– Dalle testimonianze di chi vive la sofferenza psichica alla volontà di promuovere cambiamenti concreti: l’iniziativa riunisce persone con esperienza diretta, familiari, operatori, associazioni e cittadini. Al centro del confronto ascolto, dignità, partecipazione e contrasto allo stigma
– L’incontro del 10 ottobre, in occasione della Giornata mondiale della salute mentale, diventa il punto di partenza di un impegno condiviso. «La relazione è quella che conta»: una riflessione sul valore dei legami umani e sulla necessità di costruire servizi più vicini ai bisogni delle persone
Caserta (Redazione) – Trasformare l’ascolto in partecipazione, la sofferenza in occasione di confronto e le esperienze individuali in un impegno capace di coinvolgere l’intera comunità. È questo il significato del «Patto dell’Ago-right di Caserta», una proposta nata dalle testimonianze raccolte durante l’incontro promosso in occasione della Giornata mondiale della salute mentale, celebrata il 10 ottobre.
Un’iniziativa che ha riunito persone con esperienza diretta di sofferenza psichica, familiari, operatori dei servizi, rappresentanti delle associazioni e cittadini, chiamati a confrontarsi sulle difficoltà quotidiane, sulle risorse disponibili e sulle possibilità di costruire una società maggiormente accogliente.
Particolarmente significativa la scelta di organizzare il confronto attraverso un cerchio, concepito come spazio simbolico e concreto di partecipazione, nel quale ogni persona potesse esprimersi liberamente, ascoltare oppure scegliere di rimanere in silenzio.
Nessuna voce più importante delle altre, nessuna esperienza considerata marginale: il valore dell’iniziativa è stato individuato proprio nella possibilità di riconoscere dignità e attenzione a ogni testimonianza.
Dal confronto sono emerse parole destinate a orientare il percorso futuro: ascolto, rispetto, fiducia, gentilezza, speranza, autonomia, responsabilità, collaborazione, inclusione e solidarietà.
Accanto a queste, interrogativi che attraversano profondamente il mondo della salute mentale. Come contrastare i pregiudizi? In che modo riconoscere tempestivamente il disagio? Quali strumenti possono impedire che le persone si sentano abbandonate? Come rendere i servizi realmente vicini alla vita quotidiana?
Domande che non ammettono risposte semplicistiche, ma richiedono un dialogo costante tra cittadini, istituzioni, professionisti e realtà associative.
Una frase, riportata su uno dei cartelloni realizzati durante l’incontro, ha sintetizzato il significato dell’esperienza: «La relazione è quella che conta».
Un’espressione essenziale, nella quale si riconosce l’importanza dei rapporti umani come elemento fondamentale per contrastare l’isolamento e favorire percorsi di inclusione.
Proprio da queste riflessioni è maturata la proposta di un Patto, inteso non come documento definitivo o rappresentativo di tutte le sensibilità, ma come impegno a proseguire il confronto e trasformare progressivamente le idee in iniziative condivise.
Il progetto intende conservare il patrimonio di esperienze raccolte, evitando che le testimonianze e le proposte emerse rimangano circoscritte a una singola giornata.
«Non vogliamo soltanto una comunità che parli di salute mentale. Vogliamo una comunità che sappia ascoltare, dialogare, accogliere e cambiare insieme», si legge nel documento che accompagna l’iniziativa.
Il messaggio è particolarmente significativo perché riconosce nelle persone con esperienza di sofferenza psichica non soltanto destinatarie di assistenza, ma protagoniste del confronto sulle scelte che riguardano la loro vita.
La prospettiva è quella di una comunità nella quale il benessere psicologico diventi una responsabilità condivisa, capace di superare pregiudizi e solitudini attraverso relazioni più autentiche e servizi attenti ai bisogni individuali.
Il Patto dell’Ago-right nasce dunque come punto di partenza di un percorso ancora da costruire, affidato alla disponibilità di tutti a riconoscersi nell’esperienza degli altri.
Il cambiamento, come ricordano i promotori, non comincia quando si possiedono tutte le risposte, ma quando si trova il coraggio di continuare a cercarle insieme.

