Caserta, svolta per l’ex Macrico: la Regione pronta a gestire il primo lotto da 15 milioni di euro

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– Accolta la richiesta della Diocesi: Palazzo Santa Lucia dovrebbe assumere il ruolo di soggetto attuatore e stazione appaltante per la prima fase della trasformazione dell’area in parco polifunzionale cittadino

– Superato uno dei principali ostacoli amministrativi. Il vescovo Pietro Lagnese: «Il sogno del Campo Laudato si’ comincia a prendere forma». Previsto anche un comitato di coordinamento tra Regione e Diocesi

Caserta (Redazione) – Per decenni il Macrico è stato uno dei grandi luoghi sospesi di Caserta: troppo vasto per essere dimenticato, troppo importante per restare estraneo alla vita della città. Ora, dopo anni di progetti, confronti e attese, il futuro dell’ex area militare sembra avvicinarsi a uno dei passaggi più concreti della sua trasformazione.

La Regione Campania, su richiesta della Diocesi di Caserta, è infatti pronta ad assumere il ruolo di soggetto attuatore e di stazione appaltante del primo lotto del progetto destinato a trasformare l’ex Macrico nel Campo Laudato si’, grande parco polifunzionale aperto alla città.

Il valore dell’intervento iniziale può raggiungere i 15 milioni di euro e dovrebbe essere finanziato attraverso le risorse del Fondo di Rotazione dell’Accordo per la Coesione.

La questione è stata al centro dell’incontro “Beni Comuni in movimento: diritti, comunità e territorio in provincia di Caserta”, ospitato nella Biblioteca diocesana e dedicato alla tutela e alla gestione del patrimonio territoriale.

Ad annunciare la disponibilità della Regione è stato il segretario generale della Fondazione Casa Fratelli Tutti, Elpidio Pota, che ha definito la soluzione individuata «ottimale». Il nodo da sciogliere riguardava infatti la possibilità per l’Istituto diocesano per il sostentamento del clero, proprietario dell’area, di gestire direttamente finanziamenti pubblici e procedure connesse alla realizzazione dell’opera.

La scelta della Regione di assumere un ruolo operativo consentirebbe di superare questo ostacolo: all’ente regionale spetterebbero i progetti di fattibilità tecnico-economica ed esecutivi, gli affidamenti e la gestione dei lavori.

Il masterplan complessivo per la rigenerazione dell’ex Macrico, dal Campo di Marte al Campo Laudato si’, dovrebbe invece rimanere il riferimento strategico al quale ancorare gli interventi successivi. L’obiettivo è procedere gradualmente, partendo dalla porzione interessata dal primo finanziamento per arrivare, nel tempo, alla trasformazione dell’intera area.

Secondo quanto riportato dall’edizione di Caserta de Il Mattino, la Diocesi avrebbe già trasmesso alla Regione anche una bozza di accordo nella quale viene prevista la costituzione di un Comitato di coordinamento, una sorta di cabina di regia chiamata a garantire coerenza fra le diverse operazioni. L’organismo dovrebbe essere formato da quattro componenti, due indicati dalla Regione e due dalla stessa Diocesi, senza compensi.

Per rendere operativo il nuovo assetto sarà ora necessario un ulteriore provvedimento della Giunta regionale che formalizzi il cambiamento del soggetto attuatore e approvi l’accordo di collaborazione. Solo successivamente potranno essere avviati gli atti necessari alla disponibilità delle aree e alla fase progettuale affidata ai tecnici.

Il passaggio assume un significato particolare anche nelle parole del vescovo di Caserta Pietro Lagnese, che ha accolto favorevolmente la disponibilità della Regione: «Siamo contenti che sia stata accolta la nostra richiesta e che finalmente il sogno del Campo Laudato si’ cominci a prendere forma».

Il presule ha inoltre ringraziato quanti hanno creduto nel progetto, ricordando le difficoltà affrontate e sottolineando la necessità di guardare adesso soprattutto alla futura gestione del grande spazio. La prospettiva indicata è quella di una fruizione condivisa, capace di fare dell’ex Macrico un bene realmente percepito come appartenente all’intera collettività.

Nel corso dell’incontro sono stati affrontati anche altri temi legati al patrimonio e all’ambiente della provincia. Giovanni Solino, dirigente provinciale, ha richiamato l’attenzione sul Contratto di fiume che coinvolge 27 Comuni e attende il perfezionamento regionale; Nadia Verdile ha invece ripercorso la vicenda della Reggia di Carditello e la lunga battaglia civile che contribuì alla sua rinascita.

Sono intervenuti inoltre Virginia Crovella, Emma Buondonno, Cinzia Rossi e Mauro Baldascino, portando al confronto esperienze e riflessioni sulla tutela dei beni comuni e sulla necessità di impedire che patrimoni riconquistati alla collettività tornino a essere dimenticati.

Per il Macrico, tuttavia, la novità possiede un peso particolare. Quindici milioni e un nuovo soggetto attuatore non significano ancora che il lungo percorso sia concluso: serviranno atti amministrativi, progettazione, affidamenti e cantieri. Ma rappresentano un passaggio capace di spostare la vicenda dal terreno delle intenzioni verso quello dell’attuazione.

Caserta aspetta da molti anni che quel grande spazio nel cuore della città smetta di rappresentare un confine e cominci a essere un luogo. Se il percorso annunciato arriverà fino in fondo, la vera conquista non sarà soltanto recuperare ettari di territorio: sarà restituire alla città una parte di se stessa.