– Erba spontanea, aiuole trascurate e percorsi pedonali invasi: le criticità interessano via Unità Italiana, viale Medaglie d’Oro, viale Beneduce, via De Gasperi e numerosi altri assi cittadini. I residenti chiedono interventi più continui
– La Green Service ha avviato operazioni di manutenzione e diserbo, ma resta il nodo della programmazione. Segnalazioni anche da via Cappuccini, mentre nelle periferie torna in primo piano la situazione del Parco degli Aranci
Caserta (Redazione) – Il degrado urbano raramente irrompe all’improvviso. Più spesso avanza lentamente, centimetro dopo centimetro, fino a confondersi con il paesaggio quotidiano e a trasformare ciò che dovrebbe essere eccezione in abitudine. A Caserta, in queste settimane, ha soprattutto il colore del verde lasciato crescere lungo marciapiedi, aiuole e spartitraffico: una vegetazione spontanea che in diversi punti della città non rappresenta più soltanto una questione estetica, ma interferisce con la mobilità pedonale, la sicurezza e la percezione complessiva dello spazio pubblico.
Il fenomeno attraversa il centro, i quartieri residenziali e le periferie, restituendo l’immagine di una manutenzione che fatica a mantenere un ritmo uniforme rispetto alle necessità del territorio.
In via Unità Italiana, ad esempio, i ciuffi d’erba crescono indisturbati tra le panchine e le rastrelliere destinate alle biciclette, compromettendo la piena fruibilità degli arredi urbani.
In viale Medaglie d’Oro la situazione assume caratteristiche ancora più evidenti.
Alla vegetazione spontanea che colonizza marciapiedi e piste ciclabili si aggiungono lo stato poco decoroso delle isole spartitraffico e la presenza della carcassa di una palma.
Il tema della vivibilità e della sicurezza si ripropone in viale Beneduce, dove l’isola spartitraffico e i percorsi ciclabili risultano minacciati dalle folte chiome degli alberi, cresciute in maniera disordinata fino a costituire un potenziale ostacolo per quanti attraversano quotidianamente la zona.
Una condizione che può trasformarsi da semplice disagio in elemento di rischio per pedoni, ciclisti e automobilisti.
La stessa fotografia si ripete lungo altri importanti assi cittadini.
Viale Ellittico, via Renella, via Ceccano, via Picazio, via Ruta e via Enrico Raffaele presentano, con intensità differenti, segnali di una diffusa e costante incuria.
In via De Gasperi, inoltre, il verde delle aiuole che circondano gli alberi appare completamente incolto.
Non vengono risparmiate neppure infrastrutture più recenti.
In via Sossietta Scialla, la strada che conduce al cantiere del Policlinico, i marciapiedi appaiono aggrediti dalla vegetazione e accompagnati dalla presenza di rifiuti.
Una geografia dell’incuria che finisce così per unire luoghi molto differenti della città e che rende difficile considerare il fenomeno come la semplice somma di episodi isolati.
Alla crescita incontrollata della vegetazione si accompagna inoltre un’altra conseguenza.
Sterpaglie e aree scarsamente curate possono favorire la proliferazione di insetti e parassiti, aggiungendo alla questione del decoro una componente igienico-sanitaria che interessa direttamente la qualità della vita dei residenti.
La situazione appare particolarmente sentita nelle periferie.
Al Parco degli Aranci, nell’area residenziale che circonda il cosiddetto “buco della 167”, compresa tra viale degli Aranci, via dei Vecchi Pini e via delle Querce, i cittadini reclamano da tempo interventi strutturali.
Qui la vegetazione spontanea si intreccia con una questione urbanistica rimasta aperta e con le aspettative generate dal progetto di riqualificazione collegato ai fondi del Pnrr.
Un progetto che avrebbe dovuto restituire dignità al quartiere, mentre l’area continua a presentare criticità che alimentano la frustrazione di chi vi abita.
Dietro quella che appare come una foresta di sterpaglie si nasconde quindi una vicenda più complessa, nella quale manutenzione ordinaria, decoro e trasformazione urbana finiscono per sovrapporsi.
Il sistema della cura del verde cittadino coinvolge la Green Service, società che si occupa della potatura e della gestione delle aree verdi e delle aiuole nell’ambito dell’accordo quadro triennale ereditato dalla precedente amministrazione.
A occuparsi dell’igiene urbana e della raccolta dei rifiuti è invece la Sieco, alla quale spetta contrattualmente anche lo sfalcio dell’erba spontanea che cresce sui marciapiedi e ai bordi delle strade.
Una distinzione di competenze importante sul piano amministrativo, ma molto meno percepibile da chi vive quotidianamente la città.
Il cittadino che incontra un marciapiede invaso dall’erba, un’aiuola abbandonata o una pista ciclabile parzialmente ostruita giudica infatti il risultato finale, non l’articolazione dei contratti e dei servizi.
Sul quadro complessivo inciderebbe anche una drastica riduzione dell’impegno economico destinato negli ultimi anni alla manutenzione, con una conseguente diminuzione della frequenza degli interventi.
La Sieco, inoltre, opera in regime di proroga tecnica nell’attesa che venga conclusa la complessa gara d’appalto europea relativa al servizio, procedura alla quale hanno aderito i commissari straordinari che attualmente guidano il Comune dopo lo scioglimento dell’assise cittadina.
Nonostante un quadro generale ancora critico, alcuni interventi sono stati avviati.
La Green Service ha recentemente operato in via G.M. Bosco, occupandosi della pulizia dei marciapiedi.
Il risultato, tuttavia, secondo le segnalazioni raccolte, non sarebbe apparso completamente uniforme: accanto alle zone ripulite sarebbero infatti rimasti alcuni ciuffi d’erba ben visibili.
Parallelamente, la società ha avviato la manutenzione delle aiuole spartitraffico, anche se restano ancora diversi tratti da sistemare.
Un’altra segnalazione arriva da via Cappuccini.
Qui i residenti denunciano la presenza di rifiuti, deiezioni canine ed erbacce lungo un percorso che dalla rotonda delle Cinque Stelle attraversa via Ruggiero e via Tiziano fino alla stessa via Cappuccini, arrivando in prossimità di Piazza della Rimembranza.
Valter Giobbio, residente della zona e figura conosciuta nell’associazionismo cittadino, riferisce di avere contattato più volte la Sieco, chiedendo attenzione sia alla vegetazione spontanea sia alla pulizia dell’area.
La vicenda supera dunque la singola strada e persino la singola segnalazione.
Ciò che emerge con maggiore evidenza è soprattutto la necessità di restituire continuità alla manutenzione ordinaria.
Una città non può essere curata soltanto attraverso interventi dettati dall’urgenza, dall’accumularsi dei problemi o dalle proteste dei residenti.
Occorre una programmazione capace di anticipare la crescita della vegetazione, coordinare i differenti soggetti incaricati e stabilire una frequenza degli interventi coerente con le necessità delle diverse zone.
La questione assume ancora maggiore rilevanza alla conclusione dell’estate, dopo mesi nei quali le condizioni climatiche e la crescita della vegetazione hanno reso più evidenti situazioni già problematiche.
Marciapiedi, piste ciclabili, aiuole e spartitraffico non rappresentano elementi secondari nell’organizzazione di una città.
Sono gli spazi attraverso i quali ogni giorno passano anziani, bambini, persone con disabilità, ciclisti e migliaia di cittadini.
Lasciarli progressivamente occupare dalla vegetazione significa ridurre la qualità dello spazio pubblico e, in determinate circostanze, comprometterne la piena accessibilità.
Caserta mostra oggi due immagini che convivono: quella degli interventi avviati e quella delle numerose criticità ancora visibili.
Tra le due rimane uno spazio che può essere colmato soltanto attraverso una manutenzione programmata, costante e capace di non attendere che il problema raggiunga dimensioni tali da imporre un intervento d’urgenza.
Perché il vero parametro di una città curata non è la capacità di ripulire una strada dopo che il degrado è diventato evidente, ma riuscire a intervenire prima che l’incuria diventi parte abituale del paesaggio urbano.
Un quadro articolato, fatto di segnalazioni dei residenti, criticità diffuse e interventi già effettuati o ancora da completare, ricostruito dall’edizione di Caserta de Il Mattino, che ha dedicato un approfondimento alla condizione del verde pubblico nel capoluogo, documentando una problematica che attraversa il centro cittadino, i quartieri residenziali e le periferie.

