Caserta (Redazione) – Anche il Casertano è nel pieno dell’ondata di calore che sta investendo la Campania. Tra gli hotspot termici monitorati da Legambiente Campania figurano infatti diverse aree della provincia di Caserta, dove le temperature al suolo hanno raggiunto i 46 gradi: l’area mercatale del capoluogo, la zona residenziale di Macerata Campania e quella di San Cipriano d’Aversa.
Il monitoraggio, condotto su dieci punti critici individuati nel corso degli ultimi dieci anni, conferma quanto il territorio casertano sia esposto alle ondate di calore, con ripercussioni dirette su chi lavora e vive quotidianamente questi spazi.
Il record assoluto, tuttavia, arriva dalla vicina area metropolitana di Napoli, dove sono stati rilevati 48 gradi sia presso la Stazione Centrale sia nell’area del mercato ortofrutticolo di Afragola, al confine con la provincia di Caserta.
Secondo Legambiente, il mercato di Afragola rappresenta un caso emblematico perché concentra un intenso utilizzo degli spazi, vaste superfici asfaltate e una forte esposizione ai raggi solari. Qui il caldo non costituisce soltanto un disagio ambientale, ma incide concretamente sulle condizioni di lavoro, sui tempi di movimentazione delle merci e sulla vivibilità complessiva dell’area.
Anche la Stazione Centrale di Napoli viene indicata come uno dei punti più critici, a causa della concentrazione di traffico, asfalto e continui flussi di persone, senza alcuna reale possibilità di sollievo climatico. Un contesto che racconta, secondo l’associazione, non solo un problema infrastrutturale, ma anche la crescente vulnerabilità urbana e le disuguaglianze nell’accesso a spazi freschi e sicuri.
Oltre alle località casertane che hanno fatto registrare 46 gradi, la mappa segnala anche il mercato di San Severino con 46°C, Piazza Enrico a Benevento con 45°C e Corso Vittorio Emanuele ad Avellino con 44°C. Chiude la classifica via del Carmine, a Salerno, dove sono stati rilevati 41°C.

