Caserta, al Museo Diocesano la mostra “Reliquie” di Erk14

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– L’esposizione è curata da Fabio Maietta e sarà visitabile fino al 15 novembre

– Una selezione di opere in cui fiori, animali, oggetti d’uso comune e frammenti visivi della quotidianità vengano letti al di fuori della realtà codificata come strumenti mediatori tra il visibile e l’invisibile

Caserta (Graziana Iadicicco) – Nel cuore di Caserta si può ammirare “Reliquie”, mostra personale di Erk14, artista classe 1986 che vive e lavora a Napoli. L’esposizione, in programma al Museo Diocesano di Caserta dal 31 ottobre fino al 15 novembre, è curata da Fabio Maietta e si inserisce in “Hearth: Art Starts Here”, progetto ideato dallo stesso curatore.

Il progetto della mostra nasce da una domanda che l’artista si pone: che cosa rimane del nostro passaggio nel mondo? Partendo da questo amletico quesito la mostra presenta al pubblico una selezione di opere in cui fiori, animali, oggetti d’uso comune e frammenti visivi della quotidianità vengano esaminati e letti al di fuori della realtà codificata come strumenti semiofori, mediatori tra il visibile e l’invisibile, funzionali alla riflessione sulla memoria.

Attraverso sovrapposizioni, accumuli e associazioni inattese, Erk14 sottrae gli elementi rappresentati alla loro funzione originaria, trasformandoli in testimonianze capaci di custodire gesti, emozioni, fragilità, desideri e abitudini del presente. Il concetto di reliquia, abitualmente collegato alla salvaguardia della memoria e alla sfera spirituale, viene così riletto in chiave contemporanea. Gli oggetti non sono presentati per il loro valore intrinseco, ma per ciò che testimoniano con la loro presenza come ponte tra passato e presente, materiale e spirituale, immanente e trascendente.

La scelta del Museo Diocesano conferisce poi al progetto culturale una specifica dimensione: le opere instaurano un dialogo con un luogo in cui memoria, spiritualità e stratificazioni culturali convivono dialogicamente, suggerendo come anche gli elementi più ordinari possano conservare presenze e significati attraverso il tempo. Nelle opere, le immagini mantengono la propria identità, ma entrano in una narrazione ampia, priva di una successione lineare o cronologica, dove lo spettatore è parte attiva nel processo di interpretazione delle opere esposte che si prestano a molteplici interpretazioni.

Come accade nei processi della memoria, i diversi elementi si incontrano e si sovrappongono, componendo un archivio visivo in continua espansione nel quale il pubblico può riconoscere frammenti della propria esperienza, attivare un dialogo profondo tra memoria personale e percezione visiva, rivendicando la libertà di dare una lettura personale a ciò che vede.