurare.

Non quello economico, ma quello fatto di abitudini e memoria, costruito attraverso migliaia di giornate trascorse dietro un bancone e altrettanti incontri con persone che, con il passare degli anni, hanno smesso di essere semplicemente clienti.

La chiusura di un’attività con una storia tanto lunga racconta anche il mutamento del tessuto commerciale dei centri urbani.

Ogni volta che scompare una bottega storica, infatti, non viene meno soltanto un’insegna: cambia inevitabilmente anche il volto della strada che l’ha ospitata e il rapporto quotidiano di chi quella strada la percorre.

Piazza Matteotti perde così una presenza che aveva accompagnato quasi ottant’anni di vita cittadina.

Rimangono le immagini, i ricordi e soprattutto quella lunga continuità familiare che ha consentito alla salumeria Canzano di attraversare epoche profondamente differenti.

Dopo 78 anni, “La Dispensa” chiude dunque la propria storia commerciale. Ma per chi l’ha frequentata per una vita, quel nome continuerà probabilmente a indicare molto più di un negozio: uno di quei piccoli luoghi attraverso i quali una città conserva, quasi senza accorgersene, una parte della propria memoria.