Caserta, urne chiuse e provincia col fiato sospeso: affluenza oltre il 72%, Marcuccio già riconfermato a Castel Campagnano

Tempo di lettura: 2 minuti

Caserta (Redazione) La lunga notte della democrazia casertana è appena cominciata. Alle ore 15 di oggi si sono ufficialmente chiusi i seggi nei diciotto Comuni della provincia chiamati al rinnovo di sindaci e consigli comunali, consegnando alla macchina dello scrutinio una delle tornate amministrative più osservate degli ultimi anni. Un appuntamento elettorale che ha mobilitato circa 160mila cittadini, distribuiti in 176 sezioni, tra sfide ad alta tensione politica, ritorni eccellenti e duelli destinati a ridisegnare gli equilibri territoriali.

Subito dopo la chiusura delle urne è partito lo spoglio delle schede, mentre nei municipi e nelle sedi elettorali il clima si è rapidamente trasformato in un intreccio di attesa, strategie e proiezioni. In campo vi erano 41 candidati sindaco sostenuti complessivamente da 1.111 aspiranti consiglieri comunali, impegnati nella corsa ai 246 seggi disponibili nei diversi enti locali coinvolti.

Il primo verdetto ufficiale è già arrivato da Castel Campagnano, piccolo centro dell’Alto Casertano che ha fatto registrare anche il dato più elevato di partecipazione. Qui Gennaro Marcuccio è stato riconfermato sindaco dopo il superamento del quorum previsto, essendo l’unico candidato in competizione. Un risultato che assume il sapore della continuità amministrativa e della fiducia consolidata da parte della cittadinanza.

Sul piano dell’affluenza, il dato provinciale si è attestato poco oltre il 72%, in sostanziale continuità con le precedenti amministrative. Castel Campagnano ha guidato la classifica con un significativo 84,24% di votanti, mentre percentuali più contenute si sono registrate a Gioia Sannitica e Casagiove, ferme rispettivamente al 61,94% e al 62,81%. Numeri robusti anche nei due grandi centri più attesi: Marcianise ha superato il 75%, mentre Trentola Ducenta ha sfiorato l’80%.

Proprio nei comuni più popolosi si concentra adesso l’attenzione politica dell’intera provincia. A Marcianise la competizione assume i contorni di una sfida simbolica tra l’ex sindaco Antonello Velardi e l’ex consigliera regionale Maria Luigia Iodice, in un confronto che potrebbe incidere profondamente sugli assetti futuri del territorio. A Trentola Ducenta, invece, il duello vede opposti Michele Griffo e il sindaco uscente Michele Apicella.

Particolarmente significativa anche la corsa di San Nicola la Strada, dove il confronto è interamente declinato al femminile. A contendersi la fascia tricolore sono Maria Natale, Eligia Santucci e Antonia Mazzarella, in una sfida che rappresenta uno dei segnali più evidenti della crescente presenza femminile nella politica locale. Complessivamente, infatti, sono cinque le donne candidate alla guida dei Comuni coinvolti nella tornata elettorale, includendo anche Maria Luigia Iodice e Letizia Tari.

Marcianise si conferma il centro con il bacino elettorale più ampio della consultazione, con 31.781 aventi diritto al voto, seguita da San Nicola la Strada con oltre 18mila elettori. Scenario opposto ancora una volta per Castel Campagnano, che resta il Comune più piccolo tra quelli chiamati alle urne con appena 1.191 cittadini iscritti nelle liste elettorali.

Questa tornata amministrativa possiede inoltre un forte valore simbolico e istituzionale. Sette Comuni arrivavano infatti al voto dopo periodi di commissariamento prefettizio, mentre undici amministrazioni hanno affrontato la consultazione con un anno di ritardo rispetto alla naturale scadenza del mandato, conseguenza diretta dello slittamento elettorale provocato dall’emergenza pandemica.

Resta ora il tempo più delicato: quello delle schede aperte una ad una, dei risultati che scorrono lentamente nei seggi e delle attese che si consumano tra speranze, tensioni e inevitabili verdetti. In molte città casertane non si decide soltanto un’amministrazione, ma il profilo politico, civile e sociale dei prossimi anni. E mentre la provincia trattiene il respiro davanti allo scrutinio appena iniziato, una certezza già emerge con forza: la partecipazione popolare ha ancora il volto di una comunità che desidera contare, scegliere e incidere sul proprio destino.