– Grande partecipazione degli istituti scolastici al programma della Regione Campania finanziato attraverso il Fondo Sociale Europeo. Sono 135 le candidature complessivamente presentate dalle scuole delle province di Caserta, Avellino e Benevento, mentre Napoli e la sua provincia registrano 254 richieste
– Laboratori pomeridiani, attività estive, musica, teatro, sport, competenze digitali e percorsi di inclusione per contrastare la dispersione scolastica. L’assessore regionale Andrea Morniroli sottolinea il valore di una scuola aperta alle comunità e capace di intervenire sulle disuguaglianze prima che diventino esclusione
Caserta (Redazione) – La scuola come presidio di opportunità, luogo di incontro e strumento di emancipazione sociale. È questa la prospettiva che accompagna il rinnovo del programma «Scuola Viva» per il biennio 2027-2028, promosso dalla Regione Campania e sostenuto dalle risorse del Fondo Sociale Europeo Plus.
La fase di presentazione delle candidature si è conclusa con un risultato significativo: circa 450 domande provenienti dagli istituti scolastici campani, a testimonianza dell’interesse verso un modello educativo che supera i confini tradizionali delle lezioni mattutine.
Particolarmente rilevante anche la partecipazione delle aree interne e del territorio casertano. Sono infatti 135 le candidature complessivamente presentate dalle scuole delle province di Caserta, Avellino e Benevento, mentre 70 provengono dalla città di Napoli e 184 dagli istituti della sua provincia. Altre 60 domande riguardano Salerno e il territorio provinciale.
Il dato relativo a Caserta non è stato ancora comunicato separatamente, essendo compreso nel totale delle tre province.
La Regione procederà ora all’esame delle istanze per completare l’iter di valutazione e consentire l’avvio delle attività. Le candidature presentate, pertanto, non equivalgono ancora a progetti approvati o finanziati.
Il programma «Scuola Viva» nasce con l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica, sostenere gli studenti più vulnerabili e rafforzare il rapporto tra istituzioni educative e comunità locali.
Tra gli interventi previsti figurano l’apertura degli edifici scolastici nelle ore pomeridiane e durante il periodo estivo, l’organizzazione di laboratori artistici e didattici, attività sportive, percorsi di formazione digitale, apprendimento delle lingue straniere e orientamento al lavoro.
Una particolare attenzione viene riservata agli studenti che vivono situazioni di fragilità economica o sociale, agli alunni con disabilità e ai ragazzi con background migratorio, attraverso il coinvolgimento di docenti, tutor, famiglie, associazioni, enti locali e realtà produttive.
Il principio ispiratore è quello di una scuola che non si limiti a trasmettere conoscenze, ma sappia anche costruire relazioni, favorire l’inclusione e offrire occasioni di crescita al di fuori dell’orario curricolare.
A evidenziare il significato della partecipazione è l’assessore regionale alla Scuola e alle Politiche sociali Andrea Morniroli, che considera le numerose candidature un segnale della volontà degli istituti di rafforzare il proprio legame con le comunità.
«L’obiettivo è tenere insieme didattica e attività extracurriculari, socialità e cultura», sottolinea l’assessore, richiamando la necessità di una scuola pubblica capace di contrastare le disuguaglianze e prevenire le condizioni di esclusione.
Per Andrea Morniroli, il percorso deve contribuire a costruire alleanze sempre più solide tra le diverse componenti delle comunità educanti, valorizzando le esperienze e i bisogni dei territori.
Il rinnovo di «Scuola Viva» assume particolare importanza anche per la provincia di Caserta, dove il rafforzamento delle opportunità formative può rappresentare un sostegno concreto alle famiglie e agli studenti, soprattutto nei contesti maggiormente esposti al rischio di abbandono scolastico.
L’obiettivo è trasformare gli istituti in luoghi di aggregazione e partecipazione, capaci di offrire ai giovani occasioni per scoprire talenti, sviluppare competenze e costruire relazioni positive.
Il prossimo passaggio sarà la valutazione regionale delle candidature, dalla quale emergerà il quadro definitivo dei progetti ammessi.
La sfida, tuttavia, va oltre i numeri delle domande presentate. Investire in una scuola aperta significa riconoscere che l’istruzione non si esaurisce nelle ore trascorse in aula, ma continua negli spazi della creatività, della socialità e della partecipazione. Ed è proprio in questi luoghi che il diritto allo studio può trasformarsi in una concreta opportunità di futuro.

