Caserta, trovato senza vita nei pressi del Monumento ai Caduti. Il vescovo: «Questa morte ci interroga tutti»

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– Monsignor Lagnese: «Non diventiamo indifferenti dinanzi alla solitudine, alla povertà e all’emarginazione»

Caserta (Redazione) – Il vescovo di Caserta e arcivescovo di Capua, monsignor Pietro Lagnese, ha voluto lanciare un messaggio alla comunità a seguito della notizia del ritrovamento, nei giorni scorsi, del corpo senza di vita di un uomo in piazza IV Novembre, nei pressi del Monumento ai Caduti di Caserta (CLICCA QUI).

Di seguito il messaggio di Sua Eccellenza Pietro Lagnese: «Ho appreso con profondo dolore e grande turbamento la notizia di un uomo senza dimora, di nazionalità algerina, trovato privo di vita nella nostra città, in un luogo che era diventato il suo precario rifugio: i portici di piazza IV Novembre, proprio all’esterno del Campo Laudato si’ Caserta.

Dietro la definizione di “cittadino straniero” c’è una persona, una vita, una storia, un volto. C’è un fratello. E, per noi cristiani, a quell’uomo ancora senza nome, possiamo dare un nome che ci interpella profondamente: lo stesso di Gesù di Nazareth che ci ha detto: «Ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e non mi avete visitato» (cfr. Mt 25,43).

Questa morte deve interrogare tutti: la comunità cristiana, le istituzioni, il mondo del volontariato e ciascun cittadino. Ci chiede di non abituarci mai alla sofferenza che incontriamo nelle nostre strade, di non diventare indifferenti dinanzi alla solitudine, alla povertà e all’emarginazione.

Ringrazio quanti, spesso nel silenzio, ogni giorno si prendono cura delle persone più fragili e di coloro che vivono senza una casa; ringrazio in particolare la nostra Caritas, che sta seguendo questa dolorosa vicenda e si sta adoperando affinché al nostro fratello possa essere assicurata una degna sepoltura. Quanto accaduto ci dice, però, che dobbiamo fare ancora di più, insieme, perché nessuno possa sentirsi invisibile, dimenticato o solo.

Affido al Signore questo nostro fratello e prego perché la sua morte scuota le nostre coscienze e ci renda più capaci di riconoscere, accogliere e custodire Cristo presente in ogni persona ferita».